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La collana “Il Giallo Mondadori” di maggio (n. 3191) presenta una nuova indagine di Cardosa.

La scheda di Uruk:

3191. Firmato Cardosa (2020) di Carlo Parri [maggio 2020]

La trama:

Cardosa è stanco. Più del solito, dopo una delle tante nottatacce. E la notizia di un morto ammazzato non è il modo migliore di cominciare la giornata. La vittima, uccisa con una potente pistola israeliana un po’ esagerata per un delitto comune, è un piccolo editore che pubblicava a pagamento. A eccezione di una serie di libri sull’alchimia il cui autore ha appena consegnato un nuovo dattiloscritto, che però non si trova: qualcosa di assolutamente unico in merito a una misteriosa rivelazione. Fin da subito il vicequestore aggiunto della polizia giudiziaria sente che questo è uno di quei casi strani che più si va avanti e più si ingarbugliano. E certe storie, quando sono troppo strane, sono anche grosse. Inizia così a immergersi nelle sue immaginazioni, nelle strade illusorie che disegna nell’aria con i suoi due cervelli. Una mappa delle intuizioni dentro la quale va collocando nomi e cose. Che poi la faccenda sia grossa davvero si conferma quando l’autore della presunta rivelazione risulta scomparso al Cairo, dov’era andato ad analizzare dei reperti rinvenuti in una tomba, ed emerge il coinvolgimento di famiglie mafiose. Allora per venirne a capo Cardosa sarà costretto a mettere una firma su accordi inconfessabili. E magari a spingersi fuori della sua giurisdizione. Parecchio fuori.

L’incipit

Ruggero Abate era stato ucciso, secondo il medico legale, tra le dieci e trenta e le undici del giorno precedente. Un colpo d’arma da fuoco, con foro d’entrata a livello dell’orbita sinistra e foro d uscita a livello della linea nucale superiore. Così almeno era scritto, senza aggiunta di dettagli inutili, sul referto firmato dal dottor Loisano.
Cardosa era stanco. Più stanco del solito. Era stata una nottataccia. Una delle tante. Il riscaldamento troppo alto lo aveva fatto sudare e dopo averlo spento il freddo gli aveva stretto la fronte in un cerchio di ferro gelido. E ora se ne stava seduto dietro Caterina, la sua vecchia scrivania sempre più scrostata, con il naso che faticava a lasciar passare l’aria e gli occhi che bruciavano.
— E la balistica?
Aloisio, l’ispettore capo che divideva con lui tutto il tempo passato in polizia, gli allungò un secondo foglio.
— No, leggilo tu, mi fanno male gli occhi. Stanotte ho fatto una stupidaggine, ho spento il riscaldamento e credo di essermi preso qualcosa.
E tirò su col naso.
— Il proiettile è un calibro strano. Un 50AE. La balistica scrive che viene usato quasi esclusivamente…
— Con la Desert Eagle. Altro che strano, è una cosa senza senso.
La faccia di Aloisio la diceva lunga, “non capisco”, e Cardosa non ci metteva tanto a interpretare un uomo che lavorava con lui da sempre.

L’autore:

Carlo Parri è nato a Pisa nel 1948. Manager d’azienda e docente di marketing, nel 2012 vince, con il romanzo d’esordio, il premio Tedeschi (Il metodo Cardosa, Il Giallo Mondadori n. 3068). Da allora ha pubblicato cinque racconti nel Giallo Mondadori con protagonista il vicequestore Leonardo Cardosa (Cardosa a Mercabarna, Cardosa e i fantasmi del mare, Cardosa e lo scrittoio della Pimpaccia, Maria Cardosa e La Lambretta di Cardosa). Attualmente vive a Udine dove insegna scrittura creativa.

L.

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