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La Newton Compton porta in libreria una nuova indagine della detective Lottie Parker.

La scheda di Uruk:

1097. Uccidere ancora [Lottie Parker 3] (The Lost Child, 2017) di Patricia Gibney [giugno 2020] Traduzione di Laura Miccoli

La trama:

Quando in una fattoria viene ritrovato il corpo di una donna riverso in una pozza di sangue, la detective Lottie Parker viene inviata nella remota campagna irlandese per indagare. La scena del crimine racconta di un’aggressione brutale: ci sono vetri rotti, sedie fracassate e un cadavere martoriato. Cosa può avere scatenato una rabbia così feroce? Un impermeabile nero pare l’indizio decisivo per identificare il killer, ma una scoperta sconvolgente cambia tutte le carte in tavola: l’omicidio pare legato a un caso risalente a molti anni prima, che ruotava intorno al manicomio di St. Declan, l’ultima indagine del padre della detective Parker, prima che si togliesse la vita. Mentre Lottie si interroga sugli oscuri segreti del suo passato, una ragazza scompare, e nel frattempo una persona orrendamente mutilata viene abbandonata sugli scalini dell’ospedale. Ed è subito chiaro che se vuole impedire all’assassino di uccidere ancora, la detective Parker dovrà affrontare una volta per tutte i suoi demoni personali.

L’incipit:

La sera era il momento migliore per studiare. Un calice di buon vino, un po’ di musica in sottofondo, le persiane abbassate a metà, i campi dietro casa avvolti dalle ombre. La luce si rifletteva sul bicchiere e lei si godeva quel momento tutto per sé. Da sola con i suoi libri. A casa sua. Al sicuro.
Marian Russell doveva ammettere che il corso di scienze sociali non era stata la sua prima scelta, ma il modulo di genealogia la appassionava davvero. Tutto il resto era troppo intellettualoide per il suo stupido cervello. Lei
era stupida. Arthur gliel’aveva ripetuto così tante volte che ormai se ne era convinta. Ma, dentro di sé, sapeva che non era del tutto vero.
Sorrise, si infilò due pillole in bocca, le mandò giù con il vino e si accese una sigaretta. Da quando era stato emanato l’ordine restrittivo per il marito, aveva finalmente iniziato a riprendersi la sua vita. Il lavoro a tempo indeterminato al supermercato era un grosso incoraggiamento, e poi aveva potuto tenersi l’auto. Quel bastardo si era fatto ritirare la patente, quindi non si era battuto più di tanto per la macchina di famiglia. Era anche riuscita a convincere sua madre a cederle la casa e a trasferirsi in un appartamento. Se l’era tolta dai piedi. E poi aveva i suoi studi. E il vino. E le pillole.

L’autrice:

Patricia Gibney proviene dal cuore dell’Irlanda. Ha tre figli e, dopo la perdita del marito, ha cominciato a scrivere a scopo terapeutico. La sua passione è diventata un’occupazione a tempo pieno quando ha deciso di affiliarsi all’Irish Writers Centre e ha cominciato a fare sul serio. L’ospite inatteso è il primo libro di una serie incentrata sul personaggio di Lottie Parker. Il suo sito è http://www.patriciagibney.com.

L.

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