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La Longanesi porta in libreria un nuovo thriller di Roberto Costantini.

La scheda di Uruk:

Una donna normale (2020) di Roberto Costantini [gennaio 2020]

La trama:

Aba Abate è una donna normale. Suo marito Paolo, pubblicitario aspirante scrittore, è un uomo colto ma con scarso senso pratico. I suoi figli, Francesco e Cristina, sono adolescenti e, come tutti i ragazzi a quell’età, problematici e conflittuali. La sua unica vera amica sin dai tempi della scuola, Tiziana, ha una libreria e da single continua a cercare il grande amore. Aba si rivolge a lei in cerca di un aiuto per le aspirazioni di romanziere del marito. Aba fa di tutto per tenere unita la sua famiglia e i suoi affetti, ma non è sempre facile per via del suo vero lavoro. Perché Aba Abate in realtà è anche “Ice”. Non una semplice impiegata ministeriale come credono i suoi familiari, ma una funzionaria dei Servizi segreti con un compito delicatissimo: reclutare e gestire gli infiltrati nelle moschee. È proprio da un suo informatore che Aba apprende una notizia potenzialmente catastrofica: in Italia sta arrivando via mare dalle coste libiche un terrorista pronto a farsi esplodere. La scadenza: una settimana. Aba si trova costretta a intervenire in prima persona anche sul campo, in Libia e in Niger. E per avere una pur minima speranza di successo deve avvalersi della collaborazione di un agente del posto, il professor Johnny Jazir, un uomo che la trascina gradualmente in una spirale in cui tutti i suoi valori sono messi in dubbio.
Le missioni si moltiplicano, le emergenze familiari e lavorative si sovrappongono nel giro di pochi, frenetici giorni, e quando niente va come dovrebbe il mondo di Aba – quello professionale, ma anche quello degli affetti e dell’amore per il quale ha sempre così tenacemente lottato – comincia inesorabilmente a crollarle addosso. Possono davvero coesistere Aba e Ice?

L’incipit:

Il giovane arabo sullo schermo del PC era visibilmente agitato. La voce femminile invece era calmissima. Gli parlava nella sua stessa lingua, per metterlo più a suo agio.
«Allora, Kebab, hai portato a Tripoli qualcosa per conto di Omar?»
Kebab non era il suo vero nome, ovviamente. Durante quelle comunicazioni, che erano intercettabili nonostante la linea criptata, si usavano sempre nomi in codice.
«Sì, signora. Una busta. Dovevo portarla sul volo da Roma via Tunisi.»
«L’hai aperta?»
«Non ho potuto, signora. Era sigillata.»
Kebab fece una pausa, come se attendesse un rimprovero. Ma lei non disse nulla.
«Ho dovuto fare così, signora.»
«Certo, capisco. Continua, Kebab.»
«Omar me l’ha data all’aeroporto appena prima dei controlli. Mi ha detto di andare alla toilette appena salivo in aereo, lasciarla lì e sedermi subito al mio posto.»
«Quindi non sai cosa c’era dentro.»
«No. Ma ho provato un po’ a tastarla. Era leggera ma non si piegava del tutto, come se non contenesse solo dei fogli. Forse anche un piccolo quaderno.»
Ci fu una breve pausa, urla giocose di adolescenti. Per fortuna le regole di sicurezza proteggevano la sua privacy: lei vedeva Kebab, ma lui non poteva vederla. Il che le consentiva anche la tuta sudata dopo il tapis roulant e la crocchia dei capelli tenuta su col mollettone. La donna pose la domanda successiva con tono leggero.
«Hai visto chi ha preso il pacchetto sull’aereo?»
«No. La toilette era vicina alle prime file, il mio posto era in fondo. Ma cosa sono queste risate?»
Menti solo se è indispensabile. Le bugie portano guai, meglio le omissioni.
«Ragazzini che giocano.»

L’autore:

Roberto Costantini (Tripoli, 1952), ingegnere, Master in Management Science all’università di Stanford (California), è dirigente della Luiss Guido Carli di ­Roma dove insegna Negoziazione e Leadership. Consulente aziendale, ha lavorato per società italiane e internazionali. È autore di una serie di romanzi che hanno come protagonista il commissario Michele Balistreri, bestseller tradotti negli Stati Uniti e nei principali paesi europei. Con la Trilogia del male ha vinto il Premio speciale Giorgio Scerbanenco 2014 come «migliore opera noir degli anni 2000». Con La moglie perfetta è stato finalista al premio Bancarella 2016.

L.

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