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La Einaudi porta in libreria l’autrice da 10 milioni di copie, con una nuova avvincente serie gialla. Protagonista l’avvocata più famosa della Norvegia: Selma Falck.

La scheda di Uruk:

La pista [Selma Falck 1] (En grav for to, 2018) di Anne Holt [maggio 2020] Traduzione di Margherita Podestà Heir

La trama:

Selma Falck, ex atleta di fama mondiale e avvocato di grido, ha perso tutto. Il marito, i figli, il lavoro e il suo vecchio giro d’affari. Sola, emarginata e con un vizio che minaccia di trascinarla ancora più in basso, Selma si è rintanata in un lurido appartamentino nella zona più squallida di Oslo. Fino a quando Jan Morell, padre di Hege Chin Morell, campionessa di sci di fondo norvegese, non bussa alla sua porta. La figlia è risultata positiva al doping e rischia la squalifica dalle Olimpiadi di PyeongChang. Convinto che Hege sia stata sabotata, Jan offre a Selma il compito apparentemente impossibile di provarne l’innocenza. Ma quando Selma accetta l’incarico e inizia a investigare, uno sciatore della nazionale viene ritrovato morto dopo un allenamento. L’autopsia rivela tracce della stessa sostanza presente nel sangue di Hege. E mentre l’indagine si infittisce e un altro cadavere viene scoperto, Selma comincia a rendersi conto che anche la sua vita è in serio pericolo.

L’incipit:

Se Oslo era un corpo, quello doveva essere l’ano.
Proprio quell’appartamento.
Quel buco di culo di soggiorno.
La stanza era piccola e freddissima. La carta da parati dall’indefinibile colore marroncino si era staccata agli angoli e il dozzinale pavimento in laminato era coperto di macchie. Soprattutto sotto le finestre. Selma Falck si accucciò per toccare con circospezione una di quelle misteriose mezzelune scure, cedette mollemente, producendo un suono disgustoso, umido.
Da quando aveva cominciato a portare dentro gli scatoloni, il tram sferragliava a poca distanza ogni quattro minuti. Le finestre erano coperte da una pellicola a specchio, probabilmente per impedire che la gente guardasse dentro. Oppure per impedire che crollassero all’esterno, dietro la plastica si intravedevano molte crepe. La stanza diventava ancora più buia ogni volta che passava un tram o un camion. Si stava facendo tardi. Anche se qualcuno aveva tentato di sigillare le fessure degli infissi con del nastro adesivo marrone, dalle finestre penetrava un sentore sempre più fastidioso di gas di scarico che le pizzicava il naso.
Le scatole formavano due torri disposte lungo la parete che separava il soggiorno dalla camera da letto. Raggomitolato su una di esse, ma come se fosse in procinto di spiccare un balzo, Darius la guardava con espressione torva mentre la coda oscillava lentamente.
Selma Falck si sedette sull’unico mobile presente nel soggiorno, un divano rosso anni Sessanta. Era lì già da prima ed emanava un debole odore di olio combustibile e chips al formaggio. O almeno, lei sperava che fossero chips. Di colpo Darius soffiò inarcando la schiena, ma rimase dov’era, in cima alla pila traballante sul lato opposto della stanza.

L’autrice:

Anne Holt (1958), avvocato, giornalista e dal 1996 al 1997 ministro della Giustizia norvegese, è una delle più importanti scrittrici di gialli scandinavi. Le sue due serie, quella incentrata sui detective Johanne Vik e Yngvar Stubø, nonché quella con protagonista l’ispettore di polizia Hanne Wilhelmsen, hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Con La pista prende il via una nuova avvincente serie gialla, con protagonista l’avvocata Selma Falck.

L.

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