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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di agosto (n. 1435) presenta un romanzo apparso originariamente in Italia nel 1941, come numero 253 della collana “I Libri Gialli” Mondadori.

La scheda di Uruk:

1435. È scomparso un caro ometto (The First Time He Died, 1935), di Ethel Lina White [agosto 2020] Traduzione di Giuseppina Taddei
Inoltre contiene il racconto:
La lettera della sposa, di Roberto Mistretta

La trama:

Povero signor Baxter. Gli abitanti di Starminster sembrano sinceramente addolorati per la dipartita di quel bravo ometto, molto popolare soprattutto fra le concittadine. Di carattere mite, senza pretese, ha abbandonato la vita in silenzio come quando lasciava un ritrovo, salutando con un cenno e sgusciando via senza disturbare. Nell’imperversare dell’influenza, anche lui si è ammalato e il suo cuore debole non ha retto. C’è però chi pensa che l’anziano medico che ha firmato il certificato di morte abbia preso una cantonata. E c’è chi ha creduto di intravedere la vedova seduta troppo vicina a un altro uomo, in un atteggiamento poco appropriato al lutto recente. L’orribile sospetto è che la moglie abbia architettato un piano delittuoso per liberarsi del signor Baxter. Ma è possibile che una sorte così crudele sia toccata a un ometto tanto caro?

L’incipit:

La maggior parte degli abitanti di Starminster si mostrò addolorata per la morte del signor Charles Baxter. Il defunto era stato molto popolare presso le donne, e gli uomini lo definivano un “caro ometto”, definizione poco azzeccata, veramente, perché la statura di Baxter era molto al di sopra della media.
Di carattere mite e senza pretese, Charles sparì dalla vita in silenzio, come sarebbe potuto uscire da una festa, salutando il padrone di casa con un cenno del capo e sgusciando via, senza che nessun altro se ne accorgesse.
In quel periodo, l’influenza imperversava in paese. Un giorno si sparse la voce che Baxter si era ammalato; la notizia che seguì scoppiò come una bomba nella sala del biliardo.
— Il povero Baxter è passato a miglior vita.
Seguì un coro di “poveraccio” e “poveretto”, perché Charles era benvoluto da tutti e nessuno aveva da ridire su di lui: pagava regolarmente i suoi conti, offriva il suo modesto contributo alle opere di beneficenza del paese e prestava orecchio ai racconti di tutti. Nel gioco era sempre al di sotto dei suoi avversari ed era sempre lui a pagare le consumazioni, ma sapeva perdere con serenità, e questa è una cosa che fa piacere al vincitore.
— Quando è morto? — domandò uno.
— Stanotte — riferì quello che aveva portato la notizia.
— Di influenza, probabilmente.
— Sì. Il cuore non ha resistito. Soffriva di debolezza cardiaca.
— Questo non è vero — dichiarò Acorn, agente della società di assicurazioni.

L’autrice

Ethel Lina White (1876-1944), gallese, si dedica alla scrittura dopo aver lasciato un impiego governativo. La sua produzione incontra a partire dagli anni Trenta il favore del pubblico, tanto da guadagnarle all’epoca un posto di rilievo tra le grandi firme del giallo. Dai suoi romanzi più noti sono stati tratti film oggi considerati classici del cinema in bianco e nero, diretti da registi quali Alfred Hitchcock e Robert Siodmak.

L.

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