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La collana “Il Giallo Mondadori” di ottobre (n. 3184) presenta un nuovo romando di Enrico Luceri.

La scheda di Uruk:

3184. Le notti della Luna rossa (2019) di Enrico Luceri [ottobre 2019]

La trama:

La donna sembra addormentata. Giace abbandonata sulla poltrona, la testa reclinata sulla spalla e i gomiti posati sui braccioli. Sotto i capelli ricaduti sul viso, gli occhi fissano il vuoto. È il medico legale a chiuderglieli. Perché Maria Letizia Romano, quarantun anni compiuti da poco, dorme il sonno della morte, nel suo appartamento con vista sul golfo di Napoli, apparentemente dopo aver ingerito una dose letale di un potente ansiolitico. Tre ipotesi: suicidio, disgrazia, omicidio. Ritenute improbabili le prime due, le indagini si concentrano sugli inquilini dello stabile, situato in una via residenziale di Posillipo. Tutti negano di essere usciti o di aver notato qualcosa di strano nelle ore in cui si presume sia stato commesso il delitto. Nessuno ha aperto il portone a chicchessia o ha ricevuto visite. I loro alibi si reggono a vicenda, ma qualcuno può aver mentito. E tuttavia, sebbene ognuno possa aver avuto modo e occasione, l’unico ad avere un movente è il marito della vittima. Soluzione forse troppo facile per il commissario Tonio Buonocore che, nell’affrontare un caso reso ancora più inquietante dall’incombente presenza della luna, si lascerà guidare da una certezza: nell’intimità della casa avvengono cose terribili.

L’incipit

Napoli, un giorno d’estate, 1980

La bambina si avvicinò alla porta, attirata dalle urla che provenivano dal salone. La socchiuse e sbirciò fuori. Sua sorella era in piedi e urlava, agitando le braccia, i capelli scarmigliati che le erano ricaduti sul viso, mentre la mamma e il papà erano immobili e impassibili, lei seduta in poltrona, le mani posate sui braccioli, e lui davanti alla figlia, pallido e serio.
— Basta, mamma! Non sono più una ragazzina, non puoi darmi ordini, decidere della mia vita come hai sempre fatto. Sono una donna, libera di scegliere l’uomo che voglio!
— Basta lo dico io, Giovanna. Non rivolgerti così a tua madre — disse il padre, senza alzare la voce ma in tono tanto severo e minaccioso che la bambina nascosta dietro la porta socchiusa sentì un brivido correrle lungo la schiena.
— Vergognati! — La donna seduta in poltrona strinse le dita sui braccioli con tanta energia che le nocche sbiancarono, e la bambina comprese che la mamma faticava a trattenere la rabbia. — Il tuo comportamento spudorato è indegno di una ragazza perbene. Hai mancato di rispetto a me e a tuo padre, hai umiliato te stessa, compromettendoti con quel… quel… — La donna non trovò, o finse di farlo, la parola giusta e preferì rivolgere alla figlia uno sguardo pieno di disprezzo.
— Ma piantala, mamma, sei patetica! Parli come una persona dell’altro secolo. I tempi sono cambiati, ma tu non ti sei accorta di niente. Sempre seduta su quella poltrona, a chiacchierare al telefono con le tue amiche, più bigotte e aride di te. Siete capaci solo di criticare chi non la pensa come voi, di condannare, di vedere peccati, immoralità e corruzione dove c’è solo gente che vuole vivere liberamente le proprie scelte, senza l’ipocrisia della vostra generazione!
— Giovanna, ti ripeto che non puoi offendere tua madre e poi… — intervenne il padre, ma s’interruppe quando la moglie sollevò una mano e con un cenno gli intimò di tacere.
La bambina appoggiò la testa allo stipite della porta e pensò che in certi momenti il papà sembrava temere la mamma, e ubbidiva prontamente anche a un suo gesto.
— Smettila, papà, non ti accorgi di quanto sei vile? Parli solo quando lo permette la mamma.
— Offendi i tuoi genitori perché hanno smascherato la tua ipocrisia, figlia mia, altro che la nostra. Hai ammesso che sono già diversi mesi che continua la tua squallida tresca con quel…
— Ancora la tua finta indignazione, mamma? E chiamalo con il suo nome, cazzo!
— Non ti permetto di imprecare davanti a noi — la rimproverò il padre.

L’autore:

Enrico Luceri, romano, laureato in Ingegneria, ha scritto romanzi, racconti, saggi, articoli, soggetti e sceneggiature cinematografiche. Fra le sue pubblicazioni, i romanzi Il mio volto è uno specchio (Il Giallo Mondadori n. 2967), vincitore nel 2008 del premio Tedeschi, Buio come una cantina chiusa (Il Giallo Mondadori n. 3082) e Le colpe dei figli (Il Giallo Mondadori n. 3126), i racconti Donne al buio nell’antologia Delitti in giallo (Il Giallo Mondadori extra n. 23) e Il miglior perdono è la vendetta (I Classici del Giallo n. 1329) e diversi articoli pubblicati in appendice alla collana dei Classici del Giallo fra il 2009 e il 2011.

L.

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