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La Newton Compton porta in libreria una nuova autrice britannica bestseller.

La scheda di Uruk:

1083. La stanza degli ospiti (Spare Room, 2019) di Dreda Say Mitchell [marzo 2020] Traduzione di Laura Miccoli

La trama:

Lisa, una giovane donna con un passato da dimenticare, non riesce a credere alla propria fortuna: ha appena trovato una bellissima stanza in affitto in una splendida casa. E Martha e Jack, i proprietari con cui andrà a coabitare, sono una coppia gentile e premurosa. Sembra proprio un sogno che si realizza. Fino al giorno in cui Lisa trova, nascosto nella sua stanza, il biglietto di un uomo che annuncia il suicidio. Alla sua richiesta di spiegazioni, Martha e Jack negano che la stanza sia mai stata occupata da qualcuno prima del suo arrivo. Di fronte a tanta sicurezza, Lisa comincia a dubitare di sé stessa… Ma strani eventi iniziano ad accadere. E più cresce il suo desiderio di scoprire la verità, più è chiaro che c’è qualcuno disposto a tutto pur di metterla a tacere. Mentre le mura della casa diventano sempre più opprimenti, Lisa si ritrova intrappolata in una fitta rete di segreti da cui non si può uscire. Possibile che la stanza in cui Lisa si è appena trasferita fosse abitata da un uomo svanito nel nulla?

L’incipit:

Stavolta faceva sul serio.
Sul comodino accanto al letto c’erano una bottiglia aperta di brandy e un tumbler. Ma non gli serviva l’intorpidimento chimico dell’alcol, né quello dei tranquillanti che aveva ingerito tutte le volte in cui aveva giurato a sé stesso che faceva sul serio. Tra le mani stringeva la lettera che aveva scritto per spiegare la propria decisione. Negli anni, ne aveva preparate molte, di lettere così. Alcune, schiette e sbrigative, andavano dritte al punto. Altre divagavano e imploravano la comprensione e la compassione di chi avrebbe letto, sempre ammesso che fosse interessato. Molte erano rimaste incomplete quando si era accorto che, dopotutto, non aveva davvero intenzione di farlo.
Stavolta, però, sì. Sul serio.
Non aveva voglia di alzare lo sguardo, tuttavia si costrinse a fissare la lunga corda legata al soffitto. Sotto, la sedia. Era tutto così semplice. Arrampicarsi sulla sedia. Stringere bene il cappio intorno al collo. Saltare. Qualche minuto di sofferenza e panico mentre la fune faceva il suo lavoro, spremendogli la vita dal corpo. La maggior parte della gente sarebbe stata grata di dover affrontare soltanto qualche minuto di dolore prima di morire. E lui aveva fatto i conti con la morte molte volte in passato. Pochi minuti di agonia non erano nulla. E aveva letto che in quei pochi istanti finali, mentre si penzola a mezz’aria e il cervello annaspa per la mancanza di ossigeno, il dolore se ne va e si rimane a fluttuare, liberi dalle preoccupazioni, per poi scivolare pian piano nel nulla. Ed era questo che bramava più di ogni altra cosa.
Il nulla.
Nelle viscere della casa, le voci si levarono di nuovo, discutendo rabbiose. Riusciva a sentire lei che sbraitava e lui che le rispondeva, urlando a sua volta. Desiderava che la mettessero. Perché non potevano concedergli i preziosi minuti di pace che meritava prima di lasciare questo mondo?
Il silenzio avvolse di nuovo la casa.

L’autrice:

Dreda Say Mitchell è un’autrice bestseller pluripremiata, conduttrice, attivista e giornalista. Ha scritto undici romanzi e ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger John Creasey. Alcuni dei suoi libri diventeranno serie televisive. È nata e cresciuta nell’East End di Londra, dove vive tuttora. Per saperne di più: dredamitchell.com

L.

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