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Continua per tutto dicembre l’iniziativa di presentare solo romanzi di Natale!

Ecco il paginone riassuntivo dell’iniziativa.

La scheda di Uruk:

Sherlock, Lupin & Io – Cinque misteri per Natale (2019) di Irene M. Adler (Pierdomenico Baccalario, Lucia Vaccarino e Alessandro Gatti.) [Piemme, novembre 2019]

La trama:

Il Natale si tinge di mistero nel salottino londinese di Briony Lodge e l’attesa della mezzanotte è l’occasione perfetta per raccontare di avventurose indagini e di intricati enigmi. Cinque casi apparentemente impossibili che solo l’abilità investigativa delle menti più brillanti saprà risolvere.

L’incipit:

La grande terrazza a scacchi, il mare d’argento e il panno verde con le carte da gioco svanirono in un istante. Billy, in compenso, era ancora davanti a me e mi guardava con aria divertita. Non indossava i suoi soliti abiti, ma un elegante vestito di lana grigia e un allegro cravattino color rosso scuro. E sul tavolino accanto a lui c’era un grande pacco avvolto in una carta rossa e verde e un brillante fiocco dorato, che i riflessi del camino facevano sembrare animato.
Per un attimo mi domandai se non fossi scivolata da un sogno all’altro… Poi però i fumi del sonno si dissolsero e tutto mi tornò alla mente: era la sera della vigilia di Natale!
– Mi spiace strapparti al tuo sogno… Dall’espressione del tuo viso doveva essere bellissimo! – commentò Billy. – Ci sarebbe però la signora Irene che ha richiesto la tua presenza in cucina.
– In effetti era un bel sogno… – dissi, mentre balzavo in piedi dalla mia poltrona e mi stiracchiavo. – Ma anche questa sarà una serata bellissima!
Senza dire altro, feci segno a Billy di seguirmi, e insieme corremmo in cucina La nostra cuoca Mary aveva avuto qualche meritatissimo
giorno di riposo ed era andata a passare le feste da certi parenti a Cardiff. La nostra cena della vigilia si era così trasformata in una divertente improvvisazione, in cui ognuno aveva fatto la sua parte: Holmes ci aveva stupiti tutti con un delicato punch insaporito con il delizioso miele delle sue api; monsieur Lupin ci aveva cucinato la sua famosa aragosta con mayonnaise à l’Arsène ai profumi di prezzemolo e scorza di limone; Billy aveva preparato le sue rinomate salsicce alla Gutsby, accanto alle quali le mie oneste patate arrosto non sfiguravano affatto.
Era previsto che, dopo una breve pausa, ci ritrovassimo nel salotto principale della casa, addobbato per la festa, per gustare il dessert di Irene.
Trovammo mia madre china su una zuppiera di porcellana colma di una densa e invitante crema color giallo paglierino.
– Ah, miei cari ragazzi… Voi non avete idea di che impresa sia stata trovare una bottiglia di buon bourbon americano qui a Londra! – disse. – Ma è un ingrediente essenziale per il mio zabaione alla maniera del vecchio Tennessee, per cui mi sono data da fare e ora… è giunto il momento della verità – concluse, porgendoci due cucchiai.
Billy e io li affondammo subito nella crema e ce la portammo alla bocca. Era deliziosa! Stavo per esprimere tutto il mio apprezzamento, quando fui preceduta dalla voce di Irene. – E tu dove vai conciato in quel modo?
Mi voltai e vidi Sherlock in pantofole, inguainato nella sua amata vestaglia di velluto bordeaux.
– Non ti pare una domanda oltraggiosamente superflua? – sogghignò lui, mentre raggiungeva l’acquaio per riempirsi un bicchiere.

L’autrice:

Irene M Adler è lo pseudonimo scelto da Mila, figlia adottiva di Irene Adler, personaggio di un racconto su Sherlock Holmes scritto da Sir Arthur Conan Doyle; dalla madre sembra aver ereditato acume e audacia. Dietro questo nome si nasconde un vivacissimo trio di autori: Pierdomenico Baccalario, Lucia Vaccarino e Alessandro Gatti.

L.

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