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La collana “Pandora” (Sperling & Kupfer) nel 1996 ha provato a portare anche in libreria il successo del film con Brandon Lee, senza successo.

Per una recensione del film, rimando al blog Il Zinefilo.

Per una curiosità su questo libro, un “libro infranto”, rimando a NonQuelMarlowe.

La scheda di Uruk:

781. Il Corvo (The Crow, 1994) di Kenneth Roycroft [1996] Traduzione di Elena Malossini
– dalla sceneggiatura di David J. Schow e John Shirley ispirata ai fumetti di James O’Barr, per il film omonimo di Alex Proyas, con Brandon Lee e Rochelle Davis

La trama:

Un corvo è la guida di un morto tornato in vita con l’unico scopo di compiere la sua tremenda vendetta: e la morte “può” – o deve? – attendere che la giustizia terrena sia fatta per mano di Eric Draven, massacrato con la sua fidanzata esattamente un anno prima dalla banda del sadico Top Dollar. È la notte di Halloween, in una gelida grande città – che potrebbe essere la tua -, quando la gang criminale s’imbatte nelle due vittime con cui decide di “festeggiare”… e per Eric e la fragile Shelly non ci sarà via di scampo. Al primo anniversario di quel tragico scempio, come un angelo vendicatore – o un demone senza pace -, Eric torna ad aggirarsi nei bassifondi della metropoli alla ricerca dell’unica cosa che può placare la sua ossessione. E, si sa, violenza chiama violenza…
Un romanzo d’azione calato in una livida atmosfera urbana, dove il realismo non scalfisce gli spunti gotici di cui è ricca la vicenda.

L’incipit:

La città urlava il suo dolore nella notte. Il suono acuto delle sirene della polizia si alzava come una voce lamentosa dall’oscurità degli abissi delle strade. Le rovine si ergevano annerite dal fumo, le finestre ormai buchi vuoti. La città lottava in una guerra contro se stessa e la pace era soltanto l’utopia di pochi assediati.
Da tempo il crimine e il gusto alla violenza avevano preso il sopravvento. Al calare delle tenebre, la polizia combatteva una battaglia persa: le famiglie si barricavano nelle case e chi aveva la sfortuna di abitare in uno dei quartieri abbandonati sempre più fatiscenti ogni notte si aspettava che al suo tetto venisse appiccato il fuoco.
I poliziotti della Metropolitan Police non riuscivano a mantenere aggiornate le statistiche dei crimini: omicidi, stupri, rapine. Gli incendi venivano ormai soltanto registrati e la Scientifica non veniva più chiamata.
Nelle file cadenti di case la paura si annidava come un mostro. Nelle strade e nei cortili interni, una volta pieni di vita, sporco e spazzatura emanavano un puzzo bestiale. I parassiti si moltiplicavano e schiere di ratti avevano conquistato le fognature.

L.

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