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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di luglio (n. 1422) presenta un grande inedito.

La scheda di Uruk:

1422. Svanita nel nulla (She Faded into Air, 1941) di Ethel Lina White [luglio 2019] Traduzione di Marilena Caselli
Inoltre contiene il racconto:
Omicidi nella nebbia, di Andrea Delle Sedie, Alessandro Napolitano e Fiammetta Rossi

La trama:

La storia della sparizione di Evelyn Cross appare troppo incredibile per essere vera. Diciannove anni, corporatura esile e lunghi capelli biondi, è scomparsa poco dopo le quattro di un nebbioso pomeriggio di ottobre. Entrata nell’appartamento numero 16 di un’antica residenza londinese per ordinare un paio di guanti, nessuno l’ha vista uscire e all’interno non c’è. Tutto ciò sfida la logica più elementare, eppure è quanto si può desumere dalle prove e dalle testimonianze concordanti dei presenti. L’investigatore privato Alan Foam non è disposto a prendere in considerazione ipotesi fantasiose o totalmente assurde. Certo non è facile dimostrare nemmeno quelle più verosimili. Se la ragazza si fosse allontanata volontariamente, qualcuno l’avrebbe notata. E se invece fosse stata rapita, quale nascondiglio potrebbe mai sfuggire alle perquisizioni della polizia? Ma queste sono solo astratte speculazioni, condannate a essere spazzate via dagli eventi. Quando si scoprirà che fine ha fatto davvero la giovane Evelyn.

L’incipit:

La storia della presunta sparizione di Evelyn Cross era troppo incredibile per essere vera. In base alle prove, lei era scomparsa nel nulla poco dopo le quattro di un nebbioso pomeriggio di fine ottobre. Un attimo prima era li, in carne e ossa: una bionda alla moda di diciannove anni che pesava circa cinquantatré chili.
Ma un attimo dopo non era c era più.
La scena di quest’incredibile sparizione era un edificio del XVIII secolo a Mayfair. Un tempo, la piazza che lo ospitava era una zona residenziale esclusiva e di grande decoro. Era sfuggita all’infausto destino di essere completamente ricostruita, ma alcuni di quei caseggiati erano stati suddivisi per essere convertiti in uffici e appartamenti di lusso.
Quella particolare residenza, ad esempio, era stata rinominata Pomerania House dal suo proprietario, il maggiore Pomeroy. Costui si occupava di investimenti nel settore edile e in quel palazzo aveva sia la sua agenzia immobiliare che il suo appartamento privato.
Si poteva descrivere l’ex ufficiale come un vero e proprio uomo d’affari. Oltre a esibire un passato di tutto rispetto (Winchester, Oxford, i club migliori), il maggiore non aveva mai intaccato il suo credito morale e finanziario. Aveva l’aspetto tipico del militare, con le spalle dritte, sobrietà ed eleganza nel vestire e un paio di baffetti a spazzolino che sfoggiava con orgoglio. Aveva un tono di voce energico e uno sguardo profondo che contrastavano con i suoi modi informali. Ci teneva in particolare a due cose: un monocolo e un fiore fresco che appuntava tutti i giorni all’occhiello della giacca.

L’autrice:

Ethel Lina White (1876-1944), gallese, si dedica alla scrittura dopo aver lasciato un impiego governativo. La sua produzione incontra, a partire dagli anni Trenta, il favore del pubblico, tanto da guadagnarle all’epoca un posto di rilievo tra le grandi firme del giallo. Dai suoi romanzi più noti sono stati tratti film oggi considerati classici del cinema in bianco e nero, diretti da registi quali Alfred Hitchcock e Robert Siodmak.

L.

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