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Per il blog “La cupa voliera del Conte Gracula” ho scritto un guest post dedicato ad un ciclo narrativo di Mike Resnick (prima, seconda e terza puntata): visto che è appena iniziato in Italia un suo nuovo ciclo, merita di essere presentato anche qui.

La scheda di Uruk:

1670. Cassiopea: il castello [Dead Enders 3] (The Castle in Cassiopeia, 2017) di Mike Resnick [maggio 2019] Traduzione di Fabio Feminò

La trama:

In guerra contro la Coalizione Transkei, la Democrazia aveva affidato la mossa decisiva al colonnello Nathan Pretorius e ai suoi Senza Speranza: sostituire Michkag, stratega dei Transkei, con un clone. Missione riuscita. Ma ora hanno un problema: il clone, educato dalla Democrazia sulla Terra, si è calato perfettamente nel ruolo e gli piace essere l’uomo più potente della Coalizione. Perciò, tocca ancora una volta a Pretorius e ai suoi, unici umani in un mondo alieno totalmente militarizzato, scoprire dove si nasconde Michkag, superare tutte le sue linee di difesa e ucciderlo. O catturarlo, di nuovo.

L’incipit:

«Fra quanto tu e i tuoi Senza Speranza sarete pronti per un’altra missione?» chiese il generale Cooper. «Una urgente?»
«Dipende da qual è il problema» rispose Nathan Pretorius, entrando nell’ufficio e sedendosi di fronte alla scrivania del generale.
«Ricordi il clone di Michkag, il doppione che hai insediato in Orione Tanno scorso?»
Pretorius s’incupì. «Oh, merda! Hanno scoperto chi era e l’hanno ucciso?»
«Buona supposizione» rispose Cooper. «Vorrei solo che fosse giusta.»
«Allora?» domandò Pretorius, arcuando un sopracciglio.
«Il bastardo ha cambiato casacca!»
«Come?»
«Ha deciso che
gli piace essere il più potente generale di tutta la Coalizione» ringhiò Cooper «e non ci aiuterà a sconfiggere la sua stessa razza. È un brillante stratega, e grazie al fatto di essere stato allevato qui, sa come pensiamo e reagiamo più di ogni altro alieno nell’intera Coalizione. È saltato fuori che ci ha fornito dati fasulli per mesi.»
«Lo sa che noi sappiamo?» chiese Pretorius.
Cooper annuì. «Adesso sì. Eravamo riusciti a circondare quel bastardo presso il sistema di Bellermaine. Lo superavamo in rapporto di venti a uno.»
«Ed è fuggito?»
Cooper reagì con una smorfia. «Non ci ha nemmeno tentato. Ha distrutto tutte le nostre navi, dalla prima all’ultima. Non è sopravvissuto niente, nemmeno una registrazione di come diavolo abbia fatto.»
«Sono impressionato» commentò Pretorius.
«Dobbiamo eliminarlo» proseguì Cooper. «Ucciderlo, catturarlo, tutto il possibile.»
«Ci avete provato» disse Pretorius. «Vi è andata buca.»
«E quell’operazione era iniziata prima che sapesse che gli stavamo addosso» ringhiò Cooper. «Al momento è la creatura, umana o aliena, meglio protetta dell’intera Coalizione, forse dell’intera dannata galassia. Non lo cattureremo con la forza bruta; ci avvisteranno in arrivo, e se non crederanno di poterci battere, lo trasferiranno prima che cominciamo ad avvicinarci troppo.»

L’autore:

Mike Resnick, prolifico autore americano di science fiction, nasce a Chicago nel 1942, e ha all’attivo più di cinquanta romanzi e circa duecento racconti. Con le sue opere è stato finalista per ben 37 volte al premio Hugo (un vero e proprio record, nel mondo della fantascienza), e si è imposto in questo prestigioso riconoscimento per cinque volte. Nel 1995, con il romanzo Nell’abisso di Olduvai (Seven Views of Olduvai Gorge, 1994), ha conquistato, oltre al premio Hugo, anche il premio Nebula. The Fortress in Orion (2015) è il primo della serie dei Dead Enders.

L.

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