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La Newton Compton porta in libreria il primo episodio di una nuova trilogia.

La scheda di Uruk:

1077. La caduta della Britannia [Trionfo dell’Impero 1] (Roman 1. The Fall of Britannia, 2011) di K.M. Ashman [maggio 2020] Traduzione di Marzio Petrolo

La trama:

42 d.C. La Britannia, terra dalle leggendarie ricchezze, è ormai l’ultima roccaforte incontrastata dei celti. Si tratta di un luogo pericoloso, abitato da uomini senza paura, guidati da mistici guerrieri druidi. Perfino i più valorosi soldati romani guardano con un misto di paura e sospetto il misterioso popolo che abita la regione. Il momento dello scontro è imminente e quattro legioni romane si sono radunate in Gallia al fine di intraprendere i preparativi finali per l’invasione. Due giovani soldati vengono inviati nel campo di addestramento sotto la spietata guida di Remo, un veterano sfregiato in battaglia. Quando l’invasione ha inizio, la potenza di Roma si abbatte con brutalità inaudita sul nemico. Uno dei guerrieri celti è costretto a fuggire dalla battaglia per intraprendere una disperata missione di salvataggio nell’isola dei druidi, dove una fanciulla sta per essere sacrificata. I destini di quattro individui, diversi per schieramento e lignaggio, stanno per intrecciarsi e rivelare un segreto in grado di cambiare il corso della storia.

L’incipit dell’introduzione:

Provincia romana di Piceno, 20 d.C.

Karim era in piedi al centro dell’anfiteatro, tutti i muscoli doloranti e i rivoli di sangue che gli colavano dal volto per poi cadere sulla sabbia costantemente assetata. Damocle il greco, il suo compagno di ludus, crollò in ginocchio nell’arena assolata con una mano sulla ferita da taglio che gli solcava il fianco, ricevuta un attimo prima di schiacciare il teschio del proprio avversario sotto il tacco della sua caliga chiodata in uno sfogo di violenza e spirito di sopravvivenza. Attorno ai due, tutti coloro che avevano combattuto come demoni per tenersi strette le proprie miserabili esistenze e per aggrapparsi alla tenue promessa di un’elusiva libertà giacevano morti o in fin di vita, vittime patetiche della ferocia gladiatoria.
Quel giorno i festeggiamenti per il compleanno del governatore Sibilo Augusta erano iniziati in anticipo e l’intera arena era circondata da un’atmosfera di frivolezza. Un gruppo di nani itineranti accorsi da ogni parte d’Europa intratteneva la folla con rievocazioni di battaglie e gare a dorso di pony nel perimetro interno dell’anfiteatro.
Stranezze della natura che di rado si vedevano a Roma, figurarsi a Piceno, vennero fatte sfilare nell’arena. Le giraffe percorrevano con grazia l’anello interno, gli occhi all’altezza degli spettatori seduti nelle file più basse, mentre scimmie gigantesche rinchiuse in resistenti gabbie vennero trascinate al centro della pista e costrette a battersi il petto dai loro domatori.
Seguirono squadre di gladiatori addestrati, che ingaggiarono battaglie violente ma non letali per preparare la folla a quel che sarebbe seguito. Per tutto il giorno, le emozioni e la violenza andarono aumentando finché infine il ritmo soffuso di tamburi distanti non permeò l’intera arena, sostenendo la febbrile trepidazione del pubblico.
L’eccitazione esplose finalmente quando vennero spalancati due cancelli di legno e una mandria di tori con la bava alla bocca e accecati dal dolore si riversò nella pista nel tentativo di sfuggire alle torture in corso dietro le quinte. Si trattava della Venatio, il brutale spettacolo che contrapponeva animali e uomini in una dolorosa e violenta lotta unilaterale. Si aprì un altro cancello e dieci bestiarii, gladiatori addestrati per affrontare gli animali, si lanciarono all’inseguimento delle bestie mentre venivano sommersi dalle urla della folla in tripudio.
Non appena le lotte preorganizzate giunsero al termine, gruppi di criminali scarsamente preparati furono costretti ad affrontare animali esotici, incluse tigri dall’Est e ippopotami e coccodrilli dall’Africa. Alla fine, venne versato il primo sangue umano, ma non era altro che un preludio a quel che sarebbe accaduto.

L’autore:

K.M. Ashman è nato e cresciuto in Galles e si dedica alla scrittura a tempo pieno. Ha pubblicato con successo oltre sedici romanzi, spaziando dal romanzo storico all’urban fantasy. Il trionfo dell’impero. La caduta della Britannia è il primo libro della serie Roman Chronicles pubblicato dalla Newton Compton.

L.

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