Tag

, , , , , ,

Sessantasettesima avventura del Principe delle Spie Malko Linge, in questa nuova ristampa di “Segretissimo SAS” (Mondadori), questo settembre in edicola una nuova avventura.

La scheda di Uruk:

67. Rosso granata [SAS 67] (Rouge grenade, 1982) di Gérard de Villiers [agosto 2020] Traduzione di Mario Morelli

La trama:

Grenada potrebbe diventare un’altra Cuba. Un patto segreto sarebbe stato siglato fra l’Avana e il regime locale per l’installazione di missili puntati sul Venezuela, in grado di polverizzare Caracas e i pozzi petroliferi di Maracaibo. Una grave minaccia, da scongiurare a ogni costo, per gli equilibri geopolitici dell’intera regione. Purtroppo l’agente in contatto con l’informatore all’origine della rivelazione non potrà fornire ulteriori conferme, dopo essere stato ripescato cadavere dalle acque del mare caraibico. Bisognerà risalire alla fonte, in possesso di una copia di quel protocollo esplosivo. La missione nel piccolo paradiso rivoluzionario, governato con spietatezza contro ogni forma di opposizione, si annuncia talmente ardua da sembrare cucita su misura per Malko Linge. Molti rischi e pochi soldi: è l’incoraggiante prospettiva del suo incarico. Del resto qualcuno ha detto che lo spionaggio è un mestiere per gentiluomini; lo si pratica per senso etico, non per denaro. E il Principe delle Spie un gentiluomo lo è di sicuro, ma chi ha detto queste belle parole non si è mai trovato da solo su un’isola infestata da nemici.

L’incipit:

Santiago Gimenez camminava senza fare il minimo rumore lungo il corridoio su cui si affacciavano le otto celle ricavate nel sottosuolo della prigione di Richmond Hill. I suoi compagni del G2, il servizio di controspionaggio cubano, lo avevano soprannominato King Kong a causa della corporatura eccezionale. Capelli cortissimi, sempre perfettamente rasato, ci teneva a essere la personificazione della forza bruta. La camicia a fiori, dalle maniche corte, pareva sul punto di scoppiare sotto la pressione dei muscoli. I pantaloni di tela fasciavano un paio di cosce enormi, ma, grazie alle scarpe da tennis, l’uomo si muoveva con leggerezza in quel budello vivamente illuminato. Ogni cinque metri, una lampada spandeva una luce cruda: la porta di accesso a quella divisione speciale era sempre chiusa e solo Santiago Gimenez e i suoi uomini vi potevano entrare. Era sorvegliata da un soldato armato di Kalashnikov, che aveva il compito di impedire ai guardiani della prigione “normale” di interessarsi a quella sezione dalla fama sinistra. I prigionieri della divisione Speciale non erano registrati, arrivavano e ripartivano di notte, avvolti in coperte, stesi sul fondo degli automezzi del G2 di Grenada. Uno di questi era rimasto in prigione due anni prima di essere giustiziato. Nessuno dei suoi familiari aveva la minima idea di quale fosse stato il suo destino.
King Kong Gimenez si fermò davanti alla porta della cella numero 7 e avvicinò l’occhio allo spioncino.

L’autore:

Nato a Parigi nel 1929 da una famiglia di militari con ascendenze aristocratiche, Gérard de Villiers inizia la carriera come giornalista, dopo essersi laureato in Scienze politiche. Nel 1965 scrive il primo romanzo con protagonista SAS, Sua Altezza Serenissima Malko Linge: SAS a Istanbul. Seguiranno 200 avventure di SAS, e De Villiers introdurrà nella spy story elementi di sesso e di violenza prima sconosciuti. L’autore è scomparso nel 2013.

L.

– Ultimi post simili: