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Nella sua opera di traduzione degli universi narrativi meno noti gli italiani, la Multiplayer.it nel 2012 porta in libreria (e dal gennaio 2013 in eBook) un romanzo non solo legato all’infinita saga di Star Wars, ma anche ad un videogioco.

La scheda di Uruk:

Star Wars: The Old Republic – Revan (Revan, 2012) di Drew Karpyshyn [30 giugno 2012] Traduzione di Virginia Petrarca

La trama:

C’è qualcosa là fuori: una macchina del male sta piombando sulla Repubblica per schiacciarla… solo un Jedi solitario, emarginato e oltraggiato, è in grado di fermarla…

Revan: eroe, traditore, conquistatore, salvatore. Uno Jedi che ha lasciato Coruscant per sconfiggere i Mandaloriani ed è tornato come seguace del Lato Oscuro, deciso a distruggere la Repubblica. Il Consiglio Jedi gli ha restituito la vita ma il prezzo della redenzione è stato alto: i suoi ricordi sono stati cancellati, gli sono rimasti solo incubi – e una paura profonda e costante…
Cos’è accaduto esattamente oltre l’Anello Esterno? Revan non riesce a ricordare, eppure non può dimenticare del tutto. Per qualche ragione si è imbattuto in un terribile segreto che minaccia l’esistenza stessa della Repubblica. Non avendo idea di cosa sia o di come fermarlo, Revan potrebbe anche fallire, perché non ha mai affrontato un nemico tanto potente e diabolico, ma solo la morte potrà impedirgli di tentare…

L’incipit:

Lord Scourge sollevò il cappuccio del mantello scendendo dalla navetta che faceva da scudo contro il vento e la pioggia battente. Lì, su Dromund Kaas, le tempeste erano comuni; nubi nere oscuravano costantemente il sole, privando di significato termini come giorno e notte. L’unica illuminazione naturale proveniva dalle frequenti saette che squarciavano il cielo, ma il bagliore proveniente dallo spazioporto e dalla vicina Kaas City gli forniva luce più che sufficiente a vedere dove andava.
Le possenti tempeste elettriche erano una manifestazione fisica del potere del Lato Oscuro che avvolgeva il pianeta intero – un potere che aveva ricondotto lì i Sith un millennio addietro, quando la loro stessa sopravvivenza era stata in dubbio.
Dopo la bruciante sconfitta nella Grande Guerra dell’Iperspazio, l’Imperatore si era messo alla testa dei suoi seguaci, sorgendo dalle fila dei rimanenti Signori dei Sith, in un disperato esodo verso i confini più lontani della galassia. Fuggendo dalle armate della Repubblica e dall’implacabile vendetta dei Jedi, alla fine si erano insediati sul loro pianeta natale, da tempo perduto, ben oltre i confini dello spazio della Repubblica.
Là, ben nascosti dai loro nemici, i Sith avevano iniziato a ricostruire l’Impero. Sotto la guida dell’Imperatore, il salvatore immortale e onnipotente che regnava su di loro persino dopo mille anni, avevano abbandonato l’esistenza edonistica condotta dai loro barbari antenati.
Al suo posto avevano creato una società quasi perfetta, in cui l’esercito imperiale manovrava e controllava praticamente ogni aspetto della vita quotidiana. Contadini, meccanici, insegnanti, cuochi, spazzini: tutti facevano parte della grande macchina bellica, ogni individuo era un ingranaggio addestrato per eseguire i propri doveri con la massima disciplina ed efficienza. Come risultato, i Sith erano riusciti a conquistare e soggiogare un mondo dopo l’altro nelle regioni inesplorate della galassia fino a rivaleggiare col potere e l’influenza che avevano in passato.
Un’altra scarica di fulmini squarciò il cielo, illuminando per un attimo la massiccia cittadella che incombeva su Kaas City. Costruita da schiavi e seguaci devoti, fungeva sia da palazzo che da fortezza, un inespugnabile luogo di convegno per l’Imperatore e i dodici Signori dei Sith da lui scelti per formare il Consiglio Oscuro.
Dieci anni prima, quando Scourge era arrivato su Dromund Kaas per la prima volta come giovane apprendista, aveva giurato che un giorno avrebbe messo piede all’interno delle esclusive sale della cittadella. Eppure, in tutti gli anni di addestramento presso l’Accademia Sith che si ergeva ai confini di Kaas City, quel privilegio non gli era mai stato accordato. Era stato uno degli studenti migliori, a cui i superiori riconoscevano la potenza nella Forza e la devozione fanatica verso gli usi dei Sith. Ma agli accoliti non era permesso entrare nella cittadella: i suoi segreti erano riservati a coloro che servivano direttamente l’Imperatore e il Consiglio Oscuro.
Il potere del Lato Oscuro che emanava dall’edificio era innegabile; nei suoi anni da accolito ne aveva avvertito ogni giorno l’energia pura e irruenta. Vi aveva attinto, focalizzando mente e spirito, per convogliare il potere nel suo corpo affinché lo sostenesse durante le brutali sedute di allenamento.
Al suo posto avevano creato una società quasi perfetta, in cui l’esercito imperiale manovrava e controllava praticamente ogni aspetto della vita quotidiana. Contadini, meccanici, insegnanti, cuochi, spazzini: tutti facevano parte della grande macchina bellica, ogni individuo era un ingranaggio addestrato per eseguire i propri doveri con la massima disciplina ed efficienza. Come risultato, i Sith erano riusciti a conquistare e soggiogare un mondo dopo l’altro nelle regioni inesplorate della galassia fino a rivaleggiare col potere e l’influenza che avevano in passato.
Un’altra scarica di fulmini squarciò il cielo, illuminando per un attimo la massiccia cittadella che incombeva su Kaas City. Costruita da schiavi e seguaci devoti, fungeva sia da palazzo che da fortezza, un inespugnabile luogo di convegno per l’Imperatore e i dodici Signori dei Sith da lui scelti per formare il Consiglio Oscuro.
Dieci anni prima, quando Scourge era arrivato su Dromund Kaas per la prima volta come giovane apprendista, aveva giurato che un giorno avrebbe messo piede all’interno delle esclusive sale della cittadella. Eppure, in tutti gli anni di addestramento presso l’Accademia Sith che si ergeva ai confini di Kaas City, quel privilegio non gli era mai stato accordato. Era stato uno degli studenti migliori, a cui i superiori riconoscevano la potenza nella Forza e la devozione fanatica verso gli usi dei Sith. Ma agli accoliti non era permesso entrare nella cittadella: i suoi segreti erano riservati a coloro che servivano direttamente l’Imperatore e il Consiglio Oscuro.
Il potere del Lato Oscuro che emanava dall’edificio era innegabile; nei suoi anni da accolito ne aveva avvertito ogni giorno l’energia pura e irruenta. Vi aveva attinto, focalizzando mente e spirito, per convogliare il potere nel suo corpo affinché lo sostenesse durante le brutali sedute di allenamento.
Ora, dopo quasi due anni di lontananza, era tornato su Dromund Kaas. In piedi sulla piattaforma di atterraggio, avvertiva ancora una volta il Lato Oscuro penetrare in lui fino alle ossa, compensando la trascurabile scomodità del vento e della pioggia con la vampa del suo calore. Ma Scourge non era più un semplice apprendista: era tornato nella sede del potere imperiale come Signore dei Sith.

L’autore:

Drew Karpyshyn, canadese classe 1971, è uno sceneggiatore di videogiochi e romanziere. Il suo debutto è stato con la compagnia Wizards of the Coast, prima di passare alla BioWare. Ha curato il soggetto e molti dei dialoghi di Star Wars: Knights of the Old Republic ed è stato fra gli sceneggiatori principali di Jade Empire, così come di altri giochi della serie Baldur’s Gate. Recentemente si è dedicato all’universo di Mass Effect.

L.

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