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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di ottobre (n. 1425) presenta una storica antologia del maestro del genere “crime”.

La prima apparizione del romanzo risale al 1993, quando la Mondadori lo ha presentato nel numero 2321 della collana “Il Giallo Mondadori”.

La scheda di Uruk:

1425. Per l’ultima volta, Kathleen (Nightmare, 1956), di Cornell Woolrich [ottobre 2019] Traduzione di Mauro Boncompagni
– Per l’ultima volta, Kathleen (I’ll Take You Home, Kathleen, revisione di One Last Night, da “Street & Smith’s Detective Story Magazine”, maggio 1940)
Provino [Jimmy Galbraith] (Preview of Death, da “Dime Detective Magazine” 15 novembre 1934, ristampato come Screen Test su “The Saint Magazine”, luglio 1967)
– Una strana eredità (Implacable Bequest, da “Detective Tales”, settembre 1942)
– La disperata difesa della signora Dellford (The Town Says Murder, [1942] da “Manhunt”, gennaio 1958)
* [già apparso come Quella donna di New York ne “I Classici del Giallo Mondadori” n. 247, 12 aprile 1964]

La trama:

Accompagnare a casa la dolce Kathleen ancora una volta, come ai vecchi tempi. È l’ultimo desiderio di Denny, uscito di prigione, prima di andarsene lontano da tutto. Lei sta per sposare un altro uomo e nella sua vita non c’è più spazio per lui. Lasceranno insieme il ballo del sabato sera e al chiaro di luna prenderanno una scorciatoia nel bosco, la stessa che percorrevano all’epoca del loro amore. Un bacio innocente sarà più un malinconico addio al passato che un impossibile ritorno di fiamma. Ma poi lei scomparirà nella notte, e sotto i piedi del suo sventurato cavaliere si spalancherà un abisso. Così sarà stata davvero l’ultima volta, perché nessuno accompagnerà mai più Kathleen a casa, o altrove, da viva. E questa sarà solo la prima tessera di un mosaico di storie dove ogni speranza è morta e il cielo è sempre nero.

L’incipit:

La luna piena faceva pensare a un grande dollaro d argento incastonato nel cielo blu scuro della notte. Erano passati solamente due anni e lui si sentiva ancora abbastanza giovane, ma il tragitto che dalla strada conduceva al padiglione da ballo gli sembrava più lungo del solito, forse perché stavolta lo percorreva da solo.
Una macchina, piena di ragazzi e ragazze stipati all’inverosimile, gli passò accanto sferragliando. Anche i suoi occupanti si stavano recando al ballo del sabato sera. Ogni settimana, immancabilmente, venivano da parecchi chilometri di distanza, come aveva fatto anche lui con Kathleen. Solo che, stavolta, lei era andata al ballo con qualcun altro.
Burke non aveva intenzione di parlarle; anzi, Kathleen non doveva nemmeno accorgersi che lui era venuto lì. Si sarebbe limitato a starsene buono e tranquillo per alcuni minuti; voleva solo guardarla ancora una volta, nulla di più. Poi se ne sarebbe andato, portando quel ricordo con sé.
Passò sotto un albero completamente spoglio, i cui rami nudi puntavano in tutte le direzioni. Nel chiarore lunare, quei rami proiettavano diverse strisce orizzontali lungo il corpo di Burke, molto simili alle righe della divisa di un galeotto. Si spostò di lato, bruscamente, come se quell’illusione ottica lo avesse terrorizzato, poi prese a rassettarsi i vestiti con le mani. Sembrava che cercasse di togliere dai suoi indumenti quelle strisce fantasma. Ma subito dopo riprese a camminare di buon passo, la testa inclinata leggermente di lato. Sì, quel tragitto sembrava proprio più lungo del solito.

L’autore:

Cornell Woolrich (1903-1968) è uno dei grandissimi del giallo americano. Nei romanzi e racconti scritti nel corso di un’esistenza travagliata, vivendo per anni rinchiuso negli alberghi di Manhattan, ha saputo come nessun altro innestare sui meccanismi del suspense il senso di solitudine dell’individuo in balia di un mondo spietato e incomprensibile, la disperazione per l’amore frustrato, l’angoscia e il puro terrore, che rappresentano la sua cifra inconfondibile. Si è firmato anche con lo pseudonimo di William Irish.

L.

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