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Chris Roberson è un valente autore transmediale, e scrive di tutto: dai romanzi ai fumetti, dalla narrativa alla saggistica. L’ho conosciuto nel 2014 per il suo fumetto Aliens: Fire and Stone, presentato dalla Dark Horse Comics per cui Roberson inizierà a curare testate come Hellboy, Witchfinder e Serenity (Firefly). L’ho rincontrato nel 2018 per l’ottimo God of War, fumetto che approfondisce il rapporto fra i protagonisti del videogioco omonimo, e mi riprometto di cercare altro dell’autore. Dai suoi fumetti iZombie è stata tratta una frizzante serie televisiva.

Per approfondire, rimando ad un’intervista a Roberson del 2014 che ho tradotto.

Potevo resistere a presentare un suo romanzo zombie?

La scheda di Uruk:

Fortress of the Dead [Zombie Army 1] (2020) di Chris Roberson [Abaddon Books febbraio 2020]
* [ambientato nell’universo del videogioco Zombie Army (2015)]

La trama in traduzione esclusiva:

Hitler è andato. Il Piano Z sventato. Ma i morti continuano a camminare.
Jun è una cacciatrice di morti, e anche dannatamente brava. Per lei pattugliare l’Italia del nord con il sergente Josiah e la sua squadra d’élite, stanando zombie e cercando superstiti, non ha nulla di eccezionale.
Quando la squadra incontra un gruppo di sopravvissuti minacciati dai morti scoprono una nuova minaccia: una fortificazione alpina piena di SS e un giovane Hitler, che apparentemente riescono a controllare i mori.
Il piano ora è neutralizzare la minaccia nazista, distruggere la base segreta ed arginare l’ondata dei morti… altrimenti l’Europa cadrà sotto l’armata degli zombie.
La Seconda guerra mondiale è finita, ma la Guerra dei Morti è appena all’inizio…

L’incipit in traduzione esclusiva:

Il villaggio doveva aver avuto un nome, ad un certo punto della sua storia, ma non sembrava esserci più nessuno vivo per poter ricordare quale fosse stato. Ormai era solo un cumulo di cenere, qualche edificio pericolante ancora in piedi e poi solo macerie, il tutto segnato con un numero e delle coordinate su una vecchia mappa che la squadra aveva ottenuto durante l’ultima riunione. Stavano percorrendo la strada segnata sulla mappa da tre settimane, attraversando ogni numero contrassegnato e questo era l’ultimo della lista.
«A me sembra tutto tranquillo», disse Jun, guardando attraverso il mirino del suo fucile T-99 le rovine del villaggio, a mezzo miglio di distanza.
«Non è quello che hai detto anche due giorni fa?» disse il sergente Josiah appena la donna abbassò il fucile.
«Sissignore», ammise Jun, poi si tolse il berretto e bevve un lungo sorso d’acqua, fissando a nord del villaggio, verso le Alpi che svettavano verso il cielo.
«Be’…» aggiunse il sergente voltandosi verso di lei con un sorriso sbilenco. «Quei bastardi erano in effetti molto tranquilli, devo ammetterlo.»
Jun roteò gli occhi. Di sicuro l’ultimo villaggio era stato tranquillo, prima che mezza dozzina di morti sbucassero fuori da una fattoria al passaggio della squadra. Una di quelle dannate cose a momenti riusciva a dare un morso a Sibyl prima che Jun l’abbattesse con un colpo alla testa del suo T-99.
«Va bene, squadra, sembra tutto a posto.» Il sergente si passò il fucile Springfield sulla spalla e fece segno agli altri di seguirlo. «Attraversiamo questo posto così potremo tornare al campo base e riposarci i piedi per un po’.»
«Magari ci daranno una medaglia», borbottò Curtis Goodwin mentre si grattava la barba sul mento. «Lode agli eroi conquistatori.»
«Ma piantala», lo rimproverò Sibyl Beaton, indicando con il dito l’americano davanti a lei. «Lo dice sempre il mio Chester, un lavoro ben fatto è già di per sé una medaglia.»

L’autore:

Chris Roberson è autore di romanzi e fumetti legati anche a franchise video-ludici. Insieme alla moglie Allison Baker ha fondato la MonkeyBrain Books, casa editrice indipendente specializzata in narrativa di genere e in saggistica. I due vivono a Austin, Texas, con la figlia Georgia.

L.

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