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Sessantesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo febbraio in edicola.

La scheda di Uruk:

60. Paura a San Salvador [SAS 60] (Terreur à San Salvador, 1980) di Gérard de Villiers [febbraio 2020] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

La CIA vuole la testa di Enrico Chacon detto “El Carnicero”, il macellaio. Ex inviato dell’Agenzia in America latina, è sfuggito al controllo e, schierandosi con l’estrema destra più sanguinaria, ha ingaggiato una battaglia personale contro i movimenti di sinistra. Un abisso di torture indicibili si spalanca per chi cade nelle sue mani, senza alcuna speranza di una fine rapida. Ai pezzi grossi di Langley non va giù l’idea di essere associati a una simile scheggia impazzita. Bisogna eliminare Chacon, ma prima bisogna individuare qualcuno in grado di farlo. Dev’essere un agente fuori quadro, un operativo esterno che il bersaglio non possa già conoscere. Uno capace di muoversi in un campo minato come il Salvador, dilaniato dalla guerra civile, dove i rapimenti sono all’ordine del giorno e le vittime degli assassini di ogni fazione marciscono nelle strade. Sembra l’identikit di Malko Linge. È lui l’uomo giusto per togliere di mezzo El Carnicero. Certo il Principe delle Spie non è un killer e aborre l’omicidio, ma qualche volta capita a tutti di dover fare un’eccezione.

L’incipit:

Due piedi nudi spuntavano fuori dalla camionetta ferma al semaforo all’incrocio dell’Avenida Las Amapolas con l’Avenida Venezuela, accanto a un vecchio autobus che sputacchiava sbuffi di fumo nero. Teresa Santos li degnò appena di uno sguardo. Una delle tante vittime della guerra civile che insanguinava il Salvador da mesi. Assassini di sinistra o di destra comparivano all’improvviso, sparavano e si allontanavano, sicuri dell’impunità. La polizia, sovraccarica di lavoro, lasciava quasi sempre i cadaveri sul posto, a marcire sotto nugoli di mosche, fino a quando la famiglia andava a recuperarli.
Il semaforo diventò verde e i piedi sparirono alla vista di Teresa Santos senza che lei provasse alcuna emozione. Cameriera al bar dell’albergo Camino Real, la ragazza non si occupava di politica e cercava di non lasciarsi coinvolgere dal clima di violenza che la circondava. Comunque, era arrivata. L’autobus rallentò e si fermò all’angolo della Autopista Sud.
Teresa Santos saltò a terra con altri passeggeri e si avviò, camminando sul bordo della strada, verso la sua bidonville nella Colonia Las Mercedes. L’uniforme verde e marrone del Camino Real spiccava come un lusso inaudito.
Pochi istanti dopo, un auto raggiunse la ragazza e le si fermò accanto. Era una grossa Range Rover dai vetri scuri. Ne scesero due uomini che si avvicinarono a Teresa. Alti, grossi, dai visi impassibili dietro gli occhiali neri. Teresa Santos si fermò. Uno dei due chiese: — La signorina Santos?
— Sì — rispose la ragazza, con il cuore in tumulto.
Lo sconosciuto sorrise.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

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