Tag

, ,

Il 29 ottobre 2019 è uscito finalmente un romanzo (inedito in Italia) da me molto atteso: avendolo preordinato, mi è apparso magicamente sul Kindle e lo schedo subito, mentre ancora lo sto leggendo.

Il romanzo si svolge tra la fine della vicenda di Alien: Isolation e l’inizio dell’orripilante fumetto Aliens: Resistance (2019) di Brian Wood.

La scheda di Uruk:

Alien: Prototype (2019) di Tim Waggoner [ottobre 2019]

La trama in traduzione esclusiva:

Quando su un piccolo pianeta-colonia isolato un ladro si appropria di un uovo di xenomorfo, la Colonial Marine Zula Hendricks deve occuparsi della questione, evitando il contagio alieno.

La Venture, diretta concorrente della Weyland-Yutani, è una casa disposta ad accettare qualsiasi rischio per vincere la competizione. Quando una propria spia industriale “acquisisce” un bizzarro uovo da un vascello abbandonato e glielo porta, la Venture rischia di mettere a repentaglio la sicurezza di Jericho 3.
Sebbene ignari del pericolo, gli scienziati capiscono il valore della refurtiva, ma è necessaria una cavia umana… ed arriva Zula Hendricks.
Membro della sicurezza di Jericho 3, la Colonial Marine Zula Hendricks è stata addestrata ad affrontare qualsiasi tipo di minaccia, ma nulla l’ha preparata all’orrore che le si mostra davanti: una creatura come mai ne ha incontrate. Capace, se nessuno la fermerà, di distruggere ogni forma umana sul pianeta.

Il racconto dei primi capitoli:

Quando Tamar Prather uccide il collega Juan Verela con un colpo di Fournier 350 sta in realtà facendo bene il suo lavoro. Tamar è specializzata nella “libera acquisizione di informazioni”, cioè è una spia industriale. In un universo senza più Stati ma solo compagnie multinazionali, Tamar si è infiltrata tra i pirati per poter sbirciare a bordo delle navi di compagnie avversarie che volta per volta vengono assalite.

Dopo 17 mesi a bordo del vascello pirata Manticore, con risultati prossimi allo zero, finalmente Tamar capisce di aver messo le mani su qualcosa di grosso. Abbordata la Proximo e massacrato l’equipaggio, mentre i pirati sono intenti alle loro attività Tamar ha trovato qualcosa che merita di essere portato ai propri datori di lavoro. E se nel farlo dovrà far fuori i pirati con cui ha passato gli ultimi mesi, non ci sono particolari problemi.

Tamar è una spia impermeabile a qualsiasi alleanza o rapporto umano: è fedele solo a chi la paga di più, e solamente finché la paga. Quando attera con il bottino su Jericho 3, non stupisce che non goda della stima di Aleta Fuentes, amministratrice capo della struttura V-22, la colonia umana che i locali chiamano La Loggia [The Lodge].

Aleta ha un grave carico di responsabilità sulle spalle. Se la sua costosa colonia di ricerca e sviluppo non otterrà risultati che prometteranno grandi profitti alla Venture Corporation – la multinazionale concorrente della Weyland-Yutani – tutto verrà smantellato e il personale riassegnato, nel migliore dei casi: più facile che i dirigenti finiscano licenziati. Aleta ha bisogno di qualcosa che colpisca l’attenzione degli amministratori della Venture, e forse il bottino della spregevole Tamar potrebbe essere arrivato giusto in tempo.

Ciò che ha riportato Tamar viene analizzato dal dottor Millard Gagnon con l’aiuto di Brigette, sintetica della Venture nata per usi sessuali e poi riconvertita ad aiutante di laboratorio: un uovo alieno vivo e vegeto, pronto a colpire la sua vittima. “Ho sentito che li chiamano xenomorfi”. dice Tamar, mentre il dottor Gagnon battezza l’uovo “ovomorfo” [ovomorph].

Con grande velocità l’intuitivo dottore capisce il ciclo vitale alieno, così “a vista”, e dà un’idea all’amministratrice Aleta: una cavia umana darebbe risultati incredibili, che la Venture prenderebbe in altissima considerazione. Magari un dipendente sacrificabile che avesse già firmato una liberatoria totale alla Venture. Per esempio… la responsabile della sicurezza Zula Hendricks.

L’autore:

Tim Waggoner, vincitore del Bram Stoker Award. ha scritto decenie di romanzi, sia originali che tie in. Insegna scrittura creativa al Sinclair College di Dayton (Ohio).
L’unica sua opera giunta in Italia è Resident Evil: The Final Chapter (Multiplayer 2017).

L.

– Ultimi post simili: