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La collana “Il Giallo Mondadori” di settembre (n. 3195) presenta la quarta avventura di Maestro Falconer.

La scheda di Uruk:

3195. Un salmo per Falconer [Maestro Falconer 4] (A Psalm for Falconer, 1997) di Ian Morson [settembre 2020] Traduzione di Mauro Boncompagni

La trama

Mai avrebbe pensato di dover abbandonare l’Università di Oxford per mettersi in viaggio nelle zone più selvagge del Cumberland. William Falconer, maestro reggente della Facoltà delle Arti, è diretto al convento di Conishead alla ricerca di alcuni rarissimi libri. Attraversare la desolata baia di Lancaster è per lui come toccare il confine del mondo conosciuto, là dove l’immensa distesa d’acqua si perde all’orizzonte. Quando l’azzurra massa liquida si ritira con la bassa marea consentendo il passaggio, ad attendere il viandante restano le sabbie fangose e traditrici. Quelle stesse che, nelle ore del suo arrivo a destinazione, restituiscono il corpo ridotto a scheletro di un uomo. Assassinato con una coltellata al cuore. La presenza di una croce d’argento fra i miseri resti conferma che si tratta di un monaco scomparso quindici anni prima, all’epoca in procinto di diventare priore. Falconer non sa resistere alla tentazione di immischiarsi in faccende che non lo riguardano e si accinge a indagare sui segreti dei confratelli. Ma dovrà appellarsi a tutte le risorse della dottrina aristotelica per decifrare l’enigma di quel delitto dimenticato, in un ambiente ostile dove le sabbie mobili non sono il nemico più insidioso.

L’incipit

Il sole, di un rosso vivido, stava calando dietro Humphrey Head, e John de Langetoft sentiva il freddo del torrente chiamato il Kent pizzicargli le gambe nude. Si spostò il pesante fardello sulla schiena con una scrollata di spalle, in modo da renderlo più confortevole, e uscì dalla corrente del ruscello posando i piedi sul morbido argine sabbioso. I sandali, appesi al collo tramite le cinghie di pelle, gli rimbalzavano sul petto. Le grida degli uccelli marini conferivano un’aria inquietante all’ampio panorama della baia che lui vedeva per la prima volta. Era come se le anime di tanti viaggiatori smarriti gli si fossero addensate sopra la testa in un limbo perpetuo. Quell’immagine terrificante venne rafforzata dalle nuvole, basse e pesanti, che ribollivano in cielo, facendo presagire l’arrivo di una tempesta. Rabbrividì, e non solo a causa dell’effettivo freddo che faceva in quel posto deserto.
— Meglio non fermarsi troppo a lungo, altrimenti il rischio è di finire intrappolati nelle sabbie mobili.
Dando ascolto al monito della persona che lo accompagnava, De Langetoft tolse i piedi dal risucchio della sabbia. Lanciò un altra occhiata alla collinetta scura di Humphrey Head alle sue spalle, chiedendosi quando avrebbe avuto occasione di riavere davanti cigli occhi quel triste promontorio e il convento, ora invisibile, che si trovava subito dietro. Il sole era quasi tramontato e, dal mare, un lampo di luce illuminava la baia. Se volevano evitare la tempesta, dovevano continuare la marcia. Davanti a loro, i ripiani rocciosi di Priest’s Skear svettavano dal fango come il dorso di un mostro marino spiaggiato. Questo significava che avevano solo il Keer da guadare, e poi si sarebbero trovati sulla terraferma a Hest Bank.

L’autore:

Ian Morson, nato a Derby nel 1947 da una famiglia operaia, grazie a una borsa di studio ha studiato lingua e letteratura russa a Oxford. Ha poi fatto ricerca e lavorato come libraio e bibliotecario. Ha ambientato i suoi romanzi in diversi periodi storici, dal Medioevo all’epoca vittoriana. Vive a Hastings.

L.

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