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Novità in libreria per Newton Compton.

La scheda di Uruk:

1064. Il giallo di Villa Nebbia (2020) di Roberto Carboni [febbraio 2020]

La trama:

Piero Bianchi non è ben visto nel paese in cui vive. Sua moglie si è suicidata, lui ha fatto a lungo abuso di alcol, i compaesani lo considerano un assassino. E così, quando viene a sapere che a Villa Nebbia cercano un custode, si presenta per avere il lavoro. A riceverlo è un avvocato, Emidio, ex marito di Ilde, l’anziana proprietaria della villa. Di lei si occupa la nipote, Mariasole: le due donne sono le uniche a vivere nella grande casa. Piero non desidera altro che un po’ di tranquillità e quella residenza spettrale, costantemente avvolta dalla foschia, sembra fare proprio al suo caso. Una volta stabilitosi lì, però, la nebbia non smette di tormentarlo. E in quella nebbia ha sempre l’impressione che qualcuno lo osservi: sente strani ticchettii sui vetri e, soprattutto, comincia ad avere l’impressione che nella casa e nel giardino che la circonda si aggiri un’altra presenza, oltre a Mariasole e Ilde… Quando però la villa diventa teatro di inquietanti eventi, i sospetti di Piero si fanno più forti. Possibile che si stia lasciando suggestionare dalle voci allarmanti che si rincorrono su quel luogo?

L’incipit:

Per tutta la cena Giancarlo aveva udito lo scrosciare della pioggia, oltre le finestre del salone principale.
Era ossessionato dalle infiltrazioni. Avevano già attraversato la soffitta, scrostando l’intonaco delle camere da letto.
“Va tutto in malora”, pensava fissando Ilde e Cristina, sedute al tavolo con lui. “Questa villa è sudicia e maledetta come l’inferno, e cade a pezzi”.
Ilde era incurante del degrado in cui vivevano, quasi che non la riguardasse. Ne avevano discusso tante volte fino allo sfinimento. Tamponò la bocca con il tovagliolo rammendato e lo ripose sulle ginocchia. «Gradirei del vino», disse con tono distratto, guardando per l’ennesima volta l’orologio.
Meglio lasciar perdere le polemiche. Giancarlo non voleva turbare Cristina. La piccola continuava a gustare il purè, di cui era ghiotta.
L’uomo allungò il braccio per fare una carezza alla bambina, ma s’irrigidì a causa della fitta lancinante che lo aggredì alla testa. Sembrava spaccargli il cranio, impedendogli perfino di respirare.
Grugnì tentando di allentare il nodo della cravatta. Tovagliolo e posate caddero a terra.
Quasi un tutt’uno con la seggiola, Cristina non trovava il coraggio di muoversi. «Dai, papà», strillò intimorita. Era uno scherzo, vero?

L’autore:

Roberto Carboni, classe 1968, è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. È autore di numerosi romanzi e docente di scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’Oro (in precedenza attribuito, tra gli altri, a Lucio Dalla e Carlo Lucarelli), nel 2016 con il premio speciale Fondazione Marconi Radio Days (precedentemente premiati Enzo Biagi, Lilli Gruber). Nel 2017 ha vinto il Garfagnana in Giallo, nella sezione Romanzo Classic. Nel 2018 è stato vincitore del SalerNoir Festival di Salerno.

L.

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