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Nell’agosto del 1890 nasceva Howard Phillips Lovecraft, destinato ad una vita non facile e ad un successo che definire postumo è riduttivo: per festeggiare i 130 anni dello scrittore di Providence, questo agosto – a blog unificati – cercherò di lasciarmi contaminare il più possibile dai media che hanno usato temi lovecraftiani.

La scheda di Uruk:

Cthulhu. I racconti del mito (2016) di Howard Phillips Lovecraft [marzo 2019] a cura di Giuseppe Lippi

* PARTE PRIMA. Sulla soglia dell’agghiacciante scoperta
La città senza nome (The Nameless City, 1921) Traduzione di Giuseppe Lippi
La ricorrenza (The Festival, 1923) Traduzione di Giuseppe Lippi
Gli altri dei (Gli altri dei, 14 agosto 1921) Traduzione di Giuseppe Lippi

* PARTE SECONDA. L’avvento di Cthulhu
Dagon (Dagon, luglio 1917) Traduzione di Giuseppe Lippi
Nyarlathotep (Nyarlathotep, dicembre 1920) Traduzione di Giuseppe Lippi
Azathoth (Azathoth, giugno 1922) Traduzione di Giuseppe Lippi
Il richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, estate 1926) Traduzione di Giuseppe Lippi
Il modello di Pickman (Pickman’s Model, 1926) Traduzione di Gianna Lonza
Il caso di Charles Dexter Ward (The Case of Charles Dexter Ward, gennaio-marzo 1927) Traduzione di Giuseppe Lippi
Il colore venuto dallo spazio (The Colour Out of Space, marzo 1927) Traduzione di Giuseppe Lippi
Storia del «Necronomicon» (History of the Necronomicon, 1927) Traduzione di Giuseppe Lippi
L’orrore di Dunwich (The Dunwich Horror, estate 1928) Traduzione di Claudio De Nardi

* PARTE TERZA. Gli altri Antichi
Colui che sussurrava nelle tenebre (The Whisperer in Darkness, 24 febbraio – 26 settembre 1930) Traduzione di Gianna Lonza
Le montagne della follia (At the Mountains of Madness, febbraio – 22 marzo 1931) Traduzione di Giuseppe Lippi
La maschera di Innsmouth (The Shadow over Innsmouth, novembre? – 3 dicembre 1931) Traduzione di Claudio De Nardi
La casa delle streghe (The Dreams in the Witch-House, gennaio – 28 febbraio 1932) Traduzione di Stefano Galli
La cosa sulla soglia (The Thing on the Doorstep, 21-24 agosto 1933) Traduzione di Gianna Lonza
L’ombra calata dal tempo (The Shadow Out of Time, novembre 1934 – marzo 1935) Traduzione di Giuseppe Lippi
L’abitatore del buio (The Haunter of the Dark, novembre 1935) Traduzione di Claudio De Nardi

La trama:

Horror? Fantasmi? Fantascienza? A ottant’anni dalla morte di Lovecraft, le sue famose storie dell’orrore, in particolare quelle del raccapricciante “mito di Cthulhu”, continuano a far discutere gli appassionati, incerti se collocarle nella categoria del fantastico più originale o delle cronache di un possibile domani, di un oggi “laterale” in cui antichi misteri si aprono come crepe nel tessuto della realtà. Questo ricco volume costituisce la più esauriente vetrina italiana dei mostri di Lovecraft, con i racconti e i romanzi che ne hanno decretato il successo in ogni parte del mondo. Dal Richiamo di Cthulhu al Caso di Charles Dexter Ward, dalla Casa delle streghe alle Montagne della follia, tutti i testi di un mito che è entrato a far parte dell’immaginario moderno, ispirando il cinema e persino un famoso gioco di ruolo.

L’incipit dell’Introduzione:

È un giorno di primavera del XX secolo quando, davanti a pochi e terrorizzati marinai alla deriva nel Pacifico meridionale, echeggia lo spaventoso richiamo di Cthulhu. Il suo mistero risale a un passato molto più oscuro, ma ora, per la prima volta, un testimone potrà parlarne a uno scrittore, in modo da informare il resto dell’umanità. Un paio d’anni dopo, il richiamo viene effettivamente trascritto e pubblicato con la firma di H.P. Lovecraft, offrendosi come inchiesta su quei fatti straordinari e come avvertimento: «Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn», cioè “Nella sua dimora di R’lyeh, il morto Cthulhu attende sognando”. Le arcane parole in lingua r’lyehana dicono che bisogna aspettarsi altre manifestazioni, nuovi sconvolgimenti del fondo marino da un momento all’altro. Cthulhu è la prima entità del suo genere che si affacci nelle mostruose cronache di Lovecraft, e deve a questo la sua preminenza nello sviluppo del ciclo; in realtà esiste un predecessore, il caso poco meno illustre di un’emersione registrata qualche anno prima, ma il mostro era muto e non completamente alieno. In una delle zone meno battute dell’oceano Pacifico (sempre laggiù) un altro sfortunato marinaio aveva assistito all’apocalittica manifestazione di un essere squamoso e gigantesco, Dagon. Compiuto il suo atto devastante, il dio pesce dei filistei sarebbe scomparso per sempre, non senza aver lasciato una traccia del suo limo anche nelle città dell’uomo. Un decennio più tardi Cthulhu annuncia una serie di apparizioni straordinarie: orrori organizzati in una sorta di olimpo degenere, con messaggeri, gerarchie e naturalmente miti.

L’incipit de “La città senza nome”:

Quando mi avvicinai alla città senza nome capii che era maledetta. Viaggiavo, sotto la luna, per una valle terribile e riarsa, e la vidi affiorare sinistramente dalle sabbie, come i pezzi di un cadavere potrebbero affiorare da un sepolcro inadeguato. Le pietre corrose di quella veneranda superstite del diluvio, di quella bisnonna della più vecchia piramide, parlavano di paura, e un’aura invisibile mi respinse, mi ordinò di ritirarmi da quel luogo di segreti che nessun uomo dovrebbe vedere, e nessuno infatti aveva visto.
Remota nel deserto d’Arabia giace la città senza nome, rovinosa e caotica, le basse mura quasi sepolte dalle sabbie di età infinite. Dev’essere stata così già prima che l’uomo ponesse le prime pietre di Menfi, già prima che venissero cotti i mattoni di Babilonia. Nessuna leggenda è così antica da risalire fino a essa per darle un nome, o per ricordare che fu mai viva un giorno; ma se ne parla in sussurri attorno ai fuochi di campo, e le vecchie ne mormorano nelle tende degli sceicchi, così che tutte le tribù la evitano senza sapere perché. Di questo luogo sognò il poeta pazzo Abdul Alhazred la notte prima di cantare il distico inesplicabile:

Non è morto ciò che in eterno può attendere
E col passar di strani eoni anche la morte può morire.

L’autore:

Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è nato e vissuto a Providence, nel Rhode Island, il più piccolo degli Stati Uniti d’America. Ha scritto racconti fin da bambino, ma la sua produzione matura comincia intorno al 1917. I racconti del ciclo di Cthulhu escono dal 1928 in poi, anche se The Call of Cthulhu era stato scritto due anni prima. L’intera opera narrativa di questo influente maestro del racconto fantastico è riunita, anche in e-book, nel volume Tutti i racconti pubblicato da Mondadori.

L.

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