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La collana “Segretissimo” (Mondadori) nel 2000 decide di presentare un “figlio” di Gérard de Villiers, un nuovo eroe le cui avventure però viene scelto di raccontare… partendo dalla numero cinque!

La scheda di Uruk:

1403. Il Celta: Connection! [Le Celte 5] (Réseau Kosovo, 1999) di Robert Morcet [6 febbraio 2000] Traduzione di Giancarlo Carlotti

La trama:

A Parigi, un uomo viene assassinato con la sua famiglia: non si tratta di una persona qualunque, ma di un ufficiale dell’esercito serbo, impegnato in un’indagine sulla mafia albanese. Un oscuro intreccio lega il traffico di armi e droga alla sporca guerra nel Kosovo e sembra coinvolgere anche mercenari pronti a tutto. Un intreccio che solo il Celta, agente dell’organizzazione Phoenix, può districare.

L’incipit:

Il cielo era d’un azzurro smagliante. Soltanto pochi brandelli sfrangiati di nuvole d’alta quota ne offuscavano la limpidezza.
Stagione ideale per la caccia.
L’aquila si lasciò portare da una calda corrente ascensionale che le agitò lievemente le remiganti. La testa leggermente inclinata, il rapace teneva d’occhio ogni movimento al suolo, parecchie centinaia di metri più in basso.
Inclinandosi sull’ala, l’aquila iniziò una breve discesa, senza quasi modificare la posizione in volo. La corrente più fredda la spinse in prossimità di una cresta. Lo sguardo penetrante si inchiodò su un’ombra, una minima agitazione ai piedi di una cornice rocciosa.
La picchiata fu breve. La cattura della preda venne preceduta di qualche frazione di secondo da un rapido e violento batter d’ali. Fulminato in piena corsa dagli artigli del rapace, il coniglio si dibattè solo per un istante, con la colonna vertebrale spezzata di netto.
Lenta ma potente, l’aquila riprese quota, appesantita dalla carcassa palpitante della sua vittima. L’occhio in perenne allerta si soffermò per un attimo su un edificio in pietra, un ovile un tempo abbandonato e rioccupato da poco dall’unico predatore dei rapaci: l’uomo.
D’istinto, l’uccello iniziò ad aggirare la vallata, evitando di sorvolare il vecchio edificio e i suoi annessi recenti, mimetizzati in modo da risultare invisibili dal cielo.
Però non puoi ingannare lo sguardo di un’aquila.

L’autore:

La vita di Robert Morcet è avventurosa proprio come un personaggio dei suoi romanzi. Nato nel 1949 a Saint Ouen, nella Francia settentrionale, dopo il servizio militare in Marina ha fatto diversi lavori, come tornitore, fresatore e commerciante in Germania. Proprio in quest’ultimo periodo è stato implicato in quattordici rapine a mano armata, che gli hanno procurato dieci anni di prigione. Scarcerato nel 1985, ha cominciato a scrivere, riscuotendo nel 1987 un incoraggiante successo con il suo primo romanzo, Tendre voyou. Del 1989 è il libro su Edith Piaf nel venticinquennale della morte della cantante. Fin dal 1987, Morcet ha cominciato a lavorare alla serie del Celta, in cui si riflettono i suoi rocamboleschi trascorsi. Attualmente ha anche avviato l’attività di restauratore.

L.

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