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Il sessantesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo agosto un diabolico avversario per il re degli investigatori.

La scheda di Uruk:

60. Sherlock Holmes. L’ombra della Gorgone (The One Hundred Per Cent Society, 2015) di Arthur Hall [agosto 2019] Traduzione di Angelo Petrella
Inoltre contiene il racconto:
Sherlock Holmes e l’indagine con Buffalo Bill, di Daniele Pisani

La trama:

Al 221B di Baker Street c’è aria di malinconia, dovuta all’inattività forzata del suo celebre inquilino. In simili frangenti un allarmato dottor Watson è solito auspicare l’intervento di un qualche stimolante caso che risvegli l’interesse dell’amico. Detto fatto. La cupa vicenda che si apre con la richiesta d’aiuto del signor Quill, in cerca della figlia scomparsa, è proprio ciò che occorre per restituire a Sherlock Holmes la consueta baldanza, fugando ogni traccia di depressione. Quando poi la ragazza viene ritrovata senza vita, strangolata, per il grande detective diventa un imperativo morale catturare l’assassino. Un folle, probabilmente, che lascia dietro di sé come firma un sinistro biglietto da visita su cui è raffigurata la testa di Medusa. Si delinea grazie a tale indizio una pista da seguire, poiché l’immagine della terrificante creatura mitologica è il simbolo di un bizzarro circolo, il Club del Cento per Cento, che riunisce i membri decaduti di nobili famiglie londinesi. Ma un pericolo mortale incombe su chiunque osi interferire con trame ancora imperscrutabili. Una minaccia che nemmeno Holmes è in grado di prevedere.

L’incipit:

Stando alla mia esperienza, il carattere e i metodi del mio amico Sherlock Holmes erano davvero unici. Quando me ne resi conto per la prima volta, e decisi che i suoi successi dovessero passare alla storia, fu solo con una certa riluttanza che mi venne concesso di trascrivere i resoconti di alcuni dei suoi casi. Le sue straordinarie imprese spesso mi sbalordivano, ma sapevo che Holmes le considerava poco più che meri esercizi per il suo raziocinio.
Ci furono tuttavia casi i cui resoconti, qualora fossero stati divulgati al grande pubblico, avrebbero causato scandali durevoli; così, su insistenza del mio amico, affidai i relativi manoscritti alla mia cassetta custodita presso la banca Cox & Co., affinché fossero letti solo molto tempo dopo la nostra dipartita.
Ma non furono i soli documenti a venire custoditi in quel modo. Talvolta, quando gli proponevo di inviare al mio editore il racconto di un ennesima avventura appena conclusa, mi ritrovavo a fronteggiare il fermo rifiuto del mio amico, motivato dal fatto che il contenuto, pur veritiero, era troppo incredibile per apparire verosimile; in altre occasioni, invece, negava il suo consenso alla pubblicazione senza fornire troppe spiegazioni, per motivi noti solo a lui. E così mi ritrovavo nuovamente costretto ad assecondare i suoi desideri, pur riservandomi il diritto di conservare i manoscritti in modo che venissero magari letti negli anni a venire da spiriti più illuminati.
Quella che vi ritrovate fra le mani è la trascrizione di alcuni eventi che il mio amico inizialmente mi proibì di divulgare, per poi acconsentire soltanto in seguito.

L’incipit del racconto di Pisani:

Era la vigilia di Natale del 1902.
Lavorai senza requie dalla mattina alla sera. Una volta fuori, presi a percorrere come un forsennato il tragitto che separa l’ambulatorio da casa mia, in Queen Anne Street; chiunque avrebbe pensato che avessi il diavolo alle calcagna. La ragione era comprensibile. Oltre a non poterne più di ricette e malati lamentosi, il gelo e l’umidità, deleteri per i miei reumatismi, erano tali che sembravano penetrare nelle ossa, ignorando, come per dispetto, cappello, soprabito e cappotto. A questo si univa la desolazione della strada, su cui gravavano oscurità e foschia: lo scenario perfetto per un omicidio.
Sognavo un bagno caldo, e una buona zuppa fumante davanti al camino acceso.

Il volume è impreziosito dal saggio: La Gorgone della mitologia greca per nemico di Luigi Pachì:

Questo mese torniamo a incontrare Arthur Hall, il cui primo romanzo apocrifo, Sherlock Holmes: Il demone del crepuscolo, abbiamo proposto nel volume 54 della nostra collana.
In quell’occasione Sherlock Holmes veniva convocato da lady Heminworth a Theobald Grange, nel Warwickshire. Sua Signoria era in preda al panico per via di strane visioni e in seguito alla morte del figlio maggiore e del marito. A dare manforte a Holmes c era il fedele amico John Watson. La storia sembrava fatta apposta per mettere a dura prova i due uomini di scienza, ma alla fine le spiegazioni soprannaturali non avevano la meglio.

L.

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