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La collana “Segretissimo” (Mondadori) nel 2000 decide di presentare un “figlio” di Gérard de Villiers.

L’illustrazione di copertina è firmata da Maurizio Campidelli.

La scheda di Uruk:

1474. Il Celta: gli artigli di Allah [Le Celte 8] (Les serres d’Allah, 1999) di Robert Morcet [3 dicembre 2002] Traduzione di Luca Morelli

La trama:

Un gruppo di terroristi islamici massacra una comitiva di turisti francesi in Marocco, e questa è soltanto una delle tante stragi eseguite dal fantomatico gruppo di integralisti che sta insanguinando il paese nordafricano. Ma la base dell’organizzazione è in Francia, e ben presto anche Parigi subisce i catastrofici attacchi dei kamikaze. Coadiuvato dalla bella cabila Farida, agente della Phoenix per il mondo islamico, il Celta viene incaricato di rintracciare il campo d’addestramento dei terroristi. Non ha molto tempo per la sua missione: già un altro, spaventoso attentato si sta preparando…

L’incipit:

Fez, Marocco
5 luglio, ore 14.30
— Fez fu fondata nell’anno 789 dell’era cristiana da Mulay Idriss, diretto discendente del profeta Maometto. Era fuggito dall’Arabia nel 786 per salvare la propria famiglia dai massacri ordinati dal califfo di Baghdad. La sua tomba è situata nel villaggio che porta il suo nome, sotto il gebel Zerhoun. È la più antica delle quattro città imperiali del Marocco ed è stata soprannominata l’Atene del Nordafrica, tanto era importante la sua influenza culturale e religiosa.
La voce un po’ compassata della guida faceva a volte fatica a superare il frastuono e il tumulto della città. Le donne, con lunghe vesti grigie o rosse e con il velo sul capo, camminavano al fianco di uomini giovani o vecchi e si vedevano alcuni barracani, anche se dominavano nettamente le fogge occidentali. Tra i giovani, le Nike e le Reebok avevano decisamente avuto la meglio sulle tradizionali babbucce e anche sulle solide scarpe di pelle.
Laurent Alexandre si asciugò la fronte. Cerano più di trenta gradi, e nonostante le stuoie di paglia o di bambù intrecciato che davano ombra agli stretti vicoli del suk, il caldo era soffocante.
— In realtà, ci sono state diverse città, poiché nel IX secolo alcuni kemanesi, provenienti dalla Tunisia, vennero a stabilirsi a Fez. Non vollero però mescolarsi alla popolazione autoctona, né ai rifugiati giunti dall’Andalusia qualche anno prima. Erano commercianti agiati e si sono costruiti la propria città sulla sponda occidentale del fiume Fez, il Fiume delle Perle. Ogni città era isolata dentro le sue mura. Successivamente, nel XIII secolo, sotto la dinastia berbera dei Merinidi, la città aumentò in splendore: furono costruiti dei palazzi e anche un nuovo centro urbano, Fez Jdid. Quella fu anche l’epoca dei più pregevoli minareti, sormontati da sfere dorate, e dei madrasa, delle scuole coraniche di cui tra poco scoprirete gli stupendi stucchi realizzati dagli artigiani locali.
Quella guida era decisamente instancabile: declamava e declamava nel caldo soffocante del primo pomeriggio. Il piccolo gruppo di turisti la seguiva, spostando lo sguardo sugli elementi architettonici e sulle botteghe che indicava. Quel movimento collettivo divertiva molto Laurent Alexandre: gli sembrava di assistere a una partita di tennis, quando le teste si girano con perfetto sincronismo, seguendo la traiettoria della palla.
Dal canto suo, Laurent preferiva lasciar vagare la sua attenzione. Registrava i rumori, gli odori inebrianti, gli oggetti e i movimenti. Nel vicolo dei fabbri, aveva ammirato gli enormi vassoi di rame, i cui complicati motivi tradizionali nascevano sotto le abili dita degli artigiani. Quel viaggio per lui era un’eccezionale occasione per lasciare la grigia periferia, il suo triste orizzonte di disoccupato; l’occasione di scoprire altri paesaggi, altri luoghi, altre persone.

L’autore:

La vita di Robert Morcet è avventurosa proprio come un personaggio dei suoi romanzi. Nato nel 1949 a Saint Ouen, nella Francia settentrionale, dopo il servizio militare in Marina ha fatto diversi lavori, come tornitore, fresatore e commerciante in Germania. Proprio in quest’ultimo periodo è stato implicato in quattordici rapine a mano armata, che gli hanno procurato dieci anni di prigione. Scarcerato nel 1985, ha cominciato a scrivere, riscuotendo nel 1987 un incoraggiante successo con il suo primo romanzo, Tendre voyou. Del 1989 è il libro su Edith Piaf nel venticinquennale della morte della cantante. Fin dal 1987, Morcet ha cominciato a lavorare alla serie del Celta, in cui si riflettono i suoi rocamboleschi trascorsi. Attualmente ha anche avviato l’attività di restauratore.

L.

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