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La Newton Compton porta in libreria un nuovo numero della collana “Giallo Italia”.

La scheda di Uruk:

1010. Delitto in alto mare (2019) di Alessandra Carnevali [17 luglio 2019]

La trama:

Il commissario Adalgisa Calligaris è reticente a festeggiare in grande le “nozze di stagno”. È una donna dura, un po’ brusca, e preferisce di gran lunga la semplicità agli sfarzi. Ma l’insistenza di suo marito, il magistrato Gualtiero Fontanella, la convince ad accettare l’idea di partire per una crociera in Giappone. Durante il volo da Roma a Tokyo, Adalgisa conosce Bianca, una karateka di quattordici anni che fa parte di una squadra di otto giovani atleti in viaggio premio, che la coppia incontrerà di nuovo, per una coincidenza, sulla nave da crociera. Proprio quando Adalgisa sta per ammettere che, nonostante l’iniziale scetticismo, il viaggio è stato un’ottima idea, la compagna di cabina di Bianca, Ottavia, scompare nel nulla. La sua cruise card non è stata registrata in uscita: possibile che sia ancora a bordo? Per risolvere il mistero, Adalgisa dovrà dire addio allo spirito vacanziero e tirare fuori il suo proverbiale fiuto investigativo.

L’incipit:

«Una crociera? Sei impazzito?», gridò Adalgisa voltandosi di scatto verso il marito. «Una crociera sul mare? Con la nave?»
«No, nel deserto e col treno», rispose Gualtiero seccato dalla reazione della moglie. «Non capisco perché ti agiti tanto, è una cosa bellissima andare in crociera e noi non ci siamo mai stati. Mi sembra un ottimo modo per festeggiare il nostro anniversario».
Adalgisa lo guardò come se stesse per strozzarlo e sbuffò rumorosamente: «Ti faccio notare che il nostro anniversario è stato a maggio!».
«Lo so, però a maggio eravamo troppo impegnati con il lavoro e io ti avevo detto che avremmo festeggiato a fine estate…», le ricordò Gualtiero che non si sarebbe mai aspettato una reazione così negativa alla proposta di quel viaggio.
L’uomo tacque e se ne andò in cucina a prendersi un bicchiere di acqua fresca. Faceva un gran caldo e la giornata di lavoro era stata davvero pesante. Niente ferie quell’estate per il magistrato Fontanella che era rimasto chiuso nel suo ufficio in procura per quasi tutto il mese d’agosto. Una scelta. Proprio in previsione di prendersi almeno un paio di settimane per celebrare degnamente, seppur in lieve ritardo, quell’anniversario. Il decimo di matrimonio con Adalgisa Calligaris.
«Sono le nostre nozze di stagno, mi sembrava abbastanza rilevante», argomentò Fontanella contrariato. Poi, appoggiando il bicchiere vuoto nel lavello, aggiunse: «Ero convinto di farti contenta organizzando qualcosa di speciale. Evidentemente mi sbagliavo».
Adalgisa lo raggiunse in cucina, lo abbracciò da dietro e gli stampò un bacio sulla nuca pelata- «E tu per le nozze di stagno mi vuoi portare al mare? Portami direttamente nel campo qui dietro casa nostra, dove c’è la pozza con le rane».
Il tentativo della moglie di risollevare con un po’ di
humour lo stato d’animo sconsolato di Gualtiero non sortì alcun effetto.
Fontanella aveva passato parecchio tempo a pensare a quale potesse essere la loro vacanza ideale, ma non ne aveva mai fatto parola con la moglie per non guastarle l’effetto sorpresa. Fissò Adalgisa con i suoi occhi azzurri, per una volta più tristi che inutili, e con voce rassegnata disse: «Non abbiamo mai festeggiato prima d’ora i nostri anniversari, stavolta potevamo fare un’eccezione. Ma se non ti va… pazienza».
«Non è che non mi va, ma sai che io odio il mare», cercò di spiegare Adalgisa, «cioè, non lo odio di per sé, odio quello che il mare comporta… costume da bagno, ciccia in bella vista e costante confronto con qualche cinquantenne liftata e palestrata. Non ce la posso fare…». Poi, squadrando Gualtiero dall’alto in basso, aggiunse: «E francamente, manco tu».
Il magistrato, che era nato a Bari e il mare ce lo aveva nel DNA, a forza di vivere in Umbria si era solo apparentemente adattato a un’esistenza collinare. In realtà, quella distesa infinita e azzurra, increspata dalla brezza salmastra se la sognava di notte e di giorno.
All’aspetto estetico della faccenda francamente non ci aveva nemmeno pensato. Gualtiero si guardò allora la pancia prominente, si accarezzò il doppio mento sbarbato di fresco, poi assunse un’espressione corrucciata da bambino deluso. Alla fine sbottò: «Ma, Adalgisa, a noi quando mai ce n’è fregato qualcosa di essere fighi?».
Adalgisa alzò le mani aperte e ammise: «Mai!».

L’autrice:

Alessandra Carnevali è nata a Orvieto ed è laureata in Lingue. Ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo 2002 con il brano All’infinito eseguito da Andrea Febo. Nel 2007 è stata la prima blogger accreditata al Festival di Sanremo. Ha curato il blog Festival, sulla musica italiana e Sanremo, per il network Blogosfere. Si occupa di promozione web per eventi e artisti emergenti. La Newton Compton ha pubblicato Uno strano caso per il commissario Calligaris, libro vincitore del Premio ilmioesordio nel 2016, Il giallo di Villa Ravelli e Il giallo di Palazzo Corsetti.

L.

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