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Prima di darlo via, schedo questo numero di “Segretissimo” dell’epoca di Sergio Altieri.

La scheda di Uruk:

1565. Gli artigli del leopardo (Leopards Kill, 2007) di Jim DeFelice [luglio 2010] Traduzione di Alessio Lazzati

La trama:

L’inferno ha un nome: Afghanistan. Ma con quell’inferno, Jack Pilgrim, ex membro delle forze speciali americane, ha chiuso una volta per tutte. Ora ha una società di consulenza, una bella moglie, soldi a palate. Giardino dell’Eden, giusto? Sbagliato. Perché Merc Conrad, il suo socio, svanisce improvvisamente portandosi dietro una fortuna in fondi governativi. Jack è con le spalle al muro. O ritrova Merc e i soldi o la CIA lo sbatte dentro fino al Giorno del Giudizio. E così Jack dovrà seguire una pista che lo porterà di nuovo dal cuore di tenebra dell’Afghanistan ai campi di massacro del Pakistan, sulle tracce di troppi spettri sanguinari. Perché nessuno può realmente fuggire dall’inferno.

L’incipit:

Las Vegas
Col passare degli anni, cominci a pretendere di più dalla vita, e inizi a pensare che queste aspettative siano del tutto naturali. Ciò che ottieni ti spetta di diritto. Te ne convinci poco a poco. Dimentichi come la fortuna giochi la sua partita, i piccoli scherzi del destino che ti conducono in un certo luogo in un preciso istante. Possiedi ciò che meriti e sei quello che meriti, al punto che gli oggetti attorno a te diventano la tua stessa identità. Inizi a pensare a te stesso come al tizio con la villa in collina, il praticello ben tenuto e la piscina prefabbricata. Misuri quanto vali in base alle vacanze che puoi concederti, alla tua macchina e alla sfumatura di granito che tua moglie vuole in cucina per un perfetto piano di lavoro. Questo diviene ciò che sei, e smetti di confrontarti con le cose che si nascondono nel profondo della tua anima: la furia, la collera e il desiderio insaziabile.
Vai avanti così, cullandoti in maniera inconsapevole nella convinzione che non esista nient’altro a parte starsene in un hotel di Las Vegas, a far scorrere la mano su un mobile bar di lusso e guardare tua moglie nuda sul letto. Pensi: ecco chi sono, pantaloni e mocassini italiani, giacca sportiva tagliata su misura e sigari cubani sempre pronti sul tavolo. Questo è quanto mi aspetto di ottenere dalla vita: è quello che sono.
— Adesso devo andare — sussurri a tua moglie. — Torno presto.
Lei mormora qualcosa. Le dici che l’ami. La tua voce non viene dal cuore, non da quel luogo oscuro dove vivono il desiderio e il dolore, ma dalla superficie, dalla camicia di seta e dal gel che hai nei capelli. Ricordi la sensazione di lei sotto di te, appena un’ora prima. Le ripeti che l’ami, appena a disagio. Poi esci, te ne vai, perché si tratta di affari. È questo che hai imparato ad aspettarti dalla vita.

L’autore:

Nato a New York, Jim DeFelice ha intrapreso in un primo tempo la carriera giornalistica che ha poi abbandonato per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Ha pubblicato come autore o coautore più di una trentina di thriller di stampo militare e tecnologico. I suoi libri sono stati tradotti in molti paesi.

L.

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