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La Titan Books presenta in patria (e chissà se arriverà in Italia) un’avventura di Sherlock Holmes firmata da James Lovegrove, già autore degli Cthulhu Casebooks che hanno visto il nostro eroe affrontare oscure divinità lovecraftiane.

La scheda di Uruk:

The Manifestations of Sherlock Holmes (2020) di James Lovegrove [21 gennaio 2020]
The Adventure of the Marchindale Stiletto
The Problem of the Emperor’s Netsuke
The Adventure of the Fallen Financier
The Strange Case of Dr. Sacker and Mr. Hope
The Affair of the Yithian Stone
Pure Swank
The Adventure of the Innocent Icarus
The Adventure of the Challenging Professor
The Adventure of the Noble Burglar
The Adventure of the Botanist’s Glove
A Bauble in Scandinavia
The Adventure of the Deadly Séance

La trama in traduzione esclusiva:

Racconti di tradimento e intrigo: Sherlock Holmes e il suo fido biografo John Watson tornano in dodici storie appassionanti.
Il celebre duo si ritrova coinvolto in una serie di eventi sinistri ed enigmatici: una pietra misteriosa il cui tocco crea emorragia; una pozione infernale libera la parte più crudele di una persona; il più odiato detective rivale di Holmes racconta la sua storia; una vendetta diabolicamente astuta; Watson finalmente ha la sua opportunità di brillare; e molte altre storie: compreso un nuovo racconto dei Cthulhu Casebooks.

L’introduzione dell’autore, in traduzione esclusiva:

C’è una scuola di pensiero – chiamiamola “Elementare, Watson” – secondo cui i racconti di Sherlock Holmes fossero scritti meglio da Sir Arthur Conan Doyle rispetto ai romanzi. Per dirla in un altro modo, un’avventura di Sherlock Holmes funziona meglio sulla corta durata.
Per certi versi questa teoria è confermata da un prerequisito holmesiano cruciale, una prova schiacciante. Dei quattro romanzi canonici, due (
Uno studio in rosso e La valle della paura) sono praticamente racconti lunghi integrati da altri racconti di sottofondo. Il terzo, Il segno dei quattro, si basa su una lunga esposizione in prima persona, alle fine. Solo Il mastino dei Baskerville è ciò che si potrebbe considerare un romanzo vero e proprio, anche se al suo interno ha vari inserimenti – lettere scritte da Watson ad Holmes da Dartmoor ed estratti dal diario di Watson – per sopperire all’apparente assenza di Holmes dall’azione.
Al contrario, i 66 racconti canonici sono veloci, sagaci, con un Holmes pungente, con le analisi deduttive e deduzioni consequenziali.
La mia introduzione al mondo di Sherlock Holmes è avvenuta tramite i racconti, nello specifico quelli de
Le avventure di Sherlock Holmes, che mio padre mi leggeva quand’ero ragazzo, in un’edizione illustrata che ancora conservo come un tesoro. E mentre finora ho pubblicato otto romanzi pastiche, ho trovato comunque affascinante gestire il personaggio nel formato racconto. A volte l’ho presa come un’opportunità per esplorare Holmes e il suo ambiente in modi che un romanzo non può sempre supportare; spingere in là i limiti di ciò che può considerarsi un racconto di Sherlock Holmes; giocare con alcune variazioni (interessanti per me, spero anche per altri) sul tema centrale.
Circa metà delle storie di questa antologia sono racconti tradizionali di Holmes, strettamente canonici, con elementi che non deviano dalla norma: non c’è nulla in essi che possa far imbizzarrire i cavalli di King’s Pyland.
Il resto dei racconti esplora invece altri territori: aspetti soprannaturali, tematiche fantasy, un po’ di horror e via dicendo, focalizzandosi anche su personaggi creati da Conan Doyle ma eclissati dalla fama del celebre detective.
Attraverso questi dodici racconti conto di rivelare aspetti diversi di Sherlock Holmes, altri personaggi ed approcci diversi alle storie classiche, così da mostrare quanto sia brillante e versatile il personaggio. E principalmente per divertire i lettori.

James Lovegrove, Eastbourne, 2020

L’autore:

James Lovegrove è un autore entrato nella lista dei bestseller del “New York Times” per il suo The Age of Odin. È stato finalista all’Arthur C. Clarke Award nel 1998 e al John W. Campbell Memorial Award nel 2004. Recensisce per il “Financial Times” e oltre al genere fantasy ama scrivere apocrifi holmesiani.

L.

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