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La Newton Compton porta in libreria un’altra indagine della detective Erika Foster.

La scheda di Uruk:

1090. Ultimo respiro [Erika Foster 4] (Last Breath, 2017) di Robert Bryndza [giugno 2020] Traduzione di Beatrice Messineo

La trama:

Il corpo di una donna viene ritrovato in un cassonetto, con gli occhi spalancati e i vestiti ricoperti di sangue, e la detective Erika Foster è tra i primi a giungere sulla scena del crimine. Il problema è che questa volta il caso non è suo.
Mentre tenta di assicurarsi un posto nella squadra investigativa, Erika non può fare a meno di notare che le caratteristiche del ritrovamento ricordano un omicidio irrisolto avvenuto quattro mesi prima. Il cadavere di un’altra donna, abbandonato in un luogo analogo, presentava una ferita identica: un’incisione fatale sull’arteria femorale. Nell’ombra c’è un assassino che adesca le sue vittime online, nascondendosi sotto una falsa identità. Le sue prede sono donne giovani e attraenti. Quando un’altra ragazza scompare, per Erika e la sua squadra ha inizio una corsa contro il tempo sulle tracce di un individuo terribilmente sadico. Ma come si può catturare un killer che non sembra nemmeno esistere?

Le indagini di Erika Foster

  1. La donna di ghiaccio (Newton Compton 2017)
  2. La vittima perfetta (Newton Compton 2018)
  3. La ragazza nell’acqua (Newton Compton 2019)

L’incipit:

Erano le tre del mattino, il fetore del cadavere appestava la macchina. Era da giorni che il caldo non concedeva un attimo di tregua. L’aria condizionata era sparata al massimo, ma la puzza che si alzava dal bagagliaio era implacabile. Si stava decomponendo in fretta.
Erano passate due ore da quando l’aveva infilata lì. Le mosche avevano preso a ronzarle intorno, gli era toccato scacciarle sventolando le mani alla cieca nel buio. Era comica la goffaggine con cui sbracciava e si dimenava. Se fosse stata viva, probabilmente anche a lei sarebbe venuto da ridere.
Nonostante i rischi in cui incorreva, gli piacevano quelle gite notturne per l’autostrada deserta che attraversava i sobborghi di Londra. Due traverse prima aveva spento i fari e ora, entrando in un quartiere residenziale, fece lo stesso con il motore. La macchina scivolava in silenzio lungo la strada, superando le finestre buie delle case verso una piccola tipografia deserta in fondo alla discesa. Il parcheggio la separava dalla via principale e gli alberi alti allineati lungo il marciapiede lo gettavano nell’ombra, mentre l’inquinamento luminoso della città colorava l’orizzonte di un denso bagliore arancione. Entrò nel parcheggio, scavalcando e schiacciando con le ruote le radici degli alberi che spuntavano dall’asfalto.
Si avvicinò alla fila di cassonetti accanto all’ingresso della tipografia, sterzando bruscamente a sinistra e fermando l’auto a meno di trenta centimetri dall’ultimo bidone dell’immondizia.

L’autrice:

Robert Bryndza, dopo anni dedicati alla scrittura, si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, La donna di ghiaccio, finalista al Premio Roma, che in pochi mesi ha scalato le classifiche ed è in corso di traduzione in 27 Paesi. I successivi romanzi incentrati su Erika Foster sono bestseller internazionali che contano oltre 2 milioni di copie vendute. La vittima perfetta è il secondo romanzo pubblicato con la Newton Compton. Robert è inglese e vive in Slovacchia con suo marito Ján. Per saperne di più: robertbryndza.com

L.

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