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Novità in libreria per Newton Compton.

La scheda di Uruk:

1076. La torre maledetta dei templari (2020) di Barbara Frale [febbraio 2020]

La trama:

Parigi, inverno 1302. Filippo il Bello, re di Francia, comanda l’armata più formidabile del mondo cristiano, ma il regno è sull’orlo della bancarotta. Per pagare i debiti di stato, il sovrano ha un piano che potrebbe costargli la scomunica: intende aggredire Firenze con un pretesto, per razziare le sue vaste riserve di fiorini d’oro. Ma non ha fatto i conti con Bonifacio VIII… La Signoria di Firenze, infatti, ha chiesto la protezione del pontefice, dal momento che in Vaticano abita la sola persona in grado di fermare il re di Francia: Arnaldo da Villanova, detto il Catalano, medico talentuoso benché tacciato di praticare la magia. Il Catalano può interpretare i misteriosi segni impressi nel più antico sigillo dei Templari, e così rivelare oscure verità sul leggendario Ordine combattente. Si vocifera, infatti, che nella grande torre dell’Ordine proprio fuori Parigi ci sia nascosta un’immensa fortuna aurea. I Templari potrebbero salvare la Francia, ma intendono davvero condividere il segreto della loro ricchezza?

L’incipit:

Quando stava ormai per finire l’anno del Signore 1301, nel giorno della Candelora, Parigi si destò in un’alba di sangue.
Ai contadini entrati in città per vendere le primizie dei campi si era presentato uno spettacolo raccapricciante: sui banchi lasciati sgomberi da lordure la sera precedente erano comparsi orribili pezzi di un corpo umano smembrato. La testa resecata dal collo era rotolata lontano, nel fango; il resto pendeva in parti da ganci di ferro, come quarti di porco esposti al mercato. Cani randagi e altre bestie immonde si azzuffavano tra loro per banchettare con le interiora sanguinolente sparse per la pubblica via.
Una pia confraternita di devoti aveva raccolto quei resti miserevoli per mondarli dal sangue e dare sepoltura cristiana a quello sventurato. Ricomposto il corpo, si riconobbe in esso un orafo chiamato Ivo di Melgueil, artigiano talentuoso che mesi prima aveva ricevuto una cospicua rendita da Sua Maestà per alti meriti di servizio.
Corse voce che quell’uomo fosse dedito alla stregoneria, e che il diavolo avesse voluto infierire su di lui: solo un demone, infatti, poteva aver compiuto una simile carneficina.
Così il vescovo di Parigi ordinò al popolo una settimana di digiuni e astinenze, novene e atti penitenziali per scacciare dalla città il potere di quel maleficio; ai più accorti, tuttavia, non sfuggì un dettaglio: la parte del corpo appesa più in alto di ogni altra era la lingua, come si fa con le merci che hanno il costo più elevato.
Ivo di Melgueil, sussurrò qualcuno, sapeva troppo; ed era stato tanto incauto – o tanto avido – da decidere di parlare.

L’autrice:

Barbara Frale è una storica del Medioevo nota in tutto il mondo per le sue ricerche sui Templari. Autrice di varie monografie, ha partecipato a trasmissioni televisive e documentari storici. Ha curato la consulenza storica per la serie I Medici. Masters of Florence in onda sulla RAI ed è autrice, insieme a Franco Cardini, del saggio La Congiura, sui Pazzi.

L.

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