Tag

, , , , , , , ,

Prima di darlo via schedo questo numero de “Il Giallo Mondadori“, quando ancora era diretto da Alberto Tedeschi, con una delle avventure del Mike Shayne di Brett Halliday.
Ricordo che ho dedicato una pagina alla bibliografia italiana del personaggio.
Per un profilo del personaggio firmato Halliday stesso, rimando a questa scheda.

L’illustrazione di copertina è firmata, come sempre, da Carlo Jacono.

La scheda di Uruk:

716. Ci sei cascato Michael [Mike Shayne 42] (Pay-Off in Blood, da “Argosy”, gennaio 1962) di Brett Halliday [21 ottobre 1962] Traduzione di Luciana Agnoli Zucchini
Inoltre contiene il racconto:
Storia di un delitto (A Kind of Murder, “EQMM“, agosto 1962) di Hugh Pentecost

La trama:

D’accordo, Michael Shayne detesta i ricattatori e non si stanca di ripetere che un certo tipo di ricatto non può portare che verso un mare di guai. Ma quando c’è di mezzo un amico come Timothy Rourke, il discorso cambia. E così, «Testarossa» Michael si butta a capofitto in un’avventura che ha inizio in un ristorante di Miami e finisce diritta davanti alla scrivania del Capo Painter, della Polizia di Miami Beach. Eh, sì, perché «Testarossa» viene sospettato nientemeno che di omicidio. Lasciate fare a lui, però. C’è cascato, questa volta, ma riuscirà ancora a cavarsela… anche se per il rotto della cuffia e dopo aver tenuto il lettore col fiato mozzo dal principio alla fine. Brett Hallyday ci offre un altro «Giallissimo».

L’incipit:

Quando, quella sera alle otto, Michael Shayne entrò nel suo appartamento all’albergo, era stanco, sudato e irascibile. Aveva passato una giornata interminabile, irta di piccoli episodi irritanti e preceduta da una nottata altrettanto interminabile. Dopo aver chiuso con gesto secco la porta, lanciò il suo panama sul ripiano accanto all’uscio e si strofinò il mento sul quale i peli rossi della barba erano già lunghi e ispidi; si avviò quindi, con le larghe spalle un po’ curve, verso la cucinetta situata sul retro dell’appartamento.
Aprì il frigorifero e, dopo essersi accertato che la grossa bistecca avvolta nel cellofan fosse ancora al suo posto, tirò fuori una vaschetta piena di cubetti di ghiaccio sulla quale lasciò poi scorrere l’acqua calda del rubinetto dell’acquaio. Aveva appena messo due cubetti in un bicchiere quando squillò il telefono.
Shayne riempi il bicchiere con acqua fredda, quindi andò a posarlo sul tavolino quadrato al centro del salotto, accanto al telefono che continuava a squillare. Fissando l’apparecchio con uno sguardo pieno d’odio, si accostò al mobile-bar, dal quale trasse una bottiglia di cognac e un grande bicchiere da vino.
Tornò verso il tavolino e si lasciò cadere in una comoda poltrona, riempiendo poi il bicchiere fino all’orlo: il telefono suonava ancora. Sorseggiò il liquore con lentezza assaporandone il gusto delicato, trangugiò un sorso d’acqua gelata, accese una sigaretta, e soltanto allora si decise a sollevare il ricevitore, dopo almeno una ventina di squilli.
Appena ebbe detto “parla Shayne”, all’altro capo del filo risuonò la voce di Timothy Rourke: – Perché non rispondevi? – chiese, in tono di protesta.
– Chiunque altro avrebbe già rinunciato da cinque minuti – fece Shayne.
– Pete mi ha detto che eri appena rincasato.
Da quando Shayne viveva nell’albergo, ed erano ormai parecchi anni, Pete, il portiere, si occupava anche del centralino telefonico, e ogni tanto si permetteva delle libertà; tuttavia sapeva che Rourke era il migliore amico dell’investigatore.
– D’accordo, infatti sono qui.
– Hai intenzione di restarci per un poco?
– Tutta sera. – Il tono di Shayne era asciutto. – Tutta notte, anzi. Ingoierò tre o quattro bicchieroni di cognac, poi, dopo essermi cotto una bistecca da mezzo chilo, me ne andrò a letto.
– Una bella serata, piacevole e divertente – osservò il cronista. – A me va proprio bene, perché ho intenzione di mandarti un tale.
– Non voglio veder nessuno – protestò Shayne. – Ho già visto anche troppa gente, oggi; buona notte.

L’autore:

Brett Hallyday, pseudonimo di Davis Dresser è nato a Chicago nel 1904. Ha cominciato giovanissimo una vita avventurosa, adattandosi ai più disparati mestieri. Nel 1926 si iscrive ad un concorso bandito da una casa editrice. Non vince, ma capisce che il suo vero lavoro è quello dello scrittore. Da allora compone decine e decine di opere e sotto vari pseudonimi si specializza nei western, nelle storie d’amore e nei racconti “sexy”. Il successo gli arride concretamente con i romanzi polizieschi. Nel 1939 con Ipnosi (Dividend on Death) crea l’ormai famosissimo investigatore privato Mike Shayne. I romanzi che hanno come protagonista l’irruento Shayne sono più di una settantina oltre a numerosi racconti e a una rivista che si intitola “Mike Shayne’s Mystery Magazine”.

L.

– Ultimi post simili: