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Cinquantasettesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo novembre in edicola presenta una ritraduzione di Stefano Di Marino.

La scheda di Uruk:

57. Duello a Barranquilla [SAS 57] (Duel à Barranquilla, 1980) di Gérard de Villiers [novembre 2019] Ritradotto da Stefano Di Marino

La trama:

Immischiarsi nel traffico di droga in Colombia può costare un prezzo molto caro. Due agenti americani che si sono finti compratori per infiltrarsi nella rete di un grande trafficante hanno pagato con la vita. Il potente Esteban Contador, detto El Gordo, riserva una sorte orribile a ficcanaso e traditori. Dopo il ritrovamento dei cadaveri mutilati, la CIA e la DEA sono sul piede di guerra. Nessuno può toccare i loro uomini e passarla liscia. Ma non si tratta solo di fare giustizia vendicando i colleghi caduti, in ballo c’è qualcosa di più grosso. A quanto pare, servizi segreti cubani e rivoluzionari colombiani hanno stretto un accordo con i narcos per finanziarsi con i proventi dello spaccio di cocaina negli Stati Uniti. Per scoperchiare un intrigo internazionale di questa portata occorre inviare sul campo il migliore dei migliori. Uno come Malko Linge, in grado di restare vivo in un paese ad altissimo tasso di mortalità. Per sua fortuna, l’altrettanto alta densità di donne bellissime aiuterà forse il Principe delle Spie ad alleggerire la tensione.

L’incipit:

A circa tremila piedi di quota sopra il mar dei Caraibi, il vecchio DC-7, con la fusoliera argentata senza alcun segno distintivo al di fuori dell’immatricolazione americana, volava in direzione sud, scosso da forti raffiche di vento, ultimi residui del tifone David. Il rombo assordante dei quattro motori Pratt & Withney a pieno regime provocava una vibrazione della fusoliera. Sembrava che il vento volesse strappare tutti i bulloni della struttura. Circostanza che non preoccupava i due passeggeri. La cabina aveva una sola fila di sedili, nella sezione anteriore: il resto dello spazio era inutilizzato. Le cinghie per assicurare il carico pendevano dal soffitto come una foresta di liane.
I due uomini, sprofondati nelle poltrone rivestite di logoro tessuto blu, erano agli antipodi. Uno il contrario dell’altro. Manuel Fuego, bruno e irsuto fino alla punta delle sopracciglia, tarchiato e robusto, esibiva lineamenti rudi da contadino latinoamericano. Jack Dade, invece, era biondo e snello, quasi emaciato. Sfoggiava baffetti curati come un gigolò da locale notturno, e calzava un paio di stivali da cowboy. Dalla cintura spuntava il calcio di una semiautomatica Mauser. Un improvviso e violento vuoto d’aria fece precipitare l’aereo di una decina di metri. I vecchi motori ruggirono con rabbia, l’apparecchio sembrò quasi sul punto di disintegrarsi, vibrò, ma infine riprese l’assetto. Dade si passò sul viso la mano con le unghie segnate da tracce di tabacco.
— Merda! Qui ci andiamo a schiantare.
Sbirciò dall’oblò, ma sotto di sé vide solo l’oscurità notturna. Anche il mare era una lastra indistinguibile. Dade si alzò e aprì la porta della cabina di pilotaggio, che si presentò immersa nella luce verdastra della strumentazione. Ai comandi c’erano il comandante e il navigatore che fungeva da secondo pilota. Niente marconista. Su quel genere di voli non si comunicava granché. Jack Dade si protese verso l’uomo ai comandi.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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