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Trentesimo appuntamento con il ciclo di antologie di “Segretissimo Special” (Mondadori) che presentano, in ordine cronologico, tutte le avventure di Chance Renard, il Professionista, nato dalla penna di Stephen Gunn (Stefano Di Marino).

La trama

Avventura, azione, spionaggio, esotismo ed erotismo. Chance Renard, il Professionista. Agente di ventura, impegnato in ogni angolo del mondo in missioni impossibili contro nemici sempre più feroci, sempre più letali. Al suo fianco donne troppo belle e troppo pericolose. E una sola regola: nessuna regola. Tornano tutte le avventure del Professionista, a partire dalle origini e con romanzi inediti scritti appositamente per colmare le lacune nella storia di una vera leggenda di Segretissimo.

Nella città che brucia
In un’assolatissima estate Chance Renard scopre di avere un fratello, figlio di una donna che suo padre credeva morta. Il filo dei ricordi lo spinge a indagare nella Saigon degli anni Settanta, quando Robert Renard affrontò il generale Sole Nero, re dei contrabbandieri indocinesi. Ma è una pista insidiosa che porta fino a oggi. Il Professionista e suo fratello Xian si ritrovano braccati da un’organizzazione che ha stretto un pericoloso legame con il passato e si è trasferita in Europa.

Gangland Red Zone
Corsa disperata per Chance Renard e suo fratello Xian bloccati a Gangland, costretti a un percorso a ostacoli per salvare la pelle. Una situazione che in gergo si definisce Red Zone. Nessuna via di uscita. E per cavarsela il Professionista deve chiamare a raccolta la Bimba, il Gobbo, il Freddo, insomma la vecchia Banda, per un confronto finale in un luna park abbandonato che diventa un campo di battaglia alla periferia della città.

L’incipit de “Nella città che brucia”

Gangland

In estate, dopo una notte di pioggia, Gangland diventa un altro luogo. Non è più Milano, la metropoli che mi ha accolto anni fa, in fuga, ed è diventata la mia seconda casa. Gangland, la chiamai. La città delle bande. Un luogo di intrighi, di violenza, mescolati a quella che siamo soliti chiamare normalità. Moderna e antica al tempo stesso. Un posto dove ho rischiato di morire ma che mi ha abbracciato nelle notti scure, dandomi calore. Caseggiati popolari che circondano parchi striminziti, quartieri modernissimi sorti dopo l’Expo (chi lo ricorda più?), dove un tempo c’erano luna park e terreni che ospitavano il circo. Quartieri ricchi e quartieri poverissimi. Chi i soldi li ha e chi vorrebbe averli. A qualsiasi costo.
Alle cinque di mattina, all’indomani di un temporale estivo, quando il cielo è ancora grigio cupo e le pozzanghere non si sono ancora asciugate, l’umidità ti attanaglia, ti leva il fiato, infiamma le giunture e non ti lascia più.
Potrebbe essere una metropoli tropicale, ai confini del mondo.
Sì, potrebbe. Ma è Milano, per me sempre Gangland.

L’incipit di “Gangland Red Zone”

Gangland

Mi ritrovo con la bocca piena di cenere. Un gusto amaro che diffonde una strana sensazione in tutto il corpo. Non ho più motivo di dubitare, il romanzo Nella città che brucia parla di mio padre. Riconosco in lui alcune caratteristiche che ho sviluppato anche io, eppure vedo anche le diversità. Per il tempo della lettura me lo sono trovato davanti, immerso in quell’Asia che entrambi abbiamo amato. Provo un gran senso di struggimento e, al tempo stesso, di rabbia. Una famiglia che ignoravo totalmente.
Io avevo dieci anni quando avvennero i fatti di Saigon, stavo a Bruxelles con mia madre che, poveretta, soffriva per aver amato un uomo sbagliato e non se ne era saputa distaccare, forse per amor mio. Alla fine lei scelse un altro uomo, creò una nuova famiglia. Io sono colpevole di non essere più andato a trovarli. Mi sarei sentito fuori luogo, un intruso in quella comunità felice che mi avrebbe accettato ma con cui avevo poco a che fare. Io sono uno zingaro come mio padre.

Dio, come mi manca…

L’autore:

Stephen Gunn è lo pseudonimo di Stefano Di Marino, uno dei più prolifici scrittori di spionaggio e avventura italiani degli ultimi decenni. Nato nel 1961, ha viaggiato in Oriente e ancora vi trascorre parte del suo tempo. Oltre alla scrittura si interessa di arti marziali, pugilato, fotografia e cinema, soprattutto quello orientale al quale ha dedicato numerosi saggi. Ha esordito con il suo vero nome pubblicando Per il sangue versato, Sopravvivere alla notte, Lacrime di Drago (Mondadori). Ha usato per la prima volta lo pseudonimo Stephen Gunn per firmare i romanzi Pista cieca e L’ombra del corvo (Sperling). Poi, venti anni fa, è nata la serie dedicata a Chance Renard, il Professionista. Scrive per siti e riviste di settore. Su Wikipedia, Stefano Di Marino e il Professionista hanno due voci distinte con bibliografia aggiornata e commentata del personaggio. Per saperne di più sull’autore, sul Professionista e sul suo mondo, cercatelo su Facebook, la fan page di Chance Renard-Il Professionista ed ecco il blog.

L.

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