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La collana “Il Giallo Mondadori” di ottobre (n. 3196) presenta la nuova indagine del commissario Erica Franzoni.

La scheda di Uruk:

3196. 24 ore per non morire (2020) di Annamaria Fassio [ottobre 2020]

La trama:

Un mattatoio. È quello che trova Erica Franzoni, commissario capo della Mobile di Genova, durante il sopralluogo nell’appartamento della vittima. Aveva conosciuto Margit un anno prima, quando la donna si era presentata in questura in una grigia mattina di pioggia. Si era separata dal marito, che però non si rassegnava, e aveva paura che accadesse qualcosa di brutto. Lui, penalista di successo, era stato convincente nella parte dell’uomo tranquillo e inoffensivo. Ora, una mattina di un anno dopo, ha sgozzato l’ex moglie con un coltello e si è tolto la vita piantandoselo nel cuore. Lei dev’essersi difesa a lungo, da una stanza all’altra, in una scia di sangue. Intorno ai due corpi stesi sul letto l’odore di morte violenta è insopportabile. Come il senso di colpa. Erica avrebbe dovuto crederle. Avrebbe potuto salvarla. Quello che può fare adesso è andare fino in fondo, scavare alle radici di questo omicidio-suicidio pieno di ombre. Per riportare almeno un barlume di luce in una città segnata per sempre da una tragedia collettiva.

L’incipit:

Genova, carcere di Marassi, aprile 2018

Il ratto era comparso all’improvviso, grosso, grasso e feroce. Il detenuto Mirko Gori, condannato a trent’anni in secondo grado, si chiese da dove fosse arrivato. Quel braccio del carcere era stato ristrutturato da poco e le pareti conservavano ancora l’odore della pittura. Un odore pulito che però cominciava a svanire assalito com’era dalla puzza endemica delle celle.
Il ratto se ne stava immobile, il muso appuntito tutto proteso in avanti, gli occhietti furbi e cattivi. Deciso ad attaccare, pensò Mirko. Sempre tenendolo d’occhio s’infilò le scarpe, non sia mai che quella bestiaccia gli azzannasse i piedi, e avvolse la mano destra nella coperta.
— Vediamo chi fa la prima mossa — sussurrò dolcemente.
Il topo, se possibile, allungò ancora di più la testa, fiutando l’aria. Poi inarcò la schiena e balzò in avanti. Mirko era pronto a riceverlo. Lo afferrò per la groppa, affondando le dita nel pelo ispido, e lo sbatté con forza contro la parete. Una pedata lo stese definitivamente. Mirko rimase a lungo a fissare la carcassa. Bestiaccia schifosa, pensava. Poi l’avvolse in un vecchio straccio e lo buttò nella spazzatura.

L’autrice:

Annamaria Fassio è nata a Genova. Dopo numerosi lavori, tra cui quello di tecnica istologa presso l’Università, ha insegnato nel capoluogo ligure dove per oltre dieci anni ha tenuto corsi di scrittura creativa per insegnanti e bambini. Si è occupata anche di teatro. Attualmente è in pensione.

L.

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