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La Pocket Books presenta in patria un nuovo capitolo della serie “Star Trek: The Original Series”. Purtroppo in Italia il celebre marchio è scomparso da decenni, quindi anche questo libro rimarrà inedito da noi.

La scheda di Uruk:

Star Trek: The Original Series – Agents of Influence (2020), di Dayton Ward [9 giugno 2020]

La trama in traduzione esclusiva

Per anni gli agenti segreti della Flotta Stellare hanno compiuto missioni sotto copertura all’interno dell’Impero Klingon. Addestrati rigorosamente alla cultura klingoniana e modificati chirurgicamente nei tratti, hanno operato alla luce del sole e senza supporto diretto, mentre raccoglievano informazioni e si infiltravano anche nei livelli più alti dell’amministrazione imperiale. Queste missioni hanno fornito alla Flotta uno sguardo diretto su come funziona l’Impero Klingon e il suo apparato militare.
Dopo che tre degli agenti della Flotta hanno temuto di essere stati scoperti, è iniziato un piano d’emergenza che prevede l’estrazione. Però l’incontro con la USS Endeavour fallisce, temendo di rivelare le loro attività rovinando l’intera missione. Con il compito di salvare quegli agenti, il capitano James T. Kirk e l’equipaggio della USS Enterprise deve scoprire la verità su un esperimento riguardante un’arma segreta, ma senza scatenare un incidente diplomatico che darebbe potenzialmente il via ad una guerra tra la Federazione e uno dei suoi nemici più antichi.

Nota storica:

Questa vicenda si svolte all’inizio del 2270, durante l’ultimo anno della storica missione quinquennale della U.S.S. Enterprise al comando del capitano James T. Kirk, ed approssimativamente tre mesi dopo che la U.S.S. Endeavour ha incontrato il relitto Lrondi nel sistema Cantrel. [Come raccontato nel romanzo Star Trek: Seekers n. 4, “All That’s Left”, di Dayton Ward e Kevin Dilmore.)

L’incipit, in traduzione esclusiva:

«Dobbiamo andare, Morgan. Ora!»
Non fu quell’affermazione, piena di ansietà e timore, a spaventare Morgan Binnix, ma il semplice fatto che fosse pronunciata nella lingua standard della Federazione invece che nel
tlhIngan Hol. Parlare una qualsiasi altra lingua che non fosse Klingon era qualcosa da evitare ad ogni costo. Ciò che il suo collega, Phillip Watson, aveva fatto era un chiaro segnale del suo terrore crescente. Serviva anche ad enfatizzare la natura precaria della loro situazione attuale, che si andava deteriorando minuto dopo minuto.
«Attento,
Kvaal», disse lei, gridando la sua risposta nella lingua locale. «Ricorda la tua posizione.»
Watson annuì. «Hai ragione,
Liska», disse tornando a parlare Klingon e ad usare il nome di copertura. «Ma non possiamo restare qui. Se hai ragione e ci hanno scoperti, non sarà certo la lingua a salvarci.»
«Forse no», replicò Binnix, «ma finché questo non succede non bruciare la tua copertura.»

L’autore:

Dayton Ward è premiato autore di quasi quaranta romanzi e racconti, e lavora spesso in coppia con l’amico Kevin Dilmore. Suoi racconti sono apparsi in più di venti antologie e scrive anche per molte riviste e siti. Nativo di Tampa, Florida, vive in Kansas City, Missouri, con moglie e due figlie.

L.

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