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Con l’estate arriva la collana stagionale Il Giallo Mondadori ORO, che questo luglio con il numero 30 presenta il vincitore del Premio Alberto Tedeschi 2019.

La scheda di Uruk:

30. La profezia degli incappucciati (2019) di Roberto Mistretta [luglio 2019]
Inoltre contiene il racconto:
Stazioni, di Andrea Montalbò, vincitore del premio I Sapori del Giallo 2018

La trama:

Quella morte non è stata una disgrazia: Nofrio Falsaperla, governatore di una confraternita secolare, è stato ammazzato. È una lettera anonima ad accendere la scintilla del sospetto nel maresciallo Saverio Bonanno, in forza presso la caserma dei carabinieri di Villabosco. Nel corso di una celebrazione il notabile è rimasto schiacciato sotto il peso di un massiccio baiardo a forma di croce. L’inchiesta ha certificato la tragica fatalità e il caso è stato archiviato. Dunque gli inquirenti avrebbero commesso un errore? Guai in vista, lo sbirro che alberga in lui lo sente a pelle. Ma se lo è davvero scelto, quel mestiere, o in circostanze diverse avrebbe seguito altre vie per realizzarsi nella vita? Bonanno ama viaggiare e conoscere posti nuovi, gli sarebbe piaciuto pilotare gli aerei, o fare il sub per nascondersi nelle profondità marine. Invece, per l’uniforme che indossa, le profondità che si trova a scandagliare sono quelle, ben più oscure, dell’animo umano. Ognuno in fondo al cuore sa che esistono verità insondabili dalla pura ragione. E tuttavia l’indagine che dal presunto incidente prende le mosse, per poi affrontare una serie di omicidi legati all’enigma di una profezia, è destinata a sconcertare anche un uomo d’esperienza come il maresciallo.

L’incipit

Silenzio e polvere.
L’antro oscuro accoglie l’ombra acquattata e le regala la quiete che da tempo anela. Un alveo di pace per ritrovarsi e ascoltare a ogni inciampo del respiro gli schianti del cuore. Mura spesse tagliano fuori il caos rutilante. La stanchezza a volte diventa così insopportabile che l’ombra vorrebbe abbandonare i giorni pieni di vuoto per librarsi leggera come una cicogna e lasciarsi trasportare dalle correnti, volare lontano dal frastuono opprimente, scucirsi una buona volta la pelle di dosso e mostrare al mondo il cuore nascosto, ma già gli avvoltoi volteggiano numerosi e famelici. Hanno individuato la preda indifesa e accorrono a frotte. Può sentirne il fetore sempre più prossimo. Sciami malefici. Secoli di lotte vanificate da chi si illude di lasciare orme più profonde di altri, orme che nessuno calpesterà.
La bramosia corrode il mondo e avvelena i cuori.
L’ombra esce dal buio, fissa il baiardo della Veronica e si dice che popolato l’oscurità è il cammino che porta alla conoscenza. Gravosi compiti l’attendono. Si tuffa nel giorno e pensa che gli avvoltoi presto moriranno, uno dopo l’altro.

Il sole scivola dietro i cocuzzoli monchi stendendo pennellate purpuree sulla Montanvalle ammantata di verde. Il vecchio fissa quel mare scarlatto. Solchi infossati gli ricamano il volto antico, un groviglio rugoso a ricordo di una vita bruciata dal fiato dell’Africa.
Quando il cielo lacrima sangue, male nuove si preparano, Mimmo.
Sordomuto dalla nascita, il ragazzino annuisce. Glielo ha insegnato il vecchio a leggere le labbra negli anni trascorsi insieme, prima che la follia spezzasse l’incanto. Sono nonno e nipote. Il vecchio getta un’altra carezza alla vallata circostante punteggiata da cocuzzoli vermigli e stringe a sé una lanterna di foggia remota. Le mani ossute cercano nella tasca della giacca e trovano un bastoncino di liquirizia. Il vecchio lo ripulisce col raschino, lo taglia in due, ne offre un pezzo al ragazzino. Ricomincia a biascicare frasi smozzicate e rosicchia la radice con la traballante dentatura rimasta. È angustiato. Il ragazzino lo percepisce dal modo in cui articola i movimenti delle labbra crepate e dal luccicore che gli si è formato agli angoli delle orbite incavate. Il vecchio gli stringe i polsi, vuole proteggerlo. Il ragazzino lo lascia fare. Un brivido percorre i lombi del vecchio, la carezza di una mano di ghiaccio. Fissa l’oratorio e il brivido aumenta. Sa che succederà di nuovo. La morte s’è parata a festa.

L’autore:

Nato morto in una domenica di settembre e riportato in vita dalle cure energiche di un medico di altri tempi, Roberto Mistretta ha subìto danni irreparabili al cervello che lo portano a scrivere noir durissimi alternati a romanzi per ragazzi e saggi/interviste a siciliani perbene. Vive e lavora in Sicilia, a Mussomeli (CL), la Villabosco letteraria dei suoi romanzi. Con protagonista Saverio Bonanno ha già pubblicato: Il maresciallo Bonanno, Il canto dell’upupa e Il bacio della mantide (Fratelli Frilli Editori). È anche autore dei volumi: Giudici di frontiera. Interviste in terra di mafia (con introduzione di Giancarlo De Cataldo), Il miracolo di don Puglisi, Rosario Livatino. L’uomo, il giudice, il credente. È autore del radiodramma Onkel Binnu (Zio Binnu) sulla cattura del capomafia Bernardo “Binnu” Provenzano, mandato in onda con successo dalla WDR di Colonia, con attori professionisti tedeschi.

L.

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