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La Mondadori porta in libreria una nuova indagine non ufficiale (ma funzionale) del libraio e collezionista Bruce Cable di Camino Island.

La scheda di Uruk:

L’ultima storia [Camino Island 2] (Camino Winds, 2020) di John Grisham [giugno 2020] Traduzione di Luca Fusari e Sara Prencipe

La trama:

È piena estate e a Camino Island sta per abbattersi un uragano di proporzioni allarmanti. Il governatore della Florida ordina a tutti gli abitanti l’immediata evacuazione dell’isola. La maggior parte fugge sulla terraferma, ma Bruce Cable, noto libraio e collezionista di libri antichi, nonché animatore della vita culturale dell’isola, decide di rimanere sul posto.
Come previsto, l’uragano devasta ogni cosa, abbattendo alberi e danneggiando gravemente abitazioni, alberghi e negozi, e purtroppo ci sono delle vittime. Tra queste Nelson Kerr, un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Ma la furia della tempesta non sembra essere stata la causa della sua morte. I numerosi colpi alla testa farebbero pensare a ben altro.
Chi può aver voluto Nelson morto?
La polizia locale non è solita occuparsi di omicidi, meno che mai in un momento di emergenza come questo, e Bruce inizia la sua personale indagine. E se la morte dell’amico fosse legata in qualche modo ai suoi romanzi, e soprattutto all’ultimo romanzo, ancora inedito e custodito nel suo computer? Quello che Bruce scoprirà è molto più sconvolgente dei colpi di scena delle storie di Nelson Kerr.
L’ultima storia segna l’avvincente ritorno di John Grisham al mystery, dopo il felice esordio de Il caso Fitzgerald, che ancora una volta trascina il lettore in una nuova e appassionante avventura.

L’incipit:

Leo prese vita alla fine di luglio nelle acque agitate dell’Atlantico orientale, circa trecento chilometri a ovest delle isole di Capo Verde. Ben presto fu avvistato dallo spazio, battezzato secondo le convenzioni e classificato come semplice depressione. Poche ore dopo era già stato promosso a tempesta tropicale.
Per un mese i venti forti e secchi del Sahara si erano scontrati con i fronti umidi dell’equatore, creando masse turbinanti che si spostavano verso occidente come in cerca di terraferma. All’inizio del suo viaggio Leo era preceduto da tre tempeste già così potenti da avere ciascuna un nome e chiudeva la fila che incombeva minacciosa sui Caraibi. Le tre tempeste erano destinate a seguire la rotta prevista e a scaricare sulle isole forti piogge, ma niente di più.
Quanto a Leo, fu invece chiaro sin dall’inizio che nessuno poteva prevedere dove sarebbe andato. Era molto più incostante, e letale. Si sarebbe esaurito sopra il Midwest, ma non prima di aver causato danni patrimoniali per cinque miliardi di dollari e ucciso trentacinque persone.
Prima di spegnersi, tuttavia, bruciò le tappe della classificazione, e da tempesta passò rapidamente a uragano in piena regola. Giunto alla categoria 3, con venti che soffiavano a quasi duecento all’ora, investì frontalmente le isole Turks e Caicos, dove spazzò via centinaia di case e fece dieci vittime. Sfiorò la punta meridionale di Crooked Island, deviò leggermente a sinistra, prese di mira Cuba e si arrestò a sud di Andros. Il suo occhio si indebolì, lui perse lo slancio e, regredito a modesta depressione, passò incerto sopra Cuba scatenando piogge abbondanti ma venti mediocri. Virò a sud in tempo per allagare la Giamaica e le Cayman, dopodiché, in uno stupefacente arco di dodici ore, si riformò con un occhio perfetto e si diresse a nord verso le acque calde e invitanti del Golfo del Messico. I suoi inseguitori tracciarono una linea retta fino a Biloxi, il solito bersaglio, ma ormai sapevano che non era il caso di fare previsioni. Leo decideva da sé, e dei loro modelli non se ne faceva nulla.

L’autore:

John Grisham è nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Le sue opere hanno venduto oltre 5 milioni di copie nel mondo.

L.

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