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Nuovo numero per la collana “Segretissimo Special”, che questo agosto presenta il romanzo vincitore del Premio Altieri 2020: un nuovo combattente delle operazioni clandestine.

La scheda di Uruk:

45. Agente Roachford: caccia all’incubo (2020) di Jason Hunter [agosto 2020]

La trama:

Tredici colpi, tredici corpi a terra. Abbattuti con precisione spietata in un locale torinese. La strage porta la firma di un uomo solo. Anzi la sigla, “K”, tracciata col sangue di uno dei morti ammazzati. Esponenti della ’ndrangheta calabrese e dei narcos messicani. Scoprire i retroscena di questo incontro al vertice è la prima metà della missione di Nikolas Rivera, alias agente Roachford, operativo dell’organizzazione fantasma Dark Gear, con base nel Regno Unito. Parecchie persone ad alto livello vogliono vederci chiaro sul filo rosso che collega i trafficanti all’autore del massacro. Ed ecco l’altra metà, quella che fa la differenza tra un incarico semplicemente pericoloso e una missione suicida. Dare la caccia al killer. Un sicario imprendibile diventato una leggenda vivente fin dai tempi della Guerra Fredda. Una perfetta macchina per uccidere della quale, da anni, trapela soltanto il nome in codice: Koshmar, l’Incubo.

L’incipit:

Torino, Piemonte, Italia

L’afa era arrivata con grande anticipo. Nonostante fosse appena inizio aprile una cappa di caliginosa umidità avvolgeva da alcuni giorni il capoluogo piemontese. Si insinuava sotto gli abiti, strisciava infida sui marciapiedi, insozzava i parabrezza, comprometteva la visibilità perfino nelle vie centrali. Tuttavia la situazione pareva destinala a cambiare: le vicine montagne riecheggiavano l’eco di tuoni fragorosi. Nell’arco di mezzora al massimo il vento si sarebbe rinvigorito, spingendo un temporale fuori stagione su Torino.
Bizzarrie di un clima in continuo mutamento che non impensierivano Edvard Aleksandrovic Jusupov. Semmai, al contrario, gli avrebbero facilitato il lavoro: le condizioni del tempo e il fatto che fosse lunedì sera contribuivano a rendere la città semideserta.
L’uomo da parecchio studiava l’ambiente in cui avrebbe agito. Nel corso della giornata aveva battuto per l’ennesima volta i dintorni della stazione di Porta Nuova e corso Vittorio Emanuele, imboccando infine la perpendicolare via Carlo Alberto, una strada a senso unico nella quale si trovava l’obiettivo. Conosceva ormai ogni anfratto di quell’ultima arteria, piuttosto stretta e lastricata in porfido, che si snodava tra nobili palazzi risorgimentali.
Sedeva al volante di un’Audi A6, ferma nell’unico parcheggio disponibile in quel luogo: uno spazio riservato ai disabili che di notte rimaneva sempre libero. Si era comunque premunito di esporre sul cruscotto un contrassegno falsificato alla perfezione.

L’autore:

Sono in pochi a sapere chi sia veramente Jason Hunter. Si dice sia nato a metà degli anni Sessanta del XX secolo dalle parti di Birmingham. Sembra abbia collaborato con alcuni servizi segreti europei, cogliendo così l’occasione per apprenderne tecniche e strategie, entrare in contatto con operativi del mondo clandestino e viaggiare parecchio. L’amore lo ha portato all’abbandono dell’attività e a scegliere l’Italia come sua attuale dimora. Pare abiti nella tranquillità delle colline senesi, dove dedica parte del suo tempo all’attività di scrittore. Per Edizioni della Goccia da alcuni anni pubblica i romanzi d’azione con protagonista l’agente segreto mercenario noto con il nome in codice di Wildguy.

L.

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