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Continua per tutto dicembre l’iniziativa di presentare solo romanzi di Natale!

Ecco il paginone riassuntivo dell’iniziativa.

La scheda di Uruk:

2693. Natale in rosso per l’ispettore Jury [Richard Jury 5] (Jerusalem Inn, 1984), di Martha Grimes [10 settembre 2000] Traduzione di Grazia Maria Griffini

La trama:

Non aveva fatto in tempo ad amarla. Ora poteva solo vendicarla.
Un incontro in un cimitero non è il modo migliore per dare inizio a un legame sentimentale. Eppure è proprio nel cimitero di un villaggio del Galles che l’ispettore Richard Jury rimane affascinato da una donna. La vede curva su una lapide, con il volto segnato dal dolore, bellissima. Poche frasi e già si scoprono reciproche affinità, si progetta un secondo incontro. Ma il lieto evento che promette di alleviare la tristezza del Natale è carico di nefasti presagi, perché la prima volta che Jury la rivede lei è morta. Avvelenata.

L’incipit:

Un incontro in un cimitero. Era così che lo avrebbe sempre ricordato e senza, assolutamente, un minimo senso d’ironia, e cioè che un’incontro in un cimitero non facesse presagire la stabilità e la durata che lui andava cercando. La neve che ricopriva, alta, la meridiana. I passeri che bisticciavano fra le siepi. Il gatto nero seduto come in un trono nella vaschetta, asciutta, dove andavano a bere gli uccelli. Schegge di memorie. Uno specchio spezzato. “Cattiva sorte, Jury.”
Era un giorno ventoso di dicembre, e ne mancavano soltanto cinque a Natale, quello in cui Jury vide i passeri che bisticciavano su una siepe vicina mentre si soffermava a occhieggiare oltre il cancello dell’Old Hall di Washington. I passeri, uno che tentava di fuggire, l’altro accanito nell’inseguirlo, volavano da siepe ad albero e da albero a siepe. Le beccate di uno avevano fatto uscire sangue dal petto dell’altro. Jury era abituato a scene di carneficina; eppure ne era rimasto colpito. Ma non se ne presentavano, ovunque, in continuazione? Seguì con lo sguardo il loro volo dall’albero alla siepe e infine al terreno ai suoi piedi. Fece un movimento per interrompere la zuffa, ma quelli erano già in volo di nuovo, via e lontano.
Il palazzotto di campagna era chiuso, così riprese a camminare lentamente, quasi a fatica, su e giù per l’antico villaggio di Washington in mezzo alla neve che adesso si stava trasformando in pioggia. Erano le tre del pomeriggio appena passate, quindi i pub erano ancora chiusi. In fondo a un vicoletto del villaggio si ritrovò davanti alla chiesa cattolica. “Ti fai un po’ compassione, Jury? Né parenti, né amici, niente moglie, niente…”
“Be’, ma in fondo è Natale” rispose la parte migliore di lui.
Questo dibattito deprimente con se stesso continuò, come il bisticcio fra i passeri, mentre apriva sollevandola con un certo sforzo la massiccia porta della chiesa, entrava senza far rumore nel portico, solo per scoprire di aver interrotto una cerimonia di battesimo nella navata. Il sacerdote continuò ancora a intonare le parole di rito, ma le facce dei genitori si voltarono verso l’intruso e il neonato scoppiò in pianto.
“Idiota che non sei altro.” Jury finse di esaminare con aria corrucciata il pannello sul quale era attaccato il bollettino parrocchiale, come se fosse importante far capire alle persone che si trovavano là in fondo fino a che punto le informazioni diramate da quel bollettino fossero assolutamente necessarie alla sua salvezza. Con un brusco cenno del capo al vuoto (“Come se a quelli lì importasse qualcosa, stupidone!”) girò sui tacchi e uscì, Non Nato Ancora.
Quella parte del suo Io, simile a uno dei passeri, rimase con lui fino nel cimitero della chiesa, appollaiato sulla sua spalla, a ridurgli in una massa informe e sanguinante un orecchio a furia di beccate, a dirgli che nessuno lo aveva mai forzato ad accettare il piagnucoloso invito della cugina di andare da loro a Natale (“Ma noi non ti vediamo mai, Richard…”). Newcastle-on-Tyne. Che posto maledettamente orribile d’inverno. “Una bella passeggiata fra i sepolcri, ecco quello di cui hai bisogno, Jury… e anche nella neve. Sta ricominciando a nevicare…” Una beccata, un’altra beccata, un’altra, un’altra ancora.

L.

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