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Cinquantottesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo novembre in edicola: Assedio a Budapest.

La scheda di Uruk:

58. Assedio a Budapest [SAS 58] (Piège à Budapest, 1980) di Gérard de Villiers [dicembre 2019] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

È la prima volta che Malko Linge mette piede in Ungheria. La sua missione, secondo la CIA, non comporta grossi rischi. Dovrà collaborare con il KGB per risolvere un problema alquanto spinoso. Il ministro degli Interni sovietico Suslov, in visita ufficiale, è stato rapito nella capitale grazie a una classica “trappola al miele”. Liberarlo è una priorità per tutti. Ma nonostante le garanzie ricevute Malko si sente tranquillo come il domatore che ficca la testa in bocca al leone. Non potrebbe essere altrimenti, dato che i suoi nuovi alleati sono quelli di cui bisogna diffidare maggiormente. Gli agenti di Mosca non sono famosi per la lealtà nel mantenere gli impegni, senza contare che sospettano gli Stati Uniti di aver organizzato il sequestro. Se la faccenda si concluderà con successo, gli saranno di certo molto riconoscenti. Cioè lo fucileranno con sei pallottole invece che con dodici, dopo averlo decorato con l’Ordine di Lenin. Indubbiamente un grande onore, a cui il Principe delle Spie farà di tutto per rinunciare.

L’incipit:

— Davai! Davai!
Con un brio indiavolato, la ragazza bruna dagli occhi sfavillanti batteva le mani, al ritmo della canzone tzigana. A ogni gesto, i seni, nudi sotto la camicetta arancione, ballonzolavano come se volessero uscire. L’orchestra del Mathias Pince, a furia di biglietti da cento fiorini, era uscita dal suo abituale torpore. Da due anni era stata ripristinata la mancia, in Ungheria. Il violinista si curvò sul grande tavolo, suonando sempre più all’impazzata, col rischio di far cadere i biglietti infilati sotto le corde. Tutti i clienti avevano smesso di mangiare e si godevano lo spettacolo.
Situato nel sotterraneo di un edificio, il migliore ristorante di Budapest era composto di piccoli scomparti, separati da divisori di legno; i personaggi per i quali si davano da fare i suonatori occupavano il tavolo migliore, di fronte alla scala. La bruna dagli occhi come lapislazzuli sedeva sul divanetto di fondo, davanti all’orchestra, con due uomini alla sua destra e uno alla sinistra. Quattro individui dall’aspetto di funzionari erano seduti a un piccolo tavolo un po’ scostato, sulla sinistra. Con un ultimo lamento, il violinista finì il suo pezzo. Subito la bruna gettò le braccia al collo del suo vicino di destra e lo baciò sulla bocca. Eppure l’uomo non era il tipo da scatenare passioni violente. Faccia rossiccia e pesante da alto funzionario ben nutrito, radi capelli grigi sul cranio pelato. Si tirò un po’ indietro e sorrise impacciato quando la bruna si staccò da lui. L’uomo seduto alla sua destra finse di occuparsi solo del proprio piatto, ma lanciò uno sguardo di rimprovero alla ragazza dagli occhi blu. Aveva una faccia simpatica e rugosa da operaio, il colorito scuro e folti capelli neri. Benché stesse molto eretto, la sua testa arrivava appena alla spalla del vicino.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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