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La collana “Segretissimo” n. 1651 presenta questo gennaio il secondo capitolo di una trilogia esplosiva.

La scheda di Uruk:

1651. Montecristo: Giorno maledetto (2008) di Stefano Di Marino [gennaio 2020]

La trama:

Lui è Dario Massi. Ha lavorato per vent’anni nell’intelligence italiana. Prima guerra del Golfo, Kosovo, Albania, Iraq, fronte interno, Afghanistan. Un tempo credeva nella Legge. Solo un’illusione. Oggi crede ancora nella Giustizia. Dalle montagne dell’Indukush, dove ha perso due amici, fino ai vicoli delle nostre città, nei nostri porti, dove altri amici sono caduti, ha seguito una traccia. Come un lupo siberiano. Grosso, potente, feroce. La traccia è un nome, che lo ha accompagnato come un’ombra fino a diventare un’ossessione. È finito in una prigione in Montenegro, accusato di un delitto non commesso. E sempre quel nome, come un diamante sparato nel cervello. Per uscire dall’inferno ha stretto un patto con il diavolo in persona, che gli ha permesso di morire e di risorgere per continuare la sua battaglia. E ha scoperto che tutto è un’unica macchina. Ogni cosa entra in un cerchio di fuoco legato a quel nome che la sua mente ripete come un mantra. Montecristo. Adesso sa cos’è.

L’incipit

Il mio nome?
Dario Massi. Ho lavorato per vent’anni nell’
intelligence italiana. Prima guerra del Golfo, Kosovo, Albania, Iraq, fronte interno, Afghanistan.
Un tempo credevo nella Legge.
Le ho date e le ho prese. Ho sentito il tuono delle autobomba, i colpi dei manganelli sui manifestanti, gli insulti, gli sputi, il disprezzo delle cosiddette persone per bene.
Ho visto lo Stato sconfitto da burocrati stupidi, politicanti corrotti, figli di puttana zelanti che mascherano l’ambizione con il senso del dovere.
Legge? Solo un’illusione per fosse senza nome.
Credo ancora nella Giustizia.
Dalle montagne dell’Indukush, dove ho perso due dei miei migliori amici, fino ai vicoli delle nostre città, nei nostri porti, dove altri amici sono caduti, ho seguito una traccia.
Come un
borzoi. Un lupo siberiano. Grosso, potente, feroce. Pronto a morire per arrivare alla preda.
La traccia è un nome. Una parola ascoltata dalle labbra rantolanti di un uomo ucciso dal “fuoco amico”. È strisciata sottopelle. Mi ha accompagnato come un’ombra.
È diventata un’ossessione. Mi ha indotto a nascondere fatti, a celare informazioni. Ho lottato. Dio, se c’è, sa che ho lottato.
Non è servito a nulla.
Lana, l’amante, l’informatrice, quella che sarà sempre con me, è stata trucidata. I miei uomini eliminati, traditi. Io stesso sono finito in una prigione in Montenegro. Accusato di un delitto non commesso, mai più reclamato dai miei stessi capi.

L’autore:

Stefano Di Marino si occupa della narrativa d’intrattenimento in tutte le sue forme da oltre vent’anni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Con lo pseudonimo Stephen Gunn firma per “Segretissimo” la serie Il Professionista dal 1995. Ne “Il Giallo Mondadori” pubblica invece una serie con il personaggio ricorrente di Bas Salieri.

L.

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