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La Bompiani porta in libreria Le ultime indagini di Gori Misticò.

La scheda di Uruk:

La mezzaluna di sabbia (2020) di Fausto Vitaliano [giugno 2020]

La trama:

Gregorio detto Gori Misticò: maresciallo dei carabinieri, una predilezione per Topolino e una cicatrice all’altezza del cuore. Dopo anni in servizio al Nord è rientrato a San Telesforo Jonico, il paesino calabrese dove è cresciuto, ma ora è in aspettativa. Nessuno sa perché tranne il suo amico Nicola Strangio, oncologo in un grande ospedale milanese.
I pochi abitanti del paese lo vedono spesso avviarsi verso la spiaggia del Pàparo, una mezzaluna di sabbia senza un bar o un filo d’ombra, ma dove ancora nidificano le anatre e il mare scintilla come i più nitidi ricordi di gioventù. Gori non ha più voglia di lottare contro il male, che trova sempre il modo per avere la meglio. Eppure, quando il giovane brigadiere Costantino invoca il suo aiuto per un caso di omicidio, qualcosa lo spinge a iniziare l’indagine…
Tutti conosciamo la paura annidata nello scorrere del tempo, la tentazione di gettare la spugna, il disgusto per la mediocrità – eppure ciascuno di noi ha la sua mezzaluna di sabbia dove coltivare un’irriducibile speranza. Con una lingua ricca di sfumature, sullo sfondo di una Calabria divisa tra degrado e splendore, Fausto Vitaliano dà vita a un noir pieno di umanità e a un personaggio che, guardando la morte negli occhi, mantiene un tenacissimo amore per la vita.

L’incipit:

Volando di sera da Milano verso sud magari non è la prima cosa che vedi ma di sicuro è la prima cosa di cui ti rendi conto: sono le luci del porto di Livorno. Sempre ammesso che il volo punti verso La Spezia, perché se invece per qualche ragione il pilota o chi per lui decide di prendere per l’entroterra, allora il passeggero non vedrà più niente già dopo Parma. Tutto buio, fino a quando spunteranno, sui finestrini del lato di sinistra, le vaghe e tremolanti luci della pista di Lamezia Terme. A quel punto l’aereo virerà di novanta gradi a est per allinearsi e così da una parte e dall’altra ritornerà il buio, giacché qui fa notte presto.
Sotto la pancia dell’Airbus A319 easyJet c’era il mar Tirreno ma Gori Misticò non poteva vederlo né, a dire il Vangelo, era interessato. Aveva sonnecchiato per tutto il viaggio e, nonostante la hostess lo avesse garbatamente scrollato per svegliarlo, ancora non s’era del tutto ripreso. Al momento dello scarrellamento s’era sentito il rumore grossolano dell’ingranaggio che faceva calare le ruote centrali e, meno evidente, quello delle ruote anteriori. Poi, a pochi minuti dall’atterraggio, le luci della cabina si erano spente, e a questo punto c’era sempre almeno un passeggero il quale, ignaro che quella fosse né più né meno una procedura normale, drizzava le orecchie e cominciava a roteare lo sguardo sgomento in cerca di rassicurazione.
Il maresciallo in aspettativa Gori Misticò tutte le paure poteva comprendere e giustificare, tranne quella dell’aereo. Fammi capire: se tieni paura dell’aeroplano, non ci salire. Ma se alla fine ti convinci e ci sali, mi spieghi che senso ha che ti metti ancora paura? Credi che se senti paura l’aereo non cade? Che i tuoi scongiuri ti faranno atterrare in piena sicurezza? Che convincerai il pilota a tornare indietro? Visto che ormai sei sopra, tanto vale che te la godi, no? Potrebbero essere le ultime ore della vita tua, vale la pena di rovinartele con l’angoscia che da un momento all’altro ti schianterai in mare o contro una montagna? Guarda fuori dal finestrino, goditi il panorama. Tanto, o prima o tardi, o per un incidente aereo o per vecchiaia, o per cellulare alla guida in contromano o pallottola vagante, te ne devi andare pure tu

L’autore

Fausto Vitaliano è nato in Calabria ma vive pressoché da sempre a Milano. È sceneggiatore per Disney e per lo studio Rainbow. Ha pubblicato storie a fumetti anche per Sergio Bonelli, Edizioni BD e l’editore francese BD Music. Ha lavorato per radio, tv e giornali, tradotto libri e curato per Feltrinelli i volumi antologici di Beppe Grillo e di Michele Serra. Insieme a quest’ultimo ha scritto il monologo teatrale Tutti i santi giorni.

L.

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