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Il 3 gennaio 1993 la serie “Star Trek: Deep Space Nine” esordisce nelle TV americane e subito la consueta Pocket Books – custode storica dei romanzi di Star Trek – sforna una secchiata di libri ambientati sulla stazione Deep Space Nine ad arricchirne l’universo narrativo.
Nel maggio del 1994 tocca a questo sesto libro apparire in libreria: non credo ci sia bisogno di specificare che è un romanzo inedito in Italia, come tutte le centinaia e centinaia di romanzi di Star Trek. (Credo da noi ne siano arrivati tipo 50 su 500!)

Ho letto il romanzo con grande piacere: ecco la mia recensione.

La scheda di Uruk:

Star Trek. Deep Space Nine – Betrayal (1994) di Lois Tilton [maggio 1994]

La trama in traduzione esclusiva:

Sulla stazione spaziale Deep Space Nine arrivano ambasciatori da tutta la Federazione per una conferenza che potrà determinare il futuro del pianeta Bajor. Gestire dozzine di ambasciatori alieni e farli stare comodi è già un’impresa ardua, ma quando un gruppo terrorista inizia a far esplodere bombe nella stazione il comandante Benjamin Sisko dovrà faticare per fermare il nemico. E le cose peggiorano, perché arriva un nuovo comandante cardassiano che pretende di veder restituita Deep Space Nine all’Impero. Con la stazione in pericolo per le bombe, Sisko deve gestire una situazione da cui potrebbe dipendere la sopravvivenza stessa del pianeta Bajor.

L’incipit in traduzione esclusiva:

Il comandante Benjamin Sisko finì in fretta di indossare l’uniforme e si strinse con irritazione il colletto. Una rapida occhiata allo specchio gli rivelò l’espressione corrucciata del suo volto, quella che di solito lanciava ai suoi subordinati.
Dannazione, pensò, non mi sono arruolato nella Flotta Stellare per finire a fare l’ambasciatore con metà delle razze senzienti della galassia!
In effetti Sisko non sembrava proprio un ambasciatore, in quel momento. La faccia allo specchio sembrava appartenere più ad un uomo che andava dritto al cuore del problema, invece di girarci intorno con frasi elaborate ma vuote. E che sicuramente non amava indossare divise luccicanti e scomode.
Rimaneva però il fatto: era l’ufficiale in comando della stazione spaziale cardassiana ora nota come Deep Space Nine, nonché rappresentante della Federazione dei Pianeti Uniti nello spazio bajoriano, e tutto questo prevedeva un certo numero di doveri e responsabilità spiacevoli. Benjamin Sisko non era un uomo che si sottraeva al proprio dovere.
Ancora accigliato, si mise alla ricerca dei suoi guanti bianchi.
«Papà, quel cacchio di replicatore cardassiano si è di nuovo guastato! È…»
«Jake! Modera il linguaggio» Sisko fulminò suo figlio adolescente, appena entrato nella camera da letto. Il ragazzo aveva imparato certe espressioni dal giovane Ferengi, pensava, davvero una pessima influenza. E Nog sicuramente le aveva imparate dai cardassiani quando governavano la stazione, e il personale riempiva il bar e il casinò di suo zio Quark. Ma era anche vero che Nog era l’unico altro ragazzo dell’età di Jake sulla stazione.
«Avevi detto che avremmo fatto un giro sulla passeggiata, oggi, e poi una gita: me l’avevi promesso!»
L’irritazione di Sisko si mutò subito in senso di colpa, una volta vista l’espressione di Jake. Se era vero, aveva promesso al figlio una gita fuori dalla stazione: odiava venir meno alla propria parola, ma non aveva altra scelta. Almeno non stavolta.

L’autrice:

Classe 1946, Lois Ann Tilton è autrice di romanzi di fantascienza, fantasy, storia alternativa ed horror. Ha vinto il Sidewise Award for Alternate History per il racconto Pericles the Tyrant nel 2006. Nel 2005 il suo racconto The Gladiator’s War è nominato al Premio Nebula. Ha scritto anche diversi romanzi sui vampiri.

L.

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