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Nuovo numero della storica collana “Urania” Mondadori.

La scheda di Uruk:

1673. Su la testa [Lock In 2] (Head On, 2018) di John Scalzi [dicembre 2019] Traduzione di Marcello Jatosti

La trama:

“Quando Duane Chapman è morto sul campo di hilketa, gli avevano già staccato la testa due volte. Farsela strappare per la terza volta era qualcosa di insolito, anche per l’hilketa, sport il cui scopo è spiccare la testa di un avversario prescelto, per poi lanciarla o portarla oltre la meta di fondo campo.” I giocatori sono Haden, persone il cui corpo è inattivo mentre le menti si muovono libere per il mondo, quindi sul campo scendono i loro threep, macchine più efficienti dei corpi umani, e si fronteggiano con spade e martelli. Così nessuno si fa male, ma la brutalità è reale e la folla lo adora. Quando però Chapman muore… tutto cambia.

L’incipit:

Quando Duane Chapman è morto sul campo di hilketa, gli avevano già staccato la testa due volte.
Farsela strappare per la terza volta era già qualcosa di insolito, anche per l’hilketa, sport il cui scopo è spiccare la testa di un avversario prescelto, per poi lanciarla o portarla oltre la meta di fondo campo. Il computer usato dalle autorità nella sala operativa del match – improvvisata per quest’amichevole tra Boston Bays e Toronto Snowbirds in un lussuoso skybox dello stadio – avrebbe dovuto selezionare a caso tra i giocatori della difesa il “capro” di turno nella partita in corso: quello che gli attaccanti dovevano decapitare, contrastati dai rimanenti difensori, servendosi del proprio corpo e delle armi approvate per il gioco. Con undici giocatori per squadra, capita raramente che lo stesso giocatore venga selezionato per il ruolo di capro più di una o due volte a partita.
Ma la scelta è sempre aleatoria. A volte, in virtù del lancio di dadi elettronico, un giocatore può essere designato a fare da capro anche per tre volte in una partita. Un successivo controllo ha rilevato che il computer di gioco non era stato manomesso. Ha selezionato Chapman una prima, una seconda e una terza volta in modo del tutto casuale. E non è stata una cattiva scelta. Chapman non era il campione di spicco dei Boston Bays – quell’onore spettava a Kim Silva, che aveva appena firmato un contratto da ottantatré milioni di dollari con la squadra capolista della divisione nordorientale – e neppure uno specialista insostituibile, come Wesley Griffith, noto per l’agilità con cui riesce a manovrare gli imponenti
tank threep nelle partite decisive.
Ma Chapman era indiscutibilmente il miglior esterno tuttofare dei Bays, capace di occupare qualsiasi posizione e usare qualsiasi modello di
threep, pur senza eccellere in nessuno dei ruoli. «Mettetelo in qualsiasi parte del campo e in qualsiasi modello di corpo, e farà egregiamente il suo dovere» ha dichiarato David Pena, manager dei Bays, alla conferenza stampa del dopopartita. «È l’uomo che incarna al meglio il concetto di “giocare per la squadra”.»

L’autore:

John Scalzi, nato nel 1969 a Fairfield, in California, ha iniziato la carriera come giornalista umoristico e redattore di America Online, poi dal 1998 si è dedicato a tempo pieno alla scrittura. Tra le sue opere ricordiamo la serie d’esordio Old Man’s War, che gli è valsa il premio John W. Campbell per la fantascienza come miglior nuovo scrittore, e Uomini in rosso (Redshirts, premio Hugo 2013, “Urania” n. 1610). Head On (2018) è il seguito indipendente del bestseller Lock-In (2014, Chiusi dentro, n. 1632).

L.

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