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La Pocket Books porta in digitale (ovviamente NON in Italia!) un nuovo romanzo di Star Trek: The Original Series.

L’autore segnala che la vicenda del romanzo ha luogo negli ultimissimi anni della celebre missione quinquennale (2265-2270) dell’Enterprise.

La scheda di Uruk:

Star Trek: The Antares Maelstrom (2019) di Greg Cox [13 agosto 2019]

La trama in traduzione esclusiva:

L’ultima frontiera cade nel caos quando una fonte di vasta quantità di energia viene scoperta sotto la superficie di Baldur-3, un remoto pianeta al di là dei confini dello spazio della Federazione. Scoppia una “febbre dell’oro” e una masnada di cacciatori di tesori, di ogni origine e forma, fa rotta verso il pianeta per farne bottino. Questa carovana galattica minaccia la stabilità dei pianeti limitrofi e delle stazioni spaziali, mentre scontri, sabotaggi e un caos generalizzato provocano un disperato bisogno di assistenza da parte della Flotta Stellare.
Il capitano James T. Kirk e l’equipaggio della sua astronave Enterprise sono incaricato di gestire questa crisi crescente, che sta infiammando dall’altra parte di una pericolosa regione spaziale nota come Antare Maelstrom.

L’incipit in traduzione esclusiva:

Diario del capitano, data astrale 6162.1.
La scoperta di una grande quantità di pergium su un pianeta di frontiera finora pressoché sconoscuito ha generato una “febbre dell’oro” di vecchia scuola. Cacciatori di tesori improvvisati da tutto il quadrante stanno formando carovane spaziali verso Baldur III nella speranza di diventare ricchi in fretta, generando una situazione di crisi nei paesi limitrofi: Le stazioni di posta non sono equipaggiate per affrontare la situazione. Sebbene Baldur III non sia tecnicamente sotto l’ala della Federazione, essendo una colonia indipendente, l’Enterprise è stata incaricata di gestire la crisi e fornire qualsiasi tipo di assistenza possano richiedere le autorità locali.

«Be’, mi sembra ci siano solo posti in piedi», disse McCoy.
«Una battuta calzante», affermò Spock, contemplando l’incredibile immagine sullo schermo. «Per una volta devo convenire con lei.»
Almeno una dozzina di navi spaziali di varie forme, disegni ed origine intasavano Deep Space Station S-8, che chiaramente non era stata concepita per gestire così tanti visitatori tutti insieme. Alcuni dei vascelli più piccoli erano attraccati alla stazione stessa, ma la maggior parte orbitava attorno alla struttura o stava facendo manovra per trovare la posizione, avvicinandosi alla stazione in tutte le angolature possibili. L’affollamento metteva tutti in pericolo: dalla sua poltrona sul ponte dell’U.S.S.
Enterprise il capitano James T. Kirk fu testimone di almeno una mancata collisione quando un incrociatore arturiano impaziente aveva cercato di infilarsi di lato ad una nave therbiana più lenta, dove non c’era proprio spazio.
«Mi ricordi di alzare i nostri scudi prima di avvicinarci alla stazione», disse Kirk. «Sembra ci sia urgente bisogno di un vigile urbano… o una dozzina.»
«Sì, signore», rispose il tenente Sulu dal suo posto. Scosse la testa davanti alla scena sullo schermo. «Non si direbbe che si tratti del Wrigley’s Pleasure Planet.»
«O San Pietroburgo in primavera», aggiunse Chekov. Il giovane russo era seduto accanto a Sulu alla stessa postazione di navigazione.

L.

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