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La collana “I Classici del Giallo Mondadori” di ottobre (n. 1437) presenta una fiaba senza lieto fine.

Il romanzo appare originariamente in Italia nel 1954, come numero 25 della celebre “Serie Gialla” Garzanti, con la stessa traduzione.

La scheda di Uruk:

1437. Il re è morto (The King is Dead, 1952), di Ellery Queen [ottobre 2020] Traduzione di Bruno Tasso

La trama:

Mai lettera minatoria è stata più esplicita. Alla vittima predestinata si comunica che sarà assassinata a un’ora precisa di un certo giorno. Quanto meno azzardato, oltre che bizzarro, appare il comportamento dell’aspirante omicida. Tuttavia è d’obbligo prendere sul serio la minaccia, quando il destinatario è King Bendigo, uno degli uomini più ricchi al mondo e anche uno dei più misteriosi. Un vero e proprio monarca senza corona, potentissimo e temutissimo. Si spiega dunque l’apprensione del fratello, Abel Bendigo, che irrompe in casa di Ellery Queen per incaricarlo di risolvere il problema. L’indagine non può che avere luogo sull’isola privata, sita in località segreta, dove il sovrano tiene la sua corte insieme a un altro fratello, di nome Judah, e all’immancabile regina. La situazione sembra assumere toni da operetta, ma si sa che basta un solo proiettile a trasformare in tragedia una farsa. Spetterà a Ellery il compito forse impossibile di impedire un delitto che si annuncia perfetto.

L’incipit:

L’invasione dell’appartamento dei Queen ebbe luogo alle otto e otto del mattino, in una normalissima giornata di giugno, poco dopo il passaggio dell’innaffiatore municipale nella Ottantasettesima Strada Ovest e mentre Arsène Lupin, padrone assoluto del davanzale, consumava la prima colazione con le briciole di pane destinate a una dozzina di piccioni del vicinato.
Fu un’invasione in perfetto stile Ventesimo secolo, senza alcun cenno di preavviso. Nel momento in cui ebbe luogo, l’ispettore Queen stava sollevando il cucchiaio sul suo secondo uovo, attentissimo a prendere le misure per un colpo preciso; la signora Fabrikant, vicino alla parete di fondo, aveva appena sollevato in aria il suo poderoso posteriore e si preparava a infilare nella presa di corrente la spina dell’aspirapolvere, ed Ellery stava entrando nella stanza, le mani sollevate per accomodare il collo della giacca.
— Fermi tutti, per piacere.
Non si era avvertito il minimo rumore. Dovevano avere aperto la porta d’ingresso e attraversato l’anticamera nel più perfetto silenzio.
Il cucchiaio dell’ispettore, il posteriore della signora Fabrikant e le mani di Ellery rimasero là dov’erano.

L’autore:

Ellery Queen è lo pseudonimo dei cugini statunitensi Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B. Lee (1905-1971), che insieme hanno dato vita a una delle firme più prestigiose nella storia del giallo. Il personaggio da loro creato ha raggiunto una vastissima fama come autore di romanzi e racconti, e ha promosso il recupero di opere del passato e la scoperta di nuovi talenti curando antologie e riviste come l’“Ellery Queen’s Mystery Magazine”, per decenni il più importante periodico di narrativa poliziesca al mondo. È stato tra i fondatori dell’organizzazione Mystery Writers of America e ha vinto più volte il premio Edgar.

L.

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