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Il settantatreesimo numero della collana “Il Giallo Mondadori Sherlock”, la prima al mondo a far rivivere ogni mese le gesta del celebre detective, presenta questo settembre una leggenda del terrore per il re dei detective.

La scheda di Uruk:

73. Sherlock Holmes. Il fantasma di Parigi (The Canary Trainer, 1993) di Nicholas Meyer [settembre 2020] Traduzione di Massimo M. Mazzoni

La trama:

Corre l’anno 1891 e Sherlock Holmes è morto. Almeno ufficialmente. Sopravvissuto allo scontro finale con il professor Moriarty, viaggia in incognito per l’Europa sotto la falsa identità del norvegese Sigerson. Stabilitosi nella capitale francese, sbarca il lunario dando lezioni di violino. È quindi per un caso fortuito che le sue doti musicali gli guadagnano un posto nientemeno che all’Opera di Parigi, in sostituzione di un violinista fuggito per ragioni ignote. Ma le sfide che lì lo attendono sembrano chiamare in causa il professionista dell’indagine criminale, piuttosto che il pur talentuoso dilettante dell’archetto. La presunta esistenza di un fantasma che si aggira nei meandri del palazzo non può certo impressionare lo scettico Holmes, sebbene non manchino gli episodi apparentemente inspiegabili. La presenza davvero sorprendente, per lui, è quella di Irene Adler: l’unica donna capace di tenerlo in scacco ai tempi di una nota faccenda boema. L’ex avversaria gli chiede di proteggere la giovane soprano Christine Daaé, sua collega e amica, da una minaccia che pare incombere su di lei dopo uno strano suicidio. Sarà dunque il celebre teatro con i suoi misteri a fare da palcoscenico, oltre che agli sfarzosi allestimenti della lirica, a una delle imprese più straordinarie del grande investigatore.

L’incipit:

Gentile signor Mover,
in qualità di assistente conservatore per le Collezioni speciali della Beinecke, le scrivo per richiedere la sua consulenza e, anche, il suo aiuto.
Come può immaginare, la Beinecke riceve da donatori di tutto il mondo un’ingente quantità di carte e manoscritti di un certo valore. Di recente abbiamo digitalizzato il nostro intero catalogo per agevolare la consultazione, e nel corso dell’operazione, che ci ò costata parecchi mesi (e due milioni di dollari), sono venuti alla luce numerosi documenti che non erano stati adeguatamente identificati o studiati al momento dell’acquisizione.
Tra le carte depositate presso la biblioteca, diverse provengono dal fondo di Martha Hudson, il cui cognato, Gerald Forrester, si è distinto fra i migliori allievi di Yale (1903). L’università possiede tali carte da oltre cinquant’anni.
Mi duole dover ammettere che il nome di Martha Hudson era ignoto al mio predecessore, perciò temo che quei documenti non siano stati sottoposti all’attento esame che avrebbero meritato. Soltanto in occasione della digitalizzazione del catalogo ci siamo resi conto del fatto che la signora era stata per trent’anni la governante di Sherlock Holmes.

Extra

Il volume è impreziosito dal saggio: Sherlock Holmes incontra il Fantasma dell’Opera di Luigi Pachì:

«Chi segue il Giallo Mondadori Sherlock sa che di Nicholas Meyer abbiamo già pubblicato due romanzi sherlockiani. Nel volume 33 è apparso il celeberrimo Sherlock Holmes: La soluzione sette per cento, edito per la prima volta nel 1974 e dal quale due anni più tardi è stato tratto il film omonimo di Herbert Ross.
Venti numeri dopo questo classico
pastiche, la nostra collana ha proposto anche Sherlock Holmes: Orrore nel West End, che vede il grande investigatore trovarsi faccia a faccia con personaggi realmente esistiti, quali Oscar Wilde, Bram Stoker e George Bernard Shaw, e personaggi creati dallo stesso Arthur Conan Doyle nel suo Canone, come il dottor Moore Agar, di cui abbiamo fatto la conoscenza nel racconto L’avventura del piede del diavolo.»

L.

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