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Ventisettesimo appuntamento con il ciclo di antologie di “Segretissimo Special” (Mondadori) che presentano, in ordine cronologico, tutte le avventure di Chance Renard, il Professionista, nato dalla penna di Stephen Gunn (Stefano Di Marino).

La trama:

Avventura, azione, spionaggio, esotismo ed erotismo. Chance Renard, il Professionista. Agente di ventura, impegnato in ogni angolo del mondo in missioni impossibili contro nemici sempre più feroci, sempre più letali. Al suo fianco donne troppo belle e troppo pericolose. E una sola regola: nessuna regola. Tornano tutte le avventure del Professionista, a partire dalle origini e con romanzi inediti scritti appositamente per colmare le lacune nella storia di una vera leggenda di Segretissimo.

Prima missione
È venuto per Chance Renard il momento di dimostrare di essere ancora il Professionista, affrontando una missione delicata per la DSE. Recuperare il misterioso assassino che uccide gli agenti dell’antiterrorismo europeo in un’isoletta dei Caraibi sarà però molto difficile. Un vulcano in eruzione e una gang di trafficanti giamaicani potrebbero rendere permanente la presenza del Professionista su quello scoglio abbandonato. Per fortuna c’è una donna eccezionale ad aiutare Chance…

Gangland
Una richiesta d’aiuto da un vecchio commilitone porta Chance Renard in una pericolosa città del Nord Italia. Garantire protezione dalla vendetta di un padrino della mafia è la missione del Professionista. Eppure dietro quella storia dev’esserci dell’altro e sopravvivere agli imprevedibili sviluppi del suo incarico non sarà una passeggiata. Mentre Gangland, la capitale del crimine, si prepara a diventare il palcoscenico di una violenza devastante.

L’incipit di “Prima missione”

Parigi
Chance Renard infilò i suoi vecchi guantoni da pugile con la fascia bianca sulle nocche per indicare la parte con cui era consentito colpire. Li aveva da molti anni, erano consunti ed emanavano quell’odore misto di sudore e di cuoio usurato che solo i vecchi strumenti di un guerriero possono avere. Con i denti serrò i lacci al polso e salì tra le quattro corde. Dopo l’esperienza dello Yellow Dragon e il periodo di convalescenza, era un piacere ritrovare sensazioni dimenticate.
Il Judo Club de France si trovava in un palazzo di Rue de la Montagne Sainte-Geneviève, una via lunga e stretta che partiva da Boulevard Saint-Germain, a poca distanza dal Panthéon. Era uno dei più antichi circoli di arti marziali di Parigi e, negli anni, aveva ospitato discipline di ogni genere, insegnate da istruttori di primo livello. André Zeitun era un algerino con alle spalle qualche peccato contro la Repubblica, ma ormai da molto tempo si dedicava alla kickboxing professionale. Allenava un piccolo ma agguerritissimo team.
Chance, che da buon ex legionario con gli uomini del deserto s7intendeva, aveva subito familiarizzato con quel giovanotto con il nasone e la pelle olivastra. Spesso veniva ad allenarsi proprio in quel club. Non aveva più l’età per competere, ma di certo possedeva volontà, tecnica e vigore per sostenere qualche ripresa con i ragazzi di André.
O almeno lo sperava./i>

L’incipit de “Gangland”

Valico di Blace, confine tra Macedonia e Kosovo
Questo è il mio incubo.
Avete mai visto una bambina morire? Io sì, troppe volte. L’ultima si chiamava Szusana.
S’era presa nel ventre un’infilata di 7,62 mentre attraversava Prizren, sulla strada di casa.
I bambini vengono colpiti sempre per sbaglio. Non potrebbe essere altrimenti. Solo pensare il contrario significherebbe negare l’esistenza di Dio.
Szusana si è spenta tra le mie braccia sussultando, le palpebre scosse da un fremito disperato. Il sangue che usciva dagli intestini a grumi, scuro, riversandosi sulle mie dita.
Non c’era nulla che potessi fare se non bestemmiare.
È la vita che mi sono scelto. Sono un soldato. Il Professionista. E i soldati come me vanno dove si combatte. Anche se oggi
i governi preferiscono parlare di missioni di pace.
Be’, non so che cosa sia questa, ma per me toma a essere guerra. Da animali, primitivi con asce di selce e mazze di legno.
Sono consulente per la UNMIK 2000, la missione in Kosovo delle Nazioni Unite.
Gli ordini: applicare la fottuta risoluzione 1244. Disarmare gli stessi banditi che fino a due mesi prima abbiamo addestrato per rovesciare Milosevic e costringerlo a uscire dal Kosovo con le sue squadre della morte.
Fine delle stragi?
No, tutt’altro. E il corpo rantolante di Szusana è là, a ricordarmelo ogni volta che chiudo gli occhi..

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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