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La collana “Segretissimo” n. 1649 presenta questo settembre il primo capitolo di una trilogia esplosiva.

La scheda di Uruk:

1649. Montecristo: Un uomo da abbattere (2008) di Stephen Gunn (Stefano Di Marino) [settembre 2019]

La trama:

Se non fosse uno sbirro, Dario Massi sarebbe un gangster. Ma è uno sbirro, che non si ferma davanti a niente e a nessuno. In un mondo dove tutti tradiscono tutti salda sempre i suoi conti. E quando segue una pista va fino in fondo, costi quel che costi. Esiste una regia globale dietro le violenze e i disordini scatenatisi in Italia negli ultimi mesi? La Forza d’intervento coordinata è la squadra di specialisti costituita per cercare una risposta. Connessioni tra criminalità comune e politica, manifestazioni di protesta ed esaltati nostalgici, mafie dell’Est, integralisti islamici. Una palude fumigante che è l’anticamera del caos definitivo e irreversibile. Tra spietate esecuzioni e abissi di crudeltà, una lotta senza quartiere contro un potere occulto conduce Dario da una Milano di fuoco fino alla Romania. Mentre incombe su di lui lo spettro di un nome dimenticato di cui ignora il significato. Un vecchio incubo legato al suo passato in Afghanistan che sembra allacciarsi all’indagine in corso come un nodo scorsoio. Montecristo.

La presentazione dell’autore:

Arriva in edicola e in ebook per “Segretissimo” il primo dei tre volumi della saga di Montecristo, una spy story italiana che firmo con il mio nome e che si affianca a quella de Il Professionista. Sarà l’apripista per una nuova serie della quale ho terminato la stesura del primo episodio proprio questa estate.
La spy story italiana è, come sapete, un argomento che mi sta a cuore sin alla pubblicazione di Sopravvivere alla notte nel 1992. In cosa si differenzia dai romanzi che avete letto sino a ora? Il linguaggio, il ritmo, l’azione restano gli stessi perché sono non solo la base di “Segretissimo” che è una rivista di spionaggio avventuroso, ma anche perché rispondono al mio modo di raccontare il genere e il thriller in generale.
Periodicamente vedo affacciarsi in libreria autori che vengono definiti “finalmente” il primo romanzo di spionaggio italiano… nella linea di Le Carré. Lascio a voi il commento su queste affermazioni e le conclusioni sulla sopravvivenza di questi testi. Per quel che mi riguarda la riscoperta dell’Italia come set perfetto per la spy story risale a diversi anni fa e verrà ricordata proprio quest’anno con la ristampa di Gangland nella serie “Il Professionista Story”.
La mia idea è che l’italianità la troviamo, nelle mie storie, in un sentire molto europeo, quasi più che italiano, che già si ravvisa in altre serie. In Montecristo c’è una particolare attenzione alla situazione italiana che, nella prima edizione nella collana “Il Giallo Mondadori Presenta”, rifletteva le cronache dei tempi (fine del primo decennio del 2000) ma che, tristemente, mi pare attualissima. Una cronaca violenta in cui politica, servizi deviati e malavita si mescolano su un terreno che valica i confini del nostro paese e guarda all’Europa e anche oltre. In particolare ci rivolgeremo verso l’Europa dell’Est e anche oltre.
Due parole su Dario Massi che è un protagonista diverso da Chance Renard il Professionista. Per forza! La serie è diversa e non avrebbe avuto senso creare un doppione. Ne ha alcune caratteristiche che sono quelle che muovono la storia. Non è uno che sta a lamentarsi, non è un vecchio depresso. È un uomo d’azione che, si trova a fronteggiare una situazione personale e professionale difficile. Nel corso della sua avventura incontrerà personaggi che forse qualcuno di voi conosce. Misericordia e Bruno Genovese (che tornerà a ottobre ne “Il Professionista Story” con la ristampa, questa volta ampiamente rimaneggiata de L’ombra del Corvo!).
Non è un caso e in questi legami sta il collegamento con il Professionista. Per il resto vi auguro buona lettura, sperando che lettori vecchi e nuovi sosterranno questo risvolto della spy story italiana.

L’incipit:

Aspettano l’alba distesi tra gli sterpi, confusi con le rocce.
Una primavera caldissima, quella del 2003. Preannuncia un’estate torrida. Nei campi tra Basilicata e Campania, se il raccolto non viene fatto in fretta i pomodori rischiano di marcire.
Per questo ci vogliono gli schiavi.
Inquadrati dal caporalato duro, ammassati sotto terra, oppure all’interno di tuguri di stucco. Quando va bene, dentro prefabbricati. In eternit, il più delle volte. Prigioni per gente fuggita da una terra già maledetta, falcidiata dalla guerra, dall’AIDS, dalla TBC, da mille altre facce della Morte. Sono arrivati qui con una speranza e respirano miasmi tossici, cancerogeni.
Si spezzano la schiena per pagare debiti immaginari imposti da esseri che di umano non hanno nulla. Alle cinque del mattino, come file di prigionieri di un lager nazista, sono già usciti e caricati sui camion che li portano a lavorare. Nessuno, nelle industrie rispettabili, nei ristoranti alla moda, nelle pizzerie dove vanno gli innamorati, persino nelle case della gente cosiddetta perbene, saprà mai quanta sofferenza ce in quei pomodori raccolti e diretti verso i centri di lavorazione.
Laggiù la terra piena di crepe scotta ancor prima che il sole spunti all’orizzonte.
— Forse ci siamo. — La voce attraverso il circuito di comunicazione è un sibilo rauco. — Vedo movimento.
Dario Massi non ama lavorare con estranei. Ma quella è un operazione congiunta che preparano da mesi. Durante la notte, disteso tra due rocce dietro la masseria-prigione a duecento metri di distanza, ha avuto modo di ripensare a tutto, fino al minimo det
taglio. La squadra con cui effettuerà l’arresto non fa parte dei normali gruppi speciali. Niente NOCS, niente GIS. È qualcosa di diverso. Guidata da una leggenda oscura.
Andrea Calamo, commissario capo Andrea Calamo.

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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