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La Guanda porta in libreria un nuovo thriller di Håkan Nesser.

La scheda di Uruk:

Gli occhi dell’assassino (Eugen Kall­manns ögon, 2016) di Håkan Nesser [settembre 2020] Traduzione di Carmen Giorgetti Cima

La trama:

Tarda estate del 1995. Leon Berger lascia Stoccolma per andare a K., piccola cittadina spersa nel vasto Nord della Svezia. Sette mesi prima la sua esistenza è stata sconvolta dalla morte della moglie e della figlia in un incidente, e ora Leon ha deciso di provare a lasciarsi alle spalle la tragedia cambiando vita. Al ginnasio di K. prenderà il posto, rimasto vacante, del professor Kallmann, un insegnante carismatico secondo gli studenti ed eccentrico secondo gli altri insegnanti, morto verso la fine del precedente anno scolastico in circostanze poco chiare. A scuola soffiano anche venti preoccupanti: episodi di razzismo, minacce a docenti e allievi, una tensione sotterranea vicina al punto di rottura. È proprio Leon a incrinare questa calma apparente, trovando per caso i diari del defunto professor Kallmann, una serie di quaderni scritti di suo pugno, in cui fatti del passato sembrano illuminare di una luce sinistra l’oggi: Kallmann era infatti certo che a K. vivesse un assassino rimasto impunito. Ne era certo perché, a suo dire, lui era in grado di scrutare l’anima delle persone, in particolare di chi si era macchiato di un crimine. Per questo motivo non guardava mai nessuno negli occhi… Spinto dalla curiosità Leon Berger, insieme a due colleghi, comincia a studiare i diari, enigmatici e inquietanti, nel tentativo di scoprire se nella storia di K. ci sia davvero un omicidio irrisolto o, forse, più di uno.
Nello stile tipico di Håkan Nesser, sotto una superficie tranquilla si cela in profondità un altro mondo, presente e distante allo stesso tempo.

L’incipit:

Lasciai Stoccolma circa sette mesi dopo la scomparsa di mia moglie e mia figlia.
Era una calda mattina domenicale all’inizio di agosto. Il taxi mi aspettava in cima a Slottsbacken accanto alla statua di Birger Jarl; Gamla Stan – la Città Vecchia – era troppo affollata di turisti perché fosse consentito il traffico automobilistico. Questo mi aveva spiegato la receptionist del servizio radiotaxi senza che gliel’avessi chiesto, e mentre trascinavo le mie due poco maneggevoli valigie sopra i ciottoli di Stortorget, constatai che era vero. I tavolini all’aperto di bar e ristoranti erano strapieni, e intorno al grande pozzo orde di giapponesi, tedeschi e italiani si fotografavano a vicenda con grande piacere. Seduti sui gradini davanti all’Accademia di Svezia, una ventina di ragazzi in T-shirt gialla ascoltavano una donna in giacca gialla leggere a voce alta da un libro; immaginai che si trattasse di un testo di qualche premio Nobel della loro nazione. Quale che fosse, Polonia probabilmente, le poche parole che colsi suonavano slave.
Quando il taxi e la facciata del palazzo reale entrarono nel mio campo visivo, ero già sudato. «Stoccolma, addio» pensai. Fui sul punto di scoppiare in lacrime all’idea, ma riuscii a trattenermi.
«Tragitto breve» commentò il tassista dopo che mi fui accomodato sul sedile posteriore.
«Sì, forse» risposi. «Ma due valigie e un vecchio infortunio sportivo… be’, mi capisce.»
Non replicò, e non scambiammo altre parole nei sette minuti che ci vollero per raggiungere la Stazione Centrale. Fra parentesi sapeva già di certo quale fosse la meta della corsa, perché avevo prenotato in anticipo.

L’autore:

Håkan Nesser è nato nel 1950 a Kumla, in Svezia. Dopo aver insegnato lettere in un liceo, da anni si dedica esclusivamente alla scrittura. Ha scritto romanzi con protagonista il commissario Van Veeteren e altri con l’ispettore italo-svedese Gunnar Barbarotti.
Da Morte di uno scrittore e La nemica del cuore sono tratti i primi due film della trilogia Intrigo, per la regia di Daniel Alfredson.

L.

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