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Prima di darlo via schedo questo numero de “Il Giallo Mondadori“, quando ancora era diretto da Alberto Tedeschi, con una delle avventure del Mike Shayne di Brett Halliday.
Ricordo che ho dedicato una pagina alla bibliografia italiana del personaggio.
Per un profilo del personaggio firmato Halliday stesso, rimando a questa scheda.

L’illustrazione di copertina è firmata, come sempre, da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

1007. Mike Shayne e la bionda sirena [Mike Shayne 55] (Mermaid on the Rocks, 1967) di Brett Halliday [19 maggio 1968] Traduzione di Salvatore Muccio
Inoltre contiene il racconto:
Dài ai Tuoi servi… (From the Fear of Our Enemies, “EQMM“, aprile 1968) di Charlene M. Weir (riportata erroneamente Cherlene)

La trama:

Tutte le vacanze di Shayne si trasformano in lavoro, anche se questa volta non occorre proprio «tirarlo per i capelli» a fare da guardia del corpo a Kitty Sims, la bionda sirena. Cal Tuttle, famoso contrabbandiere degli anni Venti, ha escogitato una diabolica formula testamentaria per salvaguardare l’integrità del suo amato Key Gaspar, una delle selvagge isolette, al largo della Florida, antico rifugio di pirati. La proprietà viene attribuita a cinque eredi – Barbara, Brad ed Ev Tuttle, i figli; Shanahan, l’avvocato e Kitty Sims, la segretaria – e non può essere alienata se non con il consenso unanime dei coeredi: toccherà definitivamente all’ultimo sopravvissuto. Strano testamento, quello di Cal Tuttle! Tutti gli eredi avevano qualcosa da farsi perdonare dal vecchio, e invece lui li ha beneficati. Ma sino a che punto? Intanto, la clausola dell’ultimo sopravvissuto scatena una pericolosa corsa ad eliminazione; il primo a lasciare il campo è Ev. Kitty Sims, la più giovane tra i contendenti, si rifiuta di dare il suo assenso per la vendita del Key: conta di essere lei l’«ultima sopravvissuta». Ma gli altri? Mike Shayne non ha un compito facile in questa vicenda, a metà fra una spietata realtà e una romanzesca storia di pirati, di tesori nascosti, di sordidi interessi e di personaggi tortuosi.

L’incipit:

Michael Shayne con pinne e respiratore a due bombole filava verso il fondo, nel chiarore verde-oro delle acque, vicino al Key Gaspar.
Sempre, a quella profondità, godeva di una impressione di assoluta libertà; poteva fare tutto quello che gli pareva, andare dove voleva. Era solo, libero da doveri e impegni. I pericoli, a differenza di quelli che aveva modo di incontrare alla luce del sole, erano semplici e prevedibili.
Abbandonò la corda dell’ancora che lo guidava verso il fondo; piroettò su se stesso, solo per la sensazione che ne provava. Fece ancora una mezza piroetta e sorrise da dietro alla maschera. Sapeva benissimo che quel genere di acrobazie era disapprovato, nella rigida confraternita dei sub, tranne che nelle piscine; ma questa era un’occasione troppo bella per dimenticare dove fossero il fondo e il pelo dell’acqua.
Per quel giorno, aveva deciso d’infischiarsene delle regole; dopotutto. erano dirette al cauto dilettante che tentasse di muoversi come un pesce nell’elemento dei pesci, pur non dimenticando mai d’essere un uomo con le consuete preoccupazioni umane.
Diede uno sguardo distratto all’indicatore di profondità che aveva sul polso; lo guardò ancora, sorpresissimo. L’ago aveva fatto un guizzo repentino; sembrava addirittura che adesso ce ne fossero due, e le minuscole cifre sul quadrante che di solito restavano in un solo posto in modo che l’ago potesse indicarle, ruotavano così velocemente da sovrapporsi e mescolarsi. Il meccanismo era ormai completamente scassato.
Shayne si sentiva però troppo simile a un pesce per lasciarsene impressionare. Forse che un pesce si sarebbe preoccupato della sua posizione rispetto alla superficie? No, ovviamente. Non si divertiva così da settimane. Nelle ultime ventiquattro ore, gli avevano sparato contro per ben tre volte; due degli uomini che avevano sparato erano morti; il terzo era in galera.
Questa era la cura di cui aveva bisogno: acqua limpida e quiete assoluta, niente criminali, niente polizia, nient’altro di vivo che se stesso ed i pesci.
Una creatura dall’aspetto selvaggio scivolava verso di lui. Un barracuda! E che grosso! Solo un paio di piedi più corto di lui.
Shayne agitò il suo gran pugno chiuso davanti ai denti scoperti dell’animale che cambiò direzione. La chiazza ondeggiante d’una medusa vagolava sotto di lui, o anche sopra; dipendeva dalla sua posizione e dai suoi movimenti.

L’autore:

Brett Hallyday, pseudonimo di Davis Dresser è nato a Chicago nel 1904. Ha cominciato giovanissimo una vita avventurosa, adattandosi ai più disparati mestieri. Nel 1926 si iscrive ad un concorso bandito da una casa editrice. Non vince, ma capisce che il suo vero lavoro è quello dello scrittore. Da allora compone decine e decine di opere e sotto vari pseudonimi si specializza nei western, nelle storie d’amore e nei racconti “sexy”. Il successo gli arride concretamente con i romanzi polizieschi. Nel 1939 con Ipnosi (Dividend on Death) crea l’ormai famosissimo investigatore privato Mike Shayne. I romanzi che hanno come protagonista l’irruento Shayne sono più di una settantina oltre a numerosi racconti e a una rivista che si intitola “Mike Shayne’s Mystery Magazine”.

L.

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